Consiglio europeo straordinario a Bruxelles
L’UE risponde agli Usa sulla Groenlandia: “Fermezza e difesa se e quando necessario”
L’Europa “deve essere in grado di difendersi autonomamente". Germania, Francia, Svezia e Norvegia invieranno militari sull’isola
 
Il 22 gennaio il Consiglio dell’Unione europea riunitosi a Bruxelles in sessione straordinaria ha risposto ufficialmente all’ingerenza e alla volontà di annessione della Groenlandia da parte dell’imperialismo USA espresse senza mezzi termini dal dittatore fasciomperialista Trump.
La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha ribadito che l’Unione europea si muove sulla Groenlandia seguendo quattro principi: “Fermezza, apertura, preparazione e unità”, mentre per il presidente del Consiglio, Antonio Costa, "L'Unione Europea continuerà a difendere i propri interessi e a proteggere se stessa, i propri Stati membri, i propri cittadini e le proprie imprese da qualsiasi forma di coercizione: ha il potere e gli strumenti per farlo e lo farà se e quando necessario”. Questo il cuore delle dichiarazioni rilasciate al termine del vertice UE straordinario durato soltanto 5 ore.
Nei giorni precedenti al vertice, la posizione europea si era già delineata attraverso una serie di prese di posizione unanimi dei leader, improntate alla calma e al dialogo con l’amministrazione statunitense, senza escludere però il ricorso agli strumenti commerciali come i controdazi, il cosiddetto “bazooka”, qualora necessario. I leader sono arrivati a Bruxelles all’indomani dell’intervento di Trump al Forum di Davos, con una crisi sulla Groenlandia solo momentaneamente rientrata anche dopo l’intervento del segretario generale della NATO Mark Rutte. Ma se da un lato l’attivismo imperialista di Trump continua a destare preoccupazione, dall’altro dal vertice emerge soddisfazione per la rapidità con cui l’Unione è riuscita a formulare una risposta comune. "Sono d'accordo su tutto", hanno dichiarato alcune fonti diplomatiche, lasciando intendere che il confronto tra gli Stati membri si sia svolto senza frizioni.
Sono "tutti sollevati" per lo scampato pericolo, ha sintetizzato l'Alta Rappresentante Kaja Kallas, aggiungendo che l'UE deve mandare un "segnale di forza", sia ai suoi "avversari" sia agli "alleati". L’UE resta "vigile", come ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, ma è emerso che "quando l'Europa reagisce in modo unito, utilizzando gli strumenti di cui dispone, e quando afferma di essere minacciata, è in grado di farsi rispettare, ed è una cosa molto positiva". Nessuno faceva salti di gioia all'idea di una guerra commerciale con Washington. Il premier lussemburghese Luc Frieden ha sottolineato che gli USA hanno ridato la "libertà" all'Europa e che l'UE vuole mantenere una forte relazione transatlantica. Ma non a costo di farsi calpestare e umiliare: come ha detto a Davos il premier belga Bart De Wever, "c'è differenza tra essere un vassallo felice e uno schiavo infelice. È in gioco la nostra dignità". L'UE deve restare "unita", anche perché "funziona". E, se la leadership degli USA per gli europei è "naturale", è "ok", c'è una bella differenza tra la "leadership" e il "dominio", ha affermato anche uno dei più stretti estimatori di Trump, il primo . ministro della Polonia Donald Tusk. Per il premier finlandese Petteri Orpo "Ciò che è importante ora è negoziare ma dobbiamo mettere sul tavolo tutti gli strumenti che abbiamo come Unione Europea e usarli, dobbiamo essere pronti a usarli se necessario”, ha aggiunto. “Siamo pronti a lavorare per rafforzare la sicurezza dell'Artico. E voglio ricordarvi che l'area artica, dal punto di vista europeo, inizia dal confine russo-finlandese e prosegue fino alla Groenlandia".
Insomma l'UE deve "accelerare" sull'autonomia strategica. Per Ursula von der Leyen, occorre lavorare per una "Europa indipendente", cosa che "non si realizza dalla sera alla mattina", e la leva per arrivarci è lavorare sulla "competitività" dell'Unione. Perfettamente d’accordo il cancelliere tedesco Merz che ha inquadrato la situazione: "È emerso che unità e determinazione da parte europea possono effettivamente produrre risultati. Sono molto grato che il presidente Trump abbia ora fatto un passo indietro rispetto ai suoi piani iniziali di prendere il controllo della Groenlandia. E sono anche grato che abbia rinunciato a imporre nuovi dazi il 1° febbraio. Tutto questo è il risultato dei nostri sforzi comuni tra l'Europa e gli Stati Uniti d'America per trovare una strada che ci permetta di andare avanti insieme nei tempi difficili che senza dubbio stiamo vivendo”. Ma per Merz “il più rapidamente possibile" devono venir raggiunti due obiettivi: "l'Unione europea, la componente europea della Nato, deve essere in grado di difendersi autonomamente". "E il secondo obiettivo è avere un'economia europea competitiva". "Le due cose vanno di pari passo: capacità di difesa e competitività sono due facce della stessa medaglia. È su questo che stiamo lavorando". "Sul versante europeo della Nato, dobbiamo fare di più per la nostra capacità di difesa”, ha poi affermato Merz.
L’Unione europea ha riconosciuto il potenziale strategico della Groenlandia e dell’Artico più tardi rispetto a USA, Cina e Russia. Nel 2024 ha aperto un ufficio commerciale a Nuuk per promuovere la cooperazione per l’idrogeno verde e l’estrazione delle risorse. Bruxelles intende raddoppiare la spesa per la Groenlandia a partire dal 2028. La Danimarca dopo aver assunto la presidenza di turno del Consiglio artico (che riunisce Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Russia, Stati Uniti e Svezia), all’inizio del 2025 ha firmato un accordo con la stessa Groenlandia e le isole Far Oer, che prevede investimenti anche in tre navi militari, satelliti e droni di sorveglianza, per un valore di 14,6 miliardi di corone danesi (quasi due miliardi di euro).
I ministri degli Esteri danese e groenlandese, ripresi dai rispettivi primi ministri nazionali, dopo l’incontro a Washington con Trump del 14 gennaio, hanno ribadito in una nota congiunta: “È importante rafforzare la nostra cooperazione con gli Stati Uniti, ma questo non significa che vogliamo essere di loro proprietà”. Copenaghen ha poi annunciato che nell’ambito di una cooperazione con la NATO sarà aumentata la presenza militare sull’isola grazie all’invio di navi, aerei e soldati da parte di alcuni paesi, tra cui Germania, Francia, Svezia e Norvegia.
Tra i temi affrontati al vertice straordinario di Bruxelles anche l’imperialista “Board of Peace” promosso da Trump per Gaza a cui la superpotenza europea ha indirizzato una bordata. "Nutriamo seri dubbi su una serie di elementi contenuti nello statuto del Consiglio di pace (Board of Peace) relativi al suo ambito di competenza, alla sua governance e alla sua compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite”, ha sottolineato il presidente del Consiglio UE Costa. “Siamo pronti a collaborare con gli Stati Uniti all'attuazione del piano di pace globale per Gaza, con un Consiglio di pace che svolga la sua missione di amministrazione transitoria, in conformità con la risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite".

28 gennaio 2026