Colpite in particolare Catania e provincia
Il ciclone Harry si abbatte sulla costa orientale della Sicilia
Danni per di 1,5 miliardi di euro che, denunciano i geologi, si potevano evitare. Intanto Niscemi sta crollando per una gigantesca frana
Abbandonare il progetto del Ponte sullo Stretto e destinare quei soldi al risanamento idrogeologico e per le vere priorità delle masse
Dal corrispondente della Cellula “Stalin” della provincia di Catania
Martedì 20 gennaio il ciclone Harry si è abbattuto su Catania e provincia e sulla costa ionica con danni devastanti alle abitazioni e alle strade e alle attività commerciali e turistiche, alle imbarcazioni da diporto ma soprattutto a quelle dei lavoratori della pesca.
Il ciclone Harry è un effetto dei cambiamenti climatici dovuti al consumo di energie fossili che devastano l'ecosistema, in nome del profitto capitalista, tante sue conseguenze sono attribuibili alla cementificazione selvaggia delle coste. Alcuni geologi siciliani accusano le istituzioni: "molti danni potevano essere evitati con gli interventi di prevenzione". L'ordine regionale dei geologi chiede più attenzione sulla messa in sicurezza delle coste e sulla pianificazione contro il rischio idrogeologico e attacca: "non è una fatalità". Gli effetti del maltempo con cui dobbiamo fare comunque i conti, potevano essere limitati con interventi di prevenzione". E ancora: “Le prime evidenze emerse dalle ricognizioni post-ciclone mettono chiaramente in luce che laddove sono stati pianificati e realizzati interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, compresa la lotta all'erosione costiera, i danni alle infrastrutture, agli abitati e ai servizi essenziali sono stati sensibilmente più contenuti... Al contrario nei contesti privi di adeguata pianificazione e di interventi strutturali e non strutturali, gli effetti dell'evento sono risultati amplificati. Con maggiore solerzia nella pianificazione territoriale, molti dei danni oggi sotto gli occhi di tutti avrebbero potuto essere evitati o drasticamente ridotti".
Diventa una priorità la messa in sicurezza delle coste e gli interventi sul dissesto idrogeologico della Sicilia, e della difesa del suolo con politiche territoriali.
Gravissima poi la situazione che si è creata a Niscemi (in provincia di Caltanissetta), isolata da una gigantesca frana che ha un fronte di circa 4 chilometri e ha causato oltre 1.500 sfollati. La previsione che le case entro 50-70 metri dal fronte della frana andranno giù dev'essere un monito per i governi regionale e centrale.
Il primo bilancio parla di danni per 1 miliardo e mezzo di danni solo in Sicilia, oltre 2 se si sommano quelli subìti dalle regioni Calabria e Sardegna.
La Sicilia crolla e il governo di Mussolini in gonnella e il suo ascaro fascioleghista Salvini stanno facendo carte false per imporre al Paese il ponte sullo Stretto e gettare in questa impresa 13,5-15 miliardi di euro di soldi della collettività. I No ponte, compreso il PMLI, che si battono storicamente e continueranno a battersi contro questa opera inutile e devastante per il contesto ambientale e sismico, e per destinare i relativi investimenti a risolvere le vere priorità per mettere in sicurezza il territorio e altre priorità che il ciclone Harry ha evidenziato.
28 gennaio 2026