Diffusi i dati sulla scarsa avanzata nazizarista russa
La Russia impantanata in Ucraina
Centinaia di migliaia di ucraini senza luce né riscaldamento
Zelensky: “L'Ucraina non è mai stata e non sarà mai un ostacolo alla pace”
Dovevano entrare a Kiev in pochi giorni, cacciare il governo di Zelensky e instaurarne uno fantoccio, “liberare e denazificare” tutto il Paese. Invece a quasi 4 anni dall’invasione nazizarista la Russia è impantanata in Ucraina. L’avanzata delle forze di Mosca si è inceppata dopo l’accelerazione di fine 2025. Il quadro del conflitto è caratterizzato da un generale stallo, senza variazioni di rilievo lungo la linea del fronte al di là degli annunci quotidiani della Russia, che rivendica con regolarità la conquista di villaggi e città.
A delineare il nuovo quadro è stato il 16 gennaio l’Institute for the study of war (Isw), think tank americano che monitora quotidianamente le operazioni. Tra il primo e il 17 dicembre 2025, i soldati di Mosca hanno “incrementato la propria presenza” in 276,44 km quadrati: la formula apparentemente ambigua fotografa la strategia spesso “mordi e fuggi” degli invasori, che avanzano con operazioni di infiltrazione e assalti senza necessariamente consolidare il controllo del territorio. Sui progressi rilevanti, ipotizzano gli esperti, potrebbe aver pesato anche la necessità di consegnare al nuovo zar del Cremlino e criminale di guerra Putin risultati positivi obbligati entro la fine dell’anno. La fiammata, però, non è durata. Il dato relativo al periodo 17-31 dicembre scende a 89,05 km quadrati, con un calo che appare ancora più evidente tra il 31 dicembre e il 13 gennaio: si scivola a 73,82 km quadrati. I giorni più favorevoli alla Russia, afferma l’Isw, sono stati l’1 e il 2 dicembre: poi è iniziata una progressiva discesa, condizionata anche dalla variazione delle condizioni meteo. Il maltempo, con pioggia e neve, ha penalizzato l’operatività dei droni ucraini per diversi giorni. Ma poi la situazione è mutata: il freddo è aumentato ma le precipitazioni sono diminuite. La difesa ucraina è divenuta più efficace, il terreno è diventato un ostacolo ulteriore per soldati che devono avanzare spesso a piedi e con equipaggiamenti pesanti. Mosca enfatizza presunti progressi negli oblast di Sumy o Kharkiv: si tratta di azioni sostanzialmente dimostrative, afferma l’Isw, che non modificano gli equilibri in campo e servono solo a suggerire l’immagine di una difesa ucraina prossima al tracollo. “Le forze russe non hanno ancora stabilito le condizioni per una grande offensiva terrestre a Sumy o Kharkiv” osserva l’Isw, rilevando che “non c’è alcun indicatore che le forze russe si siano preparate a lanciare una nuova significativa offensiva in Ucraina da nord”.
Intanto il 19 gennaio gli scontri in direzione di Pokrovsk proseguono. Lo ha dichiarato il comandante ucraino in capo Oleksandr Syrsky, aggiungendo che la situazione operativa resta difficile e che è in corso "una battaglia estenuante". Secondo Syrsky, nella zona si verificano ogni giorno circa 50 scontri armati, mentre le truppe russe cercano di aumentare la pressione sulle posizioni ucraine a Pokrovsk e Myrnohrad. "Stanno impiegando riserve a Pokrovsk, cercando opportunità per sfondare le nostre difese sia attraverso sporadici assalti massicci sia attraverso avanzate nascoste di piccoli gruppi di fanteria", ha detto Syrsky. Pokrovsk, una città fortezza chiave nell'Oblast' di Donetsk, è una delle zone più ferocemente contese della linea del fronte, con le forze ucraine che hanno resistito a un importante assalto russo per tutto l'anno scorso. Myrnohrad è una città satellite di Pokrovsk, situata a meno di 3 chilometri di distanza.
