Si allarga la guerra imperialista in Medioriente
La Resistenza dell'Iran infligge duri colpi agli aggressori imperialisti Usa-Israele: “Non ci arrenderemo mai”
Il diritto dell'Iran alla libertà, all'indipendenza e alla sovranità, e il diritto del popolo iraniano all'autodeterminazione non possono essere soppressi con la forza delle armi. Il criminale di guerra nazisionista invade il Sud del Libano
La sera dell'8 Marzo la televisione di stato iraniana annunciava che l'Assemblea degli esperti aveva scