Varato a Washington il nuovo Istituto del dittatore fascioimperialista
L'Italia di Mussolini in gonnella entra nel Consiglio di pace neocolonialista e imperialista di Trump
Accantonato l'Onu

Il 19 febbraio a Washington il dittatore fascioimperialista americano Trump ha tenuto a battesimo la sua “creatura”, il “Board of Peace”, l'organismo neocolonialista e imperialista concepito come strumento per dare un futuro a Gaza ma che nelle aspirazioni del suo ideatore dovrebbe intervenire per sanare i conflitti ovunque nel mondo. Riuniti in sala c'erano i delegati di una quarantina di Paesi, tra membri del Board e osservatori, compresa l’Italia neofascista di Mussolini in gonnella che vi è entrata in qualità di osservatore, come deciso dalla Camera con 183 voti favorevoli di tutta la maggioranza unita, rappresentata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Esserci "non è un capriccio italiano", ha chiarito Tajani. "Partecipiamo come osservatori e mi pare che oggi siano emerse una serie di proposte concrete”, ha sottolineato il titolare della Farnesina, rispondendo alle polemiche delle opposizioni . "Non è certamente un 'board of business'" ma "l'unica reale proposta che c'è sul tavolo per costruire la pace in Medio Oriente". Quanto all'Italia, "non siamo né isolati né scodinzoliamo attorno a nessuno - ha proseguito il capo della diplomazia - quando la maggioranza dei Paesi europei partecipa alla riunione di oggi vuol dire che avevamo ragione noi, saremmo stati isolati se non ci fossimo stati… L’Italia è sempre stata protagonista nell’area del Mediterraneo. Non possiamo non essere parte di una strategia che dovrà vederci ancora in prima linea”. E ancora: “Noi dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto per la costruzione della pace e della stabilità dell’intera area del Medio Oriente”.
Molto chiaro. Meloni non è subalterna e al servizio di Trump, ma un'alleata e in linea con Trump per difendere gli interessi dell'imperialismo italiano e le proprie ambizioni di leader italiana, europea e mondiale. Tanto più che l'Italia sta anche "pensando a un piano finanziario autonomo” per Gaza "indipendente dal Board of Peace” dicendosi disposta a impegnarsi nella “formazione in Giordania della polizia palestinese per Gaza” anche se "al momento non valuta altre ipotesi di presenza militare", ha aggiunto Tajani, interpellato su una possibile partecipazione alla Forza di stabilizzazione per Gaza”.
"Ci sono i più grandi leader mondiali" nella stanza, ha sottolineato Trump nel suo discorso di oltre un'ora. "Quasi tutti sono stati accettati, e quelli che non lo sono stati, lo saranno", ha assicurato, anche se "alcuni stanno facendo un po' i furbi", ma con lui "non funziona" e alla fine "si uniranno". Paesi europei compresi, ha chiosato. Il capo della Casa Bianca ha poi offerto un accurato riepilogo dei suoi successi in campo internazionale, presentando infine il “Board of Peace”, l'istituzione "più prestigiosa e potente", il cui obiettivo è "una parola facile da dire ma difficile da realizzare, la pace”. Quanto all’ONU, pomo della discordia con gli alleati europei vista l'ambizione manifesta del dittatore di Washington di costruire un meccanismo alternativo al Palazzo di Vetro per risolvere le controversie internazionali, con se stesso alla guida, Trump ha tentato di rassicurare: Le Nazioni Unite hanno "un potenziale enorme" ma al contempo hanno "bisogno di aiuto". "Il Board of Peace avrà il compito di vigilare e di assicurarsi che funzionino correttamente", ha notato. E su questo si è fatto sentire anche Tajani, rimarcando che "non c'è stato nessun attacco alle Nazioni Unite". "Anzi, direi che sia dalle parole di Trump sia di Rubio c'è la voglia di applicare la risoluzione dell'ONU sulla pace in Palestina quindi si va nella giusta direzione", ha sottolineato il titolare della Farnesina.
Parole di circostanza, la sostanza è che l’ONU viene esautorata e accantonata dal nuovo Istituto neocolonialista e imperialista di Trump. Lo ha riconosciuto persino il Vaticano :“Ci sono punti che lasciano un po’ perplessi”, ha dichiarato il 18 febbraio il segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, per cui dovrebbe essere “l’ONU, a livello internazionale, a gestire queste situazioni di crisi”. E poi parla di “criticità”, che secondo fonti vaticane riguardano la composizione del Board, la dipendenza dalla volontà di Trump, l’assenza di una vera rappresentanza palestinese. Sono concetti che il 6 febbraio scorso aveva già espresso, in modo molto meno diplomatico, il patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, secondo cui il Board of Peace è “un’operazione colonialista, altri decidono per la Palestina”. Anche l’associazione delle ong italiane AOI ha condannato il "Board of Peace" per Gaza: un organismo che sottrae all’ONU la gestione della pace, trasformandola in una transazione economica guidata da Trump. Denuncia il rischio di un neoprotettorato che ignora il diritto internazionale e “in questo quadro”, scrive la rete, “l’annuncio della partecipazione dell’Italia come membro osservatore del Board of Peace è profondamente preoccupante”.
Il “Board of Peace” insomma segna una vittoria dell’imperialismo americano nella lotta globale con il socialimperialismo cinese per il dominio del mondo, creando un’architettura parallela di governance e sicurezza, ponendo il controllo strategico al di fuori degli organi delle Nazioni Unite, emarginando il ruolo delle Nazioni Unite e dell’Assemblea Generale, reinterpretando la sicurezza collettiva in modo minimalista, indebolendo così la centralità del Consiglio di Sicurezza nella pratica. Il tutto calpestando il diritto internazionale.

25 febbraio 2026