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Fuoco e fiamme per far vincere il NO e sventare il nero disegno di cancellare l'indipendenza della magistratura e sottomettere il potere giudiziario all’esecutivo

Con grande piacere e attenzione ho studiato il Documento del Comitato centrale del PMLI per il referendum sulla controriforma piduista e fascista della giustizia.
Il Documento fornisce una chiara indicazione di classe e antifascista circa la "riforma" approvata dalla destra e fortemente voluta dal governo e dai gerarchi del regime neofascista entrando nel merito della “riforma” e sui suoi nefasti effetti nel caso in cui dovesse passare con la vittoria del Sì.
Questa “riforma” viene da lontano, essa si ispira direttamente alla dittatura fascista del criminale Mussolini, nella quale i magistrati erano sotto il controllo del governo e del regime ed è stata concepita dalla destra eversiva e in particolare dal famigerato "piano di rinascita democratica" della loggia massonica deviata “Propaganda 2” del criminale, golpista e fascista Licio Gelli. loggia massonica P2 i cui disegni eversivi furono denunciati e smascherati proprio dal PMLI e da "Il Bolscevico" fin dal 1982.
Il disegno della P2, quello in sostanza di restaurare il fascismo sotto nuovi metodi e vessilli fu fatto proprio e condiviso dall'allora neoduce Craxi (fin dai tempi in cui lanciò la "grande riforma" nel 1979) e dallo stesso fucilatore di partigiani e segretario del MSI Giorgio Almirante, coinvolgendo progressivamente con l'avvento del maggioritario il "centro-destra" del cavaliere nero, piduista e fondatore della seconda repubblica neofascista Silvio Berlusconi, con la complicità anche del "centro-sinistra" che ha di fatto avallato quei disegni e propositi spalancando le porte alla seconda repubblica capitalista, neofascista, presidenzialista, federalista e interventista, oggi parte integrante della UE imperialista (la quale è irriformabile e va distrutta cominciando a tirarne fuori l'Italia).
Il Documento del CC dimostra quale sia il vero proposito del nero governo Meloni: sottomettere la magistratura al governo e cancellare quindi ogni forma di separazione tra i poteri dello Stato, esecutivo, legislativo e giudiziario, riscrivendo quindi completamente da destra la Costituzione democratico-borghese antifascista del 1948, ormai ridotta a carta straccia di fatto e di diritto.
"È questo il vero obiettivo della controriforma piduista e fascista del governo Meloni: abolire di fatto e una volta per tutte la divisione dei poteri sottomettendo il potere giudiziario; e questo dopo aver già abolito di fatto quello legislativo, col parlamento ridotto ormai a ratificare senza discussione e a colpi di fiducia i decreti legge e gli altri provvedimenti del governo", spiega magistralmente il Documento.
La "riforma" con la separazione delle carriere tra PM e giudici è dunque uno strumento del governo per applicare una giustizia di classe e borghese, forte con i deboli (gli oppositori politici del regime e al massimo qualche ladro di polli) e debole, indulgente e protettiva con i forti cioè la borghesia, i colletti bianchi e i politicanti borghesi corrotti.
Inoltre la “riforma” assicura al governo il controllo sul potere giudiziario con la creazione di due CSM, uno per i PM e un altro per i giudici, resi più deboli e manovrabili. Anche grazie all'elezione a sorteggio secco delle rispettive componenti togate, mentre i consiglieri “laici” sono estratti anch'essi a sorte, da due liste preconfezionate dal parlamento, quindi in ultima analisi scelti dalla maggioranza politica che sostiene il governo.
In aggiunta alla cancellazione del diritto di eleggere i loro rappresentanti, ai magistrati viene sottratta perfino la giurisdizione disciplinare devoluta ad un'Alta corte disciplinare eletta con lo stesso meccanismo punitivo del sorteggio “secco”, a sfavore della componente togata, come proposto fin dal 1971 da Almirante.
Tutto questo, unito alla riforma della magistratura contabile, libera il potere politico da ogni controllo di legalità da parte degli istituti costituzionalmente preposti, come ammette lo stesso ministro della Giustizia Carlo Nordio sostenendo che farebbe comodo anche alla "sinistra" borghese quando dovesse andare al governo.
Occorre dunque andare a votare, e votare NO al referendum per sventare il disegno piduista e fascista di cancellare l'indipendenza della magistratura e sottomettere il potere giudiziario a quello esecutivo.
Va tenuto presente poi che se sciaguratamente prevalessero, i Sì rafforzerebbero la Meloni che avrebbe la strada spianata per la sua riconferma a Palazzo Chigi (magari con una nuova legge elettorale fascista super maggioritaria in preparazione), lavorando per l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale (un provvedimento già pronto che il governo tiene coperto per non allarmare le elettrici e gli elettori) e quindi per completare il “piano di rinascita democratica” con il premierato di stampo mussoliniano, non a caso definito a suo tempo "la madre di tutte le riforme".
Occorre dunque fare fuoco e fiamme per far vincere il NO alla controriforma piduista e fascista per sventare il nero disegno di cancellare l'indipendenza della magistratura e sottomettere il potere giudiziario a quello esecutivo.
Da questo punto di vista è importante il voto di tutti i sinceri democratici e antifascisti, anche gli astensionisti di sinistra, i quali devono comprendere che se è giustissimo astenersi alle elezioni politiche, regionali e comunali per delegittimare le istituzioni rappresentative borghesi e i partiti al servizio del capitalismo non bisogna commettere l'errore di astenersi a questo referendum perché fra l'altro, non prevedendo il quorum, rende di fatto indispensabile ogni singolo voto, che può risultare determinante per fare vincere il NO e affossare quindi la controriforma.
Il Documento si conclude invitando le astensioniste/i di sinistra, le antifasciste/i e le anticapitaliste/i più coscienti ed avanzate/i, a prendere parte attiva alla campagna referendaria, unendosi al PMLI, per creare delle squadre di propaganda per il NO, facendo fronte unito con i Comitati per il NO che sono sorti per iniziativa di vari gruppi politici e associazioni, mettendo da parte le divisioni e le diverse posizioni dei componenti dei Comitati perché: "Quello che conta adesso è essere tutte/i uniti per battere il governo Meloni, Mussolini in gonnella, e vincere la battaglia referendaria per affossare la controriforma piduista e fascista della giustizia."
Al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo vota NO alla controriforma piduista e fascista della giustizia! Buttiamo giù il governo neofascista Meloni!
Giordano - Paola (Cosenza)

11 febbraio 2026