Commenti al Documento del CC del PMLI Vota NO al referendum
Dal documento del PMLI sulla riforma di matrice piduista della giustizia un forte richiamo a ogni antifascista per un deciso NO

di Ugo - Genova
Per comprendere quanta ambiguità sia contenuta nella riforma della giustizia di stampo piduista del governo neofascista della ducessa Meloni, penso possa bastare la risposta, un po’ scomposta e magari proprio per questo sincera, data, stupendosi per le critiche e facendo in un certo senso persino sorridere per la scarsa acutezza, dallo stesso Guardasigilli Carlo Nordio dopo essere stato incalzato sull’argomento nel dibattito parlamentare dall’imbelle opposizione di “centro-sinistra”: “questa riforma gioverebbe anche loro quando andassero al governo”.
Riforma, per cui, non utile al Paese, o al senso di giustizia, oppure alla popolazione che lo abita e che lo vive pagando le tasse, o che subisce lo sfruttamento capitalistico, piuttosto, utile al governo di turno, quello in carica. Che dire, esemplare! Naturalmente, non c’è nulla di comico e nessun motivo per metterla in caciara. Piuttosto c’è da preoccuparsi e seriamente. Perché il referendum costituzionale contro la controriforma Nordio ha, come appunto sostiene con la solita fermezza il documento del PMLI, un carattere politico nel quale ogni antifascista non deve assolutamente sottovalutare.
Non si voterà, come racconta la propaganda governativa tramite i media, sulla separazione delle carriere e per migliorare il rapporto di fiducia con la giustizia che deve e dovrà avere ognuno di noi, ma per portare avanti il “piano di rinascita democratica” del golpista Licio Gelli e del noto sparaballe automatico e pregiudicato Silvio Berlusconi, stravolgendo, se dovesse essere applicata, altre norme costituzionali per renderle ancora più malleabili al potere borghese. Come conseguenza si verificherebbe un passo ulteriore verso un regime che ricorda, e molto da vicino, quello di un parente stretto e di riferimento della ducessa Giorgia Meloni.
Un passaggio importante, e che potrebbe diventare di grande interesse anche per la crescita del Partito, che affronta il documento del PMLI, è l’invito alle masse di unirsi ai militanti del Partito per partecipare alle Squadre di propaganda per il No e di conseguenza di avvicinarsi al PMLI; il Partito del proletariato. Altra indicazione è rivolta ai propri militanti a collaborare, e organizzare anche con altri partiti, o associazioni, ai Comitati del No per propagandare i motivi del No e chiarire i rischi che arriverebbero se vincesse il Sì. Altro argomento che il documento affronta è quello di accantonare, in occasione del referendum del 22 e 23 marzo 2026, la strategia marxista-leninista dell’astensionismo. Strategia che nelle tornate elettorali il Partito applica con convinzione perché l’astensionismo si trasforma come voto di opposizione al regime borghese e voto contro la legittimazione del sistema parlamentare. Tutt'altra cosa è invece andare a votare al referendum per respingere la controriforma Nordio poiché il voto assume, diversamente, un gesto concreto contro l’inasprimento di quei pochi diritti che ancora riesce a garantire la Costituzione borghese italiana, e un gesto necessario per impedire un ulteriore salto autoritario in questo nostro Paese già preso da troppe derive neofasciste.
Si consideri che mentre la magistratura perderebbe la propria indipendenza e il Pm diventerebbe subalterno alla polizia giudiziaria, cioè al governo, per ricaduta le norme della controriforma Nordio creerebbero contemporaneamente una giustizia a due velocità. Un sistema giudiziario in cui chi ha i mezzi economici potrà sfruttare i nuovi limiti all’appello del Pm e maggiori tutele sulla privacy, mentre chi ne è privo e cioè il proletariato, chi lotta contro il potere borghese, contro il capitalismo, difendersi contro i soprusi del potere capitalistico diverrà sempre più complicato.
Dal documento del PMLI, dunque, un richiamo all’unità degli antifascisti, e a chi vuole creare le premesse per mandare a casa il governo di Meloni Mussolini in gonnella. Perché è evidente che la possibile sconfitta al referendum costituzionale della controriforma Nordio, si potrebbe trasformare in un rovescio politico che indebolirebbe il governo Meloni aprendo la strada alla sua necessaria caduta.
Leggere, studiare, fare propri i contenuti e le indicazioni del documento del CC del PMLI sul referendum è un dovere rivoluzionario che ogni militante del Partito, ogni simpatizzante, è tenuto fare propri per propagandarli fra le masse.

4 marzo 2026