Sfruttando l'assist dell'ambasciatore americano Huckabee
Il criminale Netanyahu rilancia il progetto del Grande Israele
Supportato da una nuova alleanza contro il vecchio “asse sciita” e il presunto nuovo “asse sunnita radicale emergente”. Considera chiusa e liquidata la questione palestinese

Il Consiglio di pace neocolonialista e imperialista di Trump inizia a lavorare tra l'altro con la missione a Bruxelles del 23 febbraio del direttore Nikolay Mladenov, ex inviato Onu per il Medio Oriente, per l'incontro con i 27 ministri degli esteri Ue e la rappresentante agli affari esteri Kaja Kallas che aveva dichiarato: “vogliamo essere parte del processo di pace a Gaza e contribuire con quello che abbiamo”. Possiamo intanto dire che il contributo della Ue imperialista non sarà certo a favore dei diritti dei palestinesi, un principio che non ha luogo nel Board of peace di Trump come evidenziava anche l'ultima denuncia di Amnesty International, “questo meccanismo cancella la centralità delle vittime e i loro diritti mentre normalizza le stesse dinamiche di potere che hanno permesso all’occupazione illegale israeliana, all’apartheid e al genocidio dei palestinesi di proseguire con impunità”. A Gaza come in Cisgiordania. Con aggressioni continue a Libano e Siria.
Nel riportare la notizia dell'ennesimo raid aereo sul Libano, sul campo profughi palestinese di Ein al-Hilwei, nei pressi della città di Sidone, e nella valle della Bekaa, con un bilancio di una decina di morti e oltre venti feriti, il quotidiano israeliano Maariv del 22 febbraio sosteneva che l'azione ha avuto anche lo scopo di
dimostrare che “l’esercito di Tel Aviv è in grado di colpire ovunque in Medio Oriente e non solo con il suo braccio strategico, l’aeronautica militare”. Una sottolineatura che diventa una pericolosa minaccia di mettere a ferro e fuoco tutta la regione nel momento che il criminale regime sionista, una volta messo a regime il controllo sulla striscia di Gaza con o senza l'applicazione del piano di pace di Trump e portato il processo di annessione della Cisgiordania a una situazione di dato di fatto grazie alle iniziative legislative che accompagnano le aggressioni dell'esercito e dei coloni, proverà a svilppare i progetti militari verso l'obiettivo più ambizioso della costruzione del Grande Israele recentemente rispolverato anche dal criminale Netanyahu. Quello per intendersi che prendendo alla lettera alcuni testi biblici vede i confini dell'entità sionista espandersi dalla attuale zona tra il fiume e il mare, tra il Giordano e il Mediterraneo con Gaza e Cisgiordania compresi, ai territori compresi tra il Nilo e l'Eufrate; un'ampia regione che comprende gli stati che vanno dall'Egitto a Giordania, Libano e Siria fino parti dell'Iraq e dell'Arabia Saudita.
A riaprire pubblicamente il capitolo del Grande Israele contribuiva l'intervista di un giornalista americano del 20 febbraio all'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, che in sintesi aveva detto che "sarebbe giusto" se Israele prendesse possesso delle terre promesse nella Bibbia. Due giorni dopo l'ambasciatore cercava di negare la dichiarazione sostenendo che quella trasmessa non era l'intervista completa ma con parole estrapolate dal contesto. Che però era stata ben compresa e aveva suscitato indignazione e condanna in tutto il mondo arabo.
