Comunicato congiunto Associazione “Vivere in Valdisieve” - Cellula “F. Engels” della Valdisieve del PMLI - Alternativa Comune Pontassieve
No alla variante della Pievecchia che consuma suolo e svende la memoria
Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Il Consiglio comunale di Pontassieve, nella seduta del 24 febbraio 2026, ha deliberato l’avvio dell’iter di verifica di assoggettabilità alla VAS per varianti al Piano Operativo Intercomunale (POI) e al Piano Strutturale Intercomunale (PSI) che comportano nuovo consumo di suolo fuori dal Perimetro del Territorio Urbanizzato (PTU).
Una scelta politica precisa. Non tecnica. Politica.
L’amministrazione ha deciso di aprire la porta a una variante urbanistica in deroga alla pianificazione vigente, consentendo a una società privata, assieme alla proprietà, di portare avanti un progetto che va ben oltre il “recupero” di Villa Tesei e del complesso della Pievecchia.
Sia chiaro: il recupero della Villa è auspicabile. Nessuno lo mette in discussione.
Ma qui non siamo davanti a un semplice intervento conservativo. Siamo davanti a un’operazione che prevede: sbancamento di un’intera collina oggi coltivata a oliveto; realizzazione di 65 camere ipogee; nuova piscina; laghetto artificiale; sottopassi pedonali; trasformazione complessiva dell’area in un resort turistico di élite.
Chiamarlo “recupero” è una semplificazione che rischia di nascondere la reale portata dell’intervento. La Pievecchia non è un’area qualsiasi. È un luogo simbolico per Pontassieve e per tutta la Val di Sieve. Lo ha riconosciuto lo stesso sindaco in Consiglio comunale, definendolo “luogo sacro”.
L’8 giugno 1944, le truppe naziste fucilarono 13 civili inermi contro il muro di Villa Tesei. Su quel muro, ancora oggi, sono visibili i fori dei proiettili. Ogni anno le istituzioni commemorano quel sacrificio. Con decreto del Presidente della Repubblica del 23 dicembre 2005, il Comune di Pontassieve ha ricevuto la Medaglia di Bronzo al Merito Civile per quei fatti.
Eppure, nei documenti progettuali non troviamo alcuna garanzia chiara sul mantenimento integrale del muro così come oggi si presenta. Al contrario, si parla di una nuova nicchia per il memoriale. Questo non è un dettaglio tecnico. È una scelta culturale.
Le nostre contrarietà sono nette e fondate su due motivi principali.
Primo: ambientale e urbanistico. Aprire al consumo di suolo fuori dal PTU crea un precedente pericoloso per tutta la Val di Sieve. Oggi è Pievecchia, domani potrà essere qualsiasi villa, castello, complesso rurale o semplice colonica. Basta presentarlo come “recupero” e si potrà costruire anche su colline e verde. Il territorio ha bisogno di interventi per ridurre il rischio idrogeologico, per mettere in sicurezza versanti e corsi d’acqua, non per autorizzare nuove volumetrie in aree agricole e collinari. L’amministrazione avrebbe potuto imporre il recupero dell’esistente senza consumo di suolo. Ha scelto diversamente.
Secondo: storico e simbolico. Trasformare un luogo della memoria in un resort di lusso significa cambiare per sempre la sua percezione collettiva, la sua identità. Il rischio concreto è che la Pievecchia perda la sua "sacralità", la sua identità, grazie a questo ampliamento che stravolgerà un’intera collina con un battito di ciglia.
Non tutto ciò che è legittimo è opportuno. Non tutto ciò che è economicamente vantaggioso è giusto per una comunità. Qui non si tratta di essere contro lo sviluppo. Si tratta di scegliere quale sviluppo vogliamo. Un’amministrazione coerente con le proprie parole avrebbe difeso quel “luogo sacro” con atti conseguenti, non con varianti urbanistiche. La Pievecchia non è una leva immobiliare. È memoria, paesaggio. E su questo non si dovrebbe derogare.
Il territorio non può essere lasciato alla sommatoria di interessi privati senza una regia pubblica forte. Recuperare non significa riempire ogni spazio disponibile con scatole indistinte: significa rigenerare con criterio, bellezza e funzione sociale nel rispetto di quello che ha significato questo “luogo sacro” per tutti i cittadini della Valdisieve.
Associazione “Vivere in Valdisieve”
Partito marxista-leninista italiano, Cellula “F. Engels” della Valdisieve
Alternativa Comune Pontassieve
Pontassieve (Firenze), 28 febbraio 2026
4 marzo 2026