Sostituendosi all'ONU
Trump crea la propria organizzazione internazionale “per la pace”
Non risponde al mandato del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Trump presidente a vita con poteri assoluti. Meloni, per ora, non vi partecipa per una questione costituzionale
Lottiamo contro l'organizzazione imperialista e neocolonialista con la presidenza e i poteri assoluti di Trump
Il 20 gennaio le immagini delle ruspe sioniste che demoliscono le sede e i magazzini dell'Unwra a Gerusalemme, sostituiti da abitazioni per gli occupanti, sono la rappresentazione del tentativo dei criminali sionisti di cancellare, assieme alla presenza dell'agenzia dell’Onu che assiste i profughi palestinesi cacciati dalle loro terre alla fondazione dell'entità sionista, lo stesso diritto dei palestinesi al ritorno nelle loro terre sancito dalla risoluzione 194 dell’Onu; rappresenta il tentativo di cancellare il popolo palestinese reputato dai criminali nazisionisti peggio di carne da macello come a Gaza. In parallelo nella Striscia continua il genocidio e la cacciata dei palestinesi che dovrebbero far posto ai grattacieli lungomare della “Nuova Gaza”, mostrati nelle slides del progetto già avanzato da Trump e rilanciato dal suo inviato Jared Kushner, il 22 gennaio a Davos, a latere del forum economico. “In Medio Oriente, costruiscono città come questa, per due o tre milioni di persone, in tre anni. È fattibile”, assicurava Kushner che precisava, ci vorranno 25 miliardi di dollari ma in 10 anni ma il reddito medio familiare toccherà i 13mila dollari e ci saranno la piena occupazione e “opportunità per tutti”. Un business plan costruito su un genocidio e presentato subito dopo la firma da parte dei rappresentanti di una ventina di paesi dell'adesione al Consiglio della pace voluto dal capfila dell'imperialismo dell'Ovest. Un Consiglio che nasce per costruire non solo il futuro immaginario di una Gaza resort per ricchi ma come una organizzazione internazionale “per la pace” guidata a vita e con poteri assoluti da Trump, in sostituzione dell'Onu e che si configura come un'organizzazione imperialista e neocolonialista a tutto tondo contro cui è necessario lottare.
Il primo atto del capofila imperialista, la firma della risoluzione numero uno che assume il mandato Onu a portare avanti il piano per la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza definito nel suo piano in 20 punti approvato a novembre dal Consiglio di Sicurezza. Lavoreremo insieme alle Nazioni Unite, assicurava Trump da capo assoluto di un’organizzazione sovranazionale che si è presa pieni poteri sulla terra palestinese per costruire il contrario di quanto previsto dalle risoluzioni Onu in merito. E quel che ne pensa dell’Onu, ripetuto a Davos, “ha un potenziale straordinario ma non lo usa, nelle otto guerre a cui ho posto fine non ci ho mai parlato” confermava che il suo sguardo imperialista e neocolonialista guarda ben oltre Gaza, a tutto il mondo. Anche se per ora deve fare i conti con il poco “entusiasmo” degli alleati imperialisti.
Annunciate e scontate le adesioni degli paesi imperialisti regionali, dall'Egitto al Qatar alla Turchia, dagli Emirati arabi alla Giordania, si sono aggiunti il criminale Netanyahu inizialmente contrario a partecipare, ma il cerchio non si è allargato più di tanto. L'Argentina di Milei e l'Indonesia sono fra le rare presenze di paesi lontani all'area, l'Ungheria di Orban e l'Albania di Rama le principali presenze europee. Con i due suoi stretti sodali europei non si è associata la neofascista Meloni che dopo una serie di promesse di voler occupare un posto in prima fila nel Board, quando era evidente anche che i principali paesi imperialisti europei non vi partecipavano e sarebbe rimasta sola al fianco dal fascioimperialista e isolata nella Ue, ha virato sulla posizione del vorrei ma non posso, aggrappandosi a una questione costituzionale, scoperta a quanti pare solo all'ultimo momento: il potere assoluto affidato al presidente Usa dall’articolo 9 dello statuto del board rappresenta una situazione che confligge con l'articolo 11 della Costituzione che prevede la partecipazione dell'Italia a organismi internazionali ma in condizioni di parità.
Nella conferenza stampa al termine del vertice di Roma col cancelliere tedesco Merz del 23 gennaio ripeteva che "ho detto che per noi ci sono oggettivamente dei problemi di carattere costituzionale per come l'iniziativa è stata configurata, chiedendo anche la disponibilità a riaprire questa configurazione per andare incontro alle necessità non solo dell'Italia ma anche di altri Paesi europei. Noi dobbiamo tentare di fare questo lavoro. La presenza di paesi come i nostri può fare la differenza. Questa è la nostra posizione, poi si vedrà quali sono i margini per trovare posizioni condivise". A quanto pare Merz lo ha già convinto dato che il cancelliere si è detto “disposto a entrarci se accompagnasse il processo su Gaza anche in una seconda fase”, forse sarà più complicato convincere l'inglese Starmer e soprattutto il francese Macron per la “pontiera” neofascista. Che nel frattempo rilanciava sulla possibile candidatura a Nobel per la pace di un Trump impegnato a preparare una nuova aggressione all'Iran.
Nel frattempo il bilancio del genocidio nazisionista a Gaza è salito al 24 gennaio a 71.654 morti e 171.391 feriti.
28 gennaio 2026