Il Ministero degli Esteri saudita definiva i commenti di Huckabee come "retorica estremista" e "inaccettabili", e chiedeva al Dipartimento di Stato di chiarire la sua posizione al riguardo. Quello egiziano definiva i suoi commenti una "palese violazione" del diritto internazionale, aggiungendo che "Israele non ha sovranità sui territori palestinesi occupati o su altre terre arabe". Seguivano condanne dall'Autorità Nazionale Palestinese, Oman e Kuwait. I 22 paesi membri della Lega Araba condannavano il commento "estremista" di Huckabee in cui "affermava il diritto di Israele a controllare il Medio Oriente citando testi religiosi dell'Antico Testamento". Commenti che "violavano tutti i principi fondamentali e le norme consolidate della diplomazia, oltre a sfidare la logica e la ragione". I 57 paesi membri dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica, li definivano "un inaccettabile appello all'espansione di Israele" basato "su una narrazione storica e ideologica falsa e respinta" e incoraggiano “Israele a continuare le sue misure illegali basate su sfollamenti, insediamenti e tentativi di imporre l'annessione" del territorio palestinese.
Le posizioni espresse per conto degli Usa dall'ambasciatore Huckabee non sono un fulmine a ciel sereno, ne esistono una serie di vari ministri sionisti e del criminale Netanyahu che lo scorso agosto dichiarò al notiziario televisivo i24 di sentirsi impegnato in una "missione storica e spirituale" e di sentirsi "molto" legato alla visione del Grande Israele.
Considerando quasi liquidata e cancellata la questione plestinese, con l'esercito occupante e coloni che spadroneggiano in Cisgiordania a un passo dall'annessione formale e con la costante minaccia di occupare militarmente anche la porzione di Gaza blindata dentro la famigerata linea gialla, Netanyahu sembra aver lasciato la gestione della guerra all'Iran agli Usa e con e le nuove dichiarazioni del 22 febbraio rimetteva in primo piano ,se non la biblica Grande Israele, il ruolo egemone nella stessa regione dell'entità sionista ridefinendo i gruppi di amici e nemici.
Annunciando l'imminente visita del Primo ministro indiano Narendra Modi, il criminale sionista sosteneva che l'India farà parte “dell'asse delle nazioni che la pensano allo stesso modo" con Israele, di quella rete di nazioni alleate in Medio Oriente o nei dintorni per contrastare collettivamente quelli che ha definito avversari "radicali", ossia il vecchio "asse radicale sciita" e "l'emergente asse radicale sunnita". "Nella visione che ho davanti a me, creeremo un intero sistema, essenzialmente un 'esagono' di alleanze attorno o all'interno del Medio Oriente", affermava secondo quanto riporrtato dal Times of Israel , con riferimenti oltre all'India a Grecia, Cipro e altri Paesi arabi, africani e asiatici non specificati. Ricordiamo che al progetto degli Accordi di Abramo sponsorizzati da Trump hanno finora aderito solo Emirati Arabi Uniti, il Bahrein e il Marocco. "L'intenzione – continuava - è quella di creare un asse di nazioni che condividano la realtà, le sfide e gli obiettivi, in contrapposizione agli assi radicali, sia l'asse sciita radicale, che abbiamo duramente colpito, sia l'asse sunnita radicale emergente", che in precedenza aveva definito quello collegato al gruppo dei Fratelli Musulmani. Un paragone che punta diritto al nuovo concorrente imperialista per l'egemonia regionale, la Turchia. Ma che comprende anche l'Arabia saudita in crescente contrasto con i nuovi stretti alleati di Usa e sionisti, gli Emirati arabi, schierati su sponde opposte nello Yemen e in Sudan, e rimasta fuori dagli Accordi di Abramo, che tra l'altro fra il Board of peace e il nuovo esagono di alleanze sionista potrebbero finire accantonati.
Il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, descriveva le dichiarazioni del criminale sionista come un "palese disprezzo" per i paesi arabi e una minaccia diretta ai loro interessi ma sottolineava anche che queste proposte si basano sulla debolezza delle posizioni del sistema arabo durante la guerra di sterminio contro la Striscia di Gaza.
Infine, per non dimenticare, registriamo che il bilancio del genocidio a Gaza aggiornato al 22 febbraio ha raggiunto il numero di 72.072 morti e 171.741.

25 febbraio 2026