La Cellula “Mao” del PMLI avvia la campagna referendaria
Insediata a Milano la Squadra di propaganda per il NO
Studiato e approvato il Documento del CC del PMLI, organizzati i volantinaggi
Dal corrispondente della Cellula "Mao'' di Milano
Sabato 14 febbraio, nella Sede milanese del PMLI, militanti e simpatizzanti della Cellula “Mao” di Milano si sono riuniti per insediare la Squadra di propaganda marxista-leninista per il NO al referendum sulla giustizia.
La riunione è cominciata con lo studio del Documento del Comitato centrale del PMLI dal titolo “Vota NO per affossare la controriforma piduista e fascista della giustizia” che ha permesso di capire come la controriforma costituzionale sulla giustizia rappresenti un attacco frontale all’indipendenza della magistratura dal potere esecutivo e un tassello fondamentale del progetto neofascista del governo guidato dalla ducessa Meloni e dal suo guardasigilli Carlo Nordio. Esso denuncia come la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, l’indebolimento strutturale del CSM attraverso il suo sdoppiamento e l’introduzione del sorteggio secco nelle elezioni dei membri togati mirino a sottomettere il potere giudiziario all’esecutivo.
Il compagno Angelo Urgo, Segretario della Cellula milanese e del Comitato lombardo del PMLI, ha inoltre spiegato la differenza tra la forma democratico borghese della repubblica parlamentare, dove il potere esecutivo (il governo) è sottomesso a quello legislativo (il parlamento) e quello giudiziario (la magistratura) agisce indipendentemente dagli altri due, e la forma propriamente fascista di uno Stato borghese dove il potere legislativo e giudiziario sono organicamente assoggettati al dominio del potere esecutivo.
Nel Documento viene evidenziato che le misure di controriforma costituzionale ricalcano fedelmente le linee del “piano di rinascita democratica” della loggia P2 e che l’obiettivo reale della riforma è abolire la divisione dei poteri dello Stato borghese, già compromessa dal ruolo subalterno del parlamento. Sottolinea come la creazione di un corpo separato dei pubblici ministeri, dipendente politicamente dal ministro della Giustizia e privato dell’obbligatorietà dell’azione penale, permetterebbe al governo di perseguire una giustizia di classe, repressiva verso oppositori politici e masse lavoratrici e popolari e indulgente verso i poteri forti della borghesia dominante.
Dibattendo in merito a queste considerazioni, i nostri compagni hanno preso in considerazione quanto affermato dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri considerandolo pienamente motivato: a sostenere il Sì al referendum sarebbero soprattutto quei settori che beneficerebbero di una magistratura indebolita e politicamente dipendente. Indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere economici vedrebbero nella controriforma un’occasione per attenuare l’efficacia dell’azione giudiziaria nei propri confronti.
Si è inoltre riflettuto su come le norme di “sicurezza” repressiva promosse dal governo neofascista Meloni e dal suo ministro di polizia Piantedosi rischino di tradursi in un pericoloso ampliamento dei poteri coercitivi dello Stato. In assenza della deterrenza esercitata da una magistratura pienamente indipendente dall’esecutivo, capace di indagare e intervenire senza condizionamenti politici governativi, questi strumenti potrebbero legittimare e coprire i più gravi abusi polizieschi, trasformando misure eccezionali in prassi ordinarie. Un pubblico ministero subordinato all’esecutivo ridurrebbe infatti la capacità di fermare tempestivamente violenze, arbitri o condotte illegittime da parte delle forze di polizia, favorendo un clima neofascista già esistente nel quale la repressione possa agire senza alcun timore di controllo giudiziario, con conseguenze ancora più gravi per quel che rimane dei diritti politici e civili.
Il Documento avverte inoltre che un’eventuale vittoria del Sì verrebbe utilizzata da Meloni come legittimazione politica e plebiscitaria per proseguire nel suo progetto di stampo piduista di completamento del regime capitalista neofascista, incluso il premierato di stampo mussoliniano.
Da qui l’appello a tutte e tutti gli antifascisti, gli anticapitalisti e gli astensionisti di sinistra a recarsi alle urne e votare NO, poiché nei referendum costituzionali - privi di quorum - perfino un solo voto in più può determinare la vittoria del fronte opposto. Il Documento invita infine a unirsi alla campagna referendaria e alle Squadre di propaganda per il NO, collaborando con i Comitati sorti in varie città, allo scopo di costruire un fronte unito per sconfiggere la controriforma piduista e fascista della giustizia.
Dopo aver studiato, discusso e approvato il Documento, i compagni hanno quindi pianificato le diffusioni del volantino che lo riproduce, da svolgersi a Milano.
Partecipiamo con tutte le nostre forze a questa importante battaglia politica per la vittoria del NO! Ribadiamo al contempo che la realizzazione del programma piduista e presidenzialista di Mussolini in gonnella va fermato una volta per tutte abbattendo il suo governo neofascista con la lotta di piazza!
Propagandiamo con spirito ed entusiasmo antifascista il NO referendario per affossare la controriforma piduista e fascista della giustizia!
Al servizio del Partito!
Coi Maestri e il PMLI vinceremo!

18 febbraio 2026