Sotto inchiesta Stanzione, presidente dell’Autorità garante della privacy, e l'intero collegio
Corruzione e spese pazze, altro che garanzie per la privacy
Fatture da 6mila euro, case pagate, viaggi, auto blu usate come taxi, multe ridotte in cambio di favori
Il presidente e i commissari si devono dimettere
Una indagine della Procura di Roma vede indagati da alcuni mesi il presidente dell'Autorità garante della privacy, Pasquale Stanzione, e l'intero collegio composto dalla vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni e dai componenti Agostino Ghiglia e Guido Scorza con le gravissime accuse di corruzione e peculato. Il procedimento penale, avviato nei mesi scorsi dopo una serie di servizi televisivi mandati in onda dalla trasmissione Report diretta da Sigfrido Ranucci, ha visto una drastica accelerazione nella mattinata dello scorso 15 gennaio, quando la guardia di finanza inviata dalla Procura di Roma ha effettuato perquisizioni negli uffici romani dell’organismo che ha sede a Piazza Venezia e nelle abitazioni dei quattro membri rispettivamente a Salerno, Firenze, Torino e Roma, procedendo all'acquisizione di documenti e al sequestro dei telefoni e dei computer degli indagati.
Al centro dell'indagine ci sono spese fuori controllo effettuate dai quattro membri del collegio ed episodi di corruzione legati a sanzioni assai tenui comminate negli ultimi due anni, tutti fatti già ampiamente documentati dalla coraggiosa trasmissione Report di Sigfrido Ranucci, che lo scorso ottobre è stato fatto oggetto di un attentato dinamitardo: la magistratura, a seguito delle trasmissioni di Ranucci, ha aperto l’indagine e ha acquisito il racconto di alcuni testimoni tra cui quella di Angelo Fanizza, ex segretario generale dell’Autorità.
Per ciò che riguarda il peculato i magistrati hanno documentato che dal 2021 al 2024 le spese per organi e incarichi istituzionali sono lievitate da 851.000 a 1.247.000 euro con i costi di gestione che sono schizzati dai 20.000 euro del 2021 ai 400.000 del 2024, e ciò in concomitanza con l’innalzamento del tetto mensile di spesa deciso dall’attuale collegio, appena insediato, da 3.500 a 5.000 euro.
I componenti del collegio “avendo per ragione del loro ufficio la disponibilità di denaro pubblico – come si legge nell’avviso di garanzia consegnato agli indagati nel momento della perquisizione - se ne appropriavano attraverso la richiesta di rimborsi per spese compiute per finalità estranee all’esercizio del mandato”. Spese estranee all’esercizio della funzione dell’organismo erano sicuramente le cospicue spese relative al parrucchiere da parte della vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni, la costosa cena per 8 persone da parte di Guido Scorza, l’acquisto di carne per un totale di 8.000 euro in una nota macelleria romana da parte del presidente Stanzione.
I membri del collegio che risiedono fuori dalla capitale si trattavano particolarmente bene nelle loro trasferte a Roma per le adunanze dell’Autorità garante, perché Ginevra Cerrina Feroni, che risiede a Firenze, ha alloggiato in due tra i più costosi hotel della capitale (il Bernini Bristol e l’hotel Mancino) e lo stesso ha fatto il torinese Agostino Ghiglia (che ha soggiornato all’hotel Parco dei Principi e al Rose Garden Palace), e anche chi, come Guido Scorza, risiede e abita a Roma, ha chiesto abbondanti rimborsi a titolo di trasporto e anche a titolo di alloggio. Ginevra Cerrina Feroni, oltre che con gli hotel, non badava a spese neppure per gli aerei perché la sua missione in Giappone del giugno 2023 in occasione del G7 delle Autorità della privacy – missione nella quale la Cerrina Feroni rappresentava l’intera Autorità garante - è costata l’esorbitante cifra di oltre 80.000 euro perché, tra l’altro, la vicepresidente ha viaggiato in business class, alla quale i membri del collegio non hanno diritto.
Altro caso sul quale la Procura capitolina vuole vederci chiaro è quello dell’utilizzo illecito dell’auto blu – che a norma di legge deve essere ad uso esclusivo del presidente dell’Autorità solo ed esclusivamente per inderogabili ragioni di servizio – da parte dei consiglieri per scopi non istituzionali. Ad esempio, Agostino Ghiglia – in quota FdI – ha utilizzato l’auto, come si legge nell’avviso di garanzia, per "recarsi presso la sede di un partito politico"
, ossia la sede romana di Fratelli d'Italia in Via della Scrofa, "per finalità estranee al mandato"
, e la trasferta è effettivamente avvenuta il 29 ottobre 2025 con l’incontro tra Agostino Ghiglia e il capo della segreteria politica di quel partito Arianna Meloni, poche ore prima della decisione dell’Autorità garante di sanzionare la trasmissione Report di Sigfrido Ranucci – che si era già occupato nelle sue trasmissioni delle irregolarità della stessa autorità indipendente - per 150.000 euro. Un atto, questo, che appare, oltre che un conclamato abuso dell’auto blu, una vera e propria vendetta nei confronti del conduttore perpetrata dall’autorità amministrativa in combutta con il partito del quale è capo della segreteria politica Arianna Meloni e del quale è segretario politico la sorella Giorgia , che a partire dal suo insediamento a Palazzo Chigi, a ottobre del 2022, ha ripetutamente attaccato la trasmissione televisiva e il suo conduttore, che nell’ottobre scorso ignoti hanno peraltro tentato di assassinare.
