Perseguitata per aver partecipato a una manifestazione contro i subappalti
Solidarietà alla studentessa fiorentina Haji
Colpita perché indossa il velo?
Dal corrispondente dell'Organizzazione studentesca di Firenze del PMLI
Haji (nome di fantasia) è una studentessa di diciassette anni del liceo Machiavelli-Capponi di Firenze. L’8 novembre insieme a molti amici ha deciso di partecipare a una manifestazione davanti al negozio di Patrizia Pepe promossa dal sindacato Sudd Cobas con l’obiettivo di sostenere i diritti dei lavoratori invisibili del subappalto. La sua è una scelta giustissima, che dimostra l’intelligenza e la maturità della studentessa. Ciònonostante questa decisione ha dato inizio a un meccanismo repressivo che ha superato ogni limite accettabile, entrando con violenza nella sfera più intima della sua vita privata.
A fine gennaio, Haji ha ricevuto una convocazione dai servizi sociali, senza nessuna spiegazione. Quando si è presentata al colloquio il 2 febbraio, si è trovata davanti a uno dei cani di Mussolini in gonnella, non c’era infatti nessuna volontà di assistere o tutelare la situazione della studentessa. Il colloquio si è svolto come un vero e proprio interrogatorio, i servizi sociali erano in possesso di foto e nomi dei presenti alla manifestazione. Le è stata chiesta la motivazione della partecipazione alla manifestazione, la situazione familiare, e le è stato detto che partecipando a manifestazioni di questo tipo stava rovinando la sua vita e quella dei genitori. È anche stato insultato suo padre come assente, solo perché in quanto lavoratore torna a casa alle 19. In questo modo quello che dovrebbe essere un ente di supporto per i giovani in difficoltà è diventato uno strumento di polizia politica, con l’obiettivo di terrorizzare i giovani culturalmente avanzati come Haji.
Gli attacchi non si sono fermati qui: pochi giorni dopo il colloquio la stessa persona che aveva condotto l’interrogatorio si è presentata a casa della vittima per fare un’ispezione improvvisa, senza nessuna motivazione. Questa spedizione punitiva di fatto si è addirittura spinta nella camera da letto della giovane che ha trovato la sua privacy completamente violata.
La scelta di puntare Haji, studentessa di origine straniera che porta il velo, indica una precisa volontà di profilazione etnica e politica, erano molti i presenti al corteo, tra cui molti erano minorenni proprio come Haji, allora perché è successo solo a lei questo? Il sindacato Sudd Cobas conferma che non è mai successo a nessun altro membro delle manifestazioni.
Davanti a questi oltraggi le masse non sono state in silenzio, la studentessa ha ricevuto il pieno supporto del sindacato Sudd Cobas e del Collettivo k1 (collettivo del suo liceo). È stata presentata una petizione in sostegno con più di 1.000 firme, il link è https://secure.avaaz.org/community_petitions/it/la_comunita_scolastica_sosteniamo_haji e un’assemblea il 1° marzo in piazza Santo Spirito. L’assemblea ha avuto grande affluenza e Haji è stata applaudita da tutti dopo il suo discorso.
Questi fatti dimostrano ulteriormente la totale fascistizzazione dell’Italia con il governo di Mussolini in gonnella.
4 marzo 2026