L’azienda gestisce il trasporto pubblico in provincia
Discriminazioni e rappresaglia contro i lavoratori SASA a Bolzano
Esclusi dagli aumenti di novembre 2025 i lavoratori iscritti alle sigle sindacali più conflittuali
Dal corrispondente dell’Organizzazione della provincia di Bolzano del PMLI
“Il tavolo resta molto complicato”, afferma con vittimismo e faccia tosta il direttore generale di SASA, Ruggero Rossi De Mio. L'azienda che gestisce il trasporto pubblico nei comuni di Bolzano, Merano, Laives e Lana ha organizzato una riunione il 28 gennaio con le otto sigle sindacali interessate dagli accordi del 27 novembre che prevedevano aumenti tra i 50 e i 70 euro lordi al mese ed ulteriori 250 euro di welfare aziendale “utilizzabili per l'acquisto dell'abbonamento annuale al trasporto pubblico”, portandolo ad un totale di 500 euro.
Firmatarie dell'accordo di secondo livello sono state: Cisl-Fit, Uil trasporti, Faisa-Cisal e Asgb, mentre è stato respinto da Filt-Cgil, Orsa Trasporti, Usb Lavoro privato e Ugl Autoferro, che hanno giudicato le condizioni non soddisfacenti. I quattro sindacati non firmatari hanno contestato le condizioni proposte sia attraverso diversi scioperi, (l'8 ed il 19 gennaio, inoltre con un altro sciopero di 24 ore il 30 gennaio) sia attraverso l'indizione di un referendum tra i lavoratori che ha dato un risultato molto chiaro: su 350 lavoratori partecipanti (gli aventi diritto sono 590) 302 hanno detto Sì all'abrogazione dell'accordo in quanto non garantisce aumenti adeguati. In risposta a questa bocciatura, la strategia messa in campo da SASA è stata la seguente: applicare l'accordo solo agli iscritti alle organizzazioni sindacali che hanno siglato l'accordo e a coloro che non sono iscritti a nessuna sigla sindacale. Non verrà applicato nessun aumento, invece, agli iscritti ai sindacati non firmatari. In pratica, saranno esclusi dagli aumenti oltre il 20% dei dipendenti, ossia circa 150 lavoratori su 590. A confermare la volontà dell'azienda ci aveva già pensato a fine dicembre Paolo Zenorini, membro del cda SASA nonché segretario della Lega per l'Alto Adige: “La società si è confrontata con i propri legali ed è possibile applicare l'accordo solo a chi lo vuole, ovvero agli appartenenti alle sigle sindacali che lo hanno firmato. Non si può obbligare nessuno ad accettare degli aumenti che a quanto pare non sarebbero graditi”.
L'Usb Lavoro privato, attraverso Girolamo Frenna, ha dichiarato: “Quello che sta succedendo è gravissimo. La vicenda è già in mano agli avvocati”. Ma la riunione del 28 ha avuto maggiormente come temi il premio di risultato e l'aumento dei buoni pasto. “Chiusi i lavori con l'azienda, noi sindacalisti abbiamo litigato per un'ora e le altre quattro sigle si sono rifiutate di firmare il verbale”, riferisce Artan Mullaymeri, segretario di Uil trasporti. Attualmente, i buoni pasto in SASA sono da 7 euro e Cisl-Fit, Uil trasporti, Faisa-Cisal e Asgb sono arrivati alla riunione con una richiesta di “adeguamento ai 10 euro”, in quanto nella legge di bilancio ci sarebbe una “detassazione fino a 10 euro” dei buoni pasto. Disposizioni, evidentemente, demagogiche e non obbligatorie, in quanto l'azienda ha risposto che su questo si riserverà di fare le proprie valutazioni interne. Altra richiesta avanzata dalle sigle sindacali firmatarie, la riduzione dell'1% dell'aliquota dell'imposta sostitutiva sui premi di risultato. In pratica, fa sapere soddisfatto Mullaymeri della Uil, in prospettiva per il triennio 2026-2028 il premio di risultato dovrebbe crescere in media da 1.709 a 1.800 euro annui, appena 91 euro all'anno.
Filt Cgil, Orsa Trasporti, Usb Lavoro Privato e Ugl Autoferro contestano anche il metodo della riunione. Dichiara Frenna: “Siamo arrivati alla riunione senza avere ricevuto l'ordine del giorno, mentre le altre sigle avevano già pronte le loro proposte. Hanno rifiutato di inserire alcune nostre richieste nel verbale, ecco perché non lo abbiamo firmato… all'udienza del 17 febbraio davanti al giudice del lavoro, porteremo le nostre ragioni contro l'applicazione selettiva degli aumenti”.
Secondo gli organizzatori dello sciopero del 30 gennaio (Usb, Cgil, Orsa, Ugl) l'adesione è stata del 100% al mattino, 80% la sera, 80% a Merano, e sono pronti a riscioperare il 13 febbraio, a meno che non si trovi un accordo prima.

4 febbraio 2026