Napoli
Il Procuratore generale Policastro: Votare NO per evitare la controriforma della P2 di Gelli
Grave attacco del ministro Nordio all’importante presa di posizione
Redazione di Napoli
“Quel magistrato ha il mio massimo disprezzo. Non gli stringerei mai la mano, dovrei usare il disinfettante”. Sono queste le parole vergognose che hanno accompagnato il ministro della Giustizia Carlo Nordio a margine dell'evento “La trasversalità del sì” che si è tenuto a Roma promosso dall'Unione delle Camere penali italiane. Il riferimento è al Procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro, che si è schierato nettamente per il NO al referendum sulla giustizia, ricordando che la controriforma in atto aveva un padre, ossia Licio Gelli, e che così si attuava il piano di rinascita democratica della P2 stragista voluta dall’ex venerabile della loggia massonica.
Parole, quelle di Nordio, di una gravità inaudita che hanno portato ad una solidarietà diffusa nei confronti di Policastro, con la stanza del procuratore che diventava per giorni centro di solidarietà di intellettuali, magistrati, attivisti, avvocati, anche penalisti. D’altronde Policastro ricordava a Nordio le parole affermate qualche mese prima in una sua visita a Napoli dove il ministro affermava letteralmente “io non conosco il piano della P2 (sic!) ma posso dire che se il programma, se l’interpretazione o, meglio, se l’opinione del signor Gelli era un’opinione giusta non si vede perché non lo si debba seguire perché lo ha detto lui. Le verità non dipendono da chi le proclama, ma dalla oggettività che rappresentano”.
La presidente della giunta esecutiva di Napoli dell’Anm, Leda Rossetti, ha replicato duramente a Nordio definendolo “un attacco scomposto, l’ennesimo, che si inserisce nel processo di delegittimazione della magistratura. Gli insulti, come ribadito più volte e adesso dal Presidente della Corte di Cassazione, non possono essere accettati, sono irricevibili in un sistema democratico”.
Nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario, Policastro aveva denunciato le “martellanti campagne denigratorie contro i magistrati, che si trasformano, al di là dell’intenzione, velocemente in campagne d’odio”, ricordando, tra l’altro, anche il colpo di pistola esploso il giorno di Capodanno contro gli uffici della procura generale.
Rossetti ha comunque ribadito che queste affermazioni del ministro non faranno fare un passo indietro ai Comitati per il NO al referendum: “Preferiamo in ogni caso dare una risposta che sia di forte unione, di vicinanza e continueremo nella campagna referendaria sostenendo le ragioni del 'NO' e divulgando il più possibile quelle che sono le criticità della riforma”, ha aggiunto il massimo vertice dell’Anm.

18 febbraio 2026