Tornando all’auto blu dell’Autorità garante, essa secondo i magistrati inquirenti, veniva usata "sovente da tutti i membri del collegio"
non solo per spostamenti tra il domicilio romano e Piazza Venezia, che comunque non sarebbero consentiti, ma anche "per ulteriori spostamenti di carattere strettamente personale"
come si legge nell’avviso di garanzia.
L’indagine ha inoltre accertato che dal 2020 l’Autorità garante ha preso in locazione per il presidente Stanzione un appartamento di 142 metri quadrati a Roma in Piazza della Pigna, 56, e che lo stesso Stanzione aveva acquistato nel 2008 nello stesso palazzo e al civico 53, un immobile intestato a una società, la Khorakané sas creata due giorni prima dell’acquisto dell’immobile, della quale sono socie le figlie Maria Gabriella e Giovanna e che, pur accatastato a uso ufficio, è stato utilizzato dall’acquisto sino a ottobre dell’anno scorso come struttura turistico-ricettiva senza titoli né licenze e gestito da un ex carabiniere. Scrivono infatti i magistrati inquirenti nell’avviso di garanzia che “sulla stessa via insiste un altro immobile, sito al numero civico vicino, nel quale risulta operare una struttura ricettiva nella forma di B&B, riconducibile a società facente capo alle figlie del Presidente Stanzione, i cui rapporti con i rimborsi da parte dell’autorità sono in corso di accertamento”, una vicinanza che gli stessi magistrati definiscono “meritevole di approfondimento investigativo”, in particolare “in relazione ai rapporti con i rimborsi da parte dell’autorità”. Quanto al civico 56 ad uso del presidente Stanzione il canone di locazione è passato da 2.900 a 3.700 euro mensili con una semplice rinegoziazione privata, senza che risulti una formale comunicazione all’Autorità garante.
La Procura di Roma, inoltre, vuole vederci chiaro su denaro impiegato dai membri del collegio per soggiorni in alberghi a cinque stelle fuori dalla capitale, costosissime cene di rappresentanza, servizi di lavanderia e spese per palestra, fitness e cura della persona che certamente non hanno nulla a che vedere con l’attività istituzionale dell’Autorità garante per la privacy.
Finora sono stati esposti fatti che integrano il reato di peculato, ma ce ne sono altri che integrano il reato di corruzione.
Il primo episodio preso in considerazione dalla Procura di Roma è quello riguardante la compagnia aerea Ita Airways che, sotto procedimento dell’Autorità garante per la vicenda dei riconoscimenti facciali della sala d’aspetto di Linate, nel marzo 2023 ha offerto gratuitamente a tutti e quattro i membri del collegio le tessere ‘Volare Executive’ del valore di 6.000 euro ciascuna, che garantivano l’accesso alle sale d’aspetto aeroportuali che in quel momento non si erano messe ancora in regola con la normativa in tema di privacy. Alla fine della procedura a carico di Ita Airways da parte dell’Autorità garante, neanche a dirlo, alla compagnia aerea è stata comminata soltanto una sanzione meramente formale.
C’è poi un elemento che, secondo i magistrati, lega direttamente Ita Airways all’Autorità garante: tale elemento è lo studio legale E-lex che, fondato dal componente del collegio Guido Scorza e nel quale lavora tutt’oggi sua moglie, è legato da un contratto con la compagnia aerea in qualità di responsabile della protezione dei dati ed ha sede a Roma al civico 11 di Piazza Venezia, lo stesso palazzo dove ha sede l’Autorità garante. Ebbene, l’Asl Abruzzo 1, che nel 2023 ha visto la fuga di dati sensibili dei pazienti e successive richieste estorsive da parte dei pirati informatici ha ricevuto dall’Autorità garante un semplice ammonimento.
Altro sospetto di corruzione grava su quanto avvenuto all’Asl Napoli 3 nel 2022 che, colpita da un grave attacco informatico che ha visto la dispersione di dati sensibili dei pazienti, è stata sanzionata dall’Autorità garante per sole di 30.000 euro.
C’è poi il caso degli smart glasses Ray-ban prodotti da Meta e Luxottica, prodotti per i quali l’Autorità aveva dapprima comminato una sanzione di 44 milioni di euro, ridotta poi dalla stessa a 12,5 milioni, poi a 1 milione e infine annullata per intervenuta scadenza dei termini legali: secondo la Procura di Roma il collegio, composto da giuristi, non poteva non essere pienamente consapevole che il trascorrere del tempo avrebbe determinato la scadenza dei termini legali. Anche per la vicenda degli occhiali intelligenti i magistrati romani vogliono vederci chiaro.
Finora si è dimesso soltanto il commissario Guido Scorza, ma il Partito Marxista Leninista Italiano pretende, nel nome di decine di milioni di lavoratori e di pensionati che pagano le tasse e nel nome di milioni di sottoproletari nullatenenti, che si dimettano anche il presidente Pasquale Stanzione, la vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni e il commissario Agostino Ghiglia. Le accuse sono ormai talmente circostanziate che il procedimento penale farà il suo corso, ma il nome dell’Autorità garante è ormai talmente screditato a causa della documentata condotta del quartetto in questione che essi devono immediatamente abbandonare il posto che occupano, perché i fatti che li riguardano sono di gran lunga più gravi e infamanti rispetto a quelli che a suo tempo portarono comunque alle condanne penali definitive dei consiglieri regionali Marylin Fusco, Augusta Montaruli e Marco Monari a causa delle spese folli e illegali da loro sostenute rispettivamente a Genova, Torino e Bologna.
28 gennaio 2026