I criminali bombardamenti russi non hanno risparmiato nemmeno una centrale elettrica ucraina dall'inizio dell'invasione, ha dichiarato il 16 gennaio il nuovo ministro dell'Energia ucraino, Denys Shmyhal, mentre la recente escalation dei bombardamenti aerei ha lasciato centinaia di migliaia di persone senza riscaldamento né luce per giorni, nel mezzo dell'inverno più freddo degli ultimi anni. Shmyhal ha affermato che la Russia ha condotto 612 attacchi contro le infrastrutture energetiche ucraine nell'ultimo anno. Il bombardamento si è intensificato negli ultimi mesi, con le temperature notturne che scendono fino a -18 gradi. "Nessuno al mondo ha mai affrontato una sfida del genere", ha dichiarato Shmyhal in un discorso al Parlamento ucraino. La carenza di energia elettrica in Ucraina è così grave che il ministro ha esortato le aziende a spegnere le insegne luminose e le decorazioni esterne per risparmiare elettricità. "Se avete energia in eccesso, è meglio darla alla gente", ha detto il ministro dell'Energia. "Questa è la cosa più importante oggi. La gente ve ne sarà grata".
"L'Ucraina non è mai stata e non sarà mai un ostacolo alla pace", ha dichiarato, nel suo discorso del 15 gennaio, il presidente Volodymyr Zelensky rispondendo alle accuse mosse il giorno prima da Donald Trump. Secondo il presidente americano Zelensky rappresenta il "principale ostacolo" alla risoluzione della guerra tra Russia e Ucraina. Zelensky ha riferito di aver avuto una conversazione telefonica con il segretario generale della NATO, Mark Rutte, durante la quale hanno discusso, tra le altre cose, dei sistemi di difesa aerea per l'Ucraina e del lavoro diplomatico con gli Stati Uniti. Il leader di Kiev ha sottolineato che sono proprio i missili, i droni e i tentativi russi di distruggere l'Ucraina a "dimostrare chiaramente" che Mosca non ha bisogno di accordi di pace. "Quando, a causa della Russia, gli ucraini restano senza elettricità per 20-30 ore, e quando gli attacchi russi mirano a danneggiare il nostro settore energetico e la nostra popolazione, è la Russia che deve essere messa sotto pressione". "Intensificheremo significativamente i nostri sforzi diplomatici, sia pubblici e ufficiali, sia privati e non ufficiali", ha affermato Zelensky. In un'intervista con Reuters, Trump ha affermato che il presidente russo Vladimir Putin è "pronto per un accordo". "Penso che l'Ucraina sia meno pronta", ha aggiunto. Il Cremlino ha naturalmente accolto con favore la dichiarazione di Trump. "È proprio così. Il presidente Putin e la parte russa mantengono la loro apertura alla pace. La situazione per il regime di Kiev si sta deteriorando di giorno in giorno e il margine decisionale del regime si sta restringendo. E, naturalmente, è da tempo che Zelensky si assuma le proprie responsabilità e prenda la decisione appropriata", ha dichiarato il portavoce e falco del Cremlino, Dmitri Peskov.
Intanto il 54% degli ucraini "respinge categoricamente la proposta di trasferire tutto il Donbass sotto il controllo russo in cambio di garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti e dell'Europa". È quanto emerge da un sondaggio dall'Istituto internazionale di sociologia di Kiev. Secondo l'inchiesta, "il 39% è pronto ad accettare, ma a condizione di sostanziali garanzie di sicurezza". La spiegazione della risposta degli ucraini è che, secondo loro, la Russia non si fermerà comunque e cercherà di continuare a combattere (35%) e che Kiev non può semplicemente rinunciare ai suoi territori e alla popolazione che ci abita, oltre al fatto che l'Ucraina ha Costituzione e un'integrità territoriale (33%). Inoltre, "il 55% è favorevole allo svolgimento di un referendum sull'accordo di pace, il 32% è contrario".
21 gennaio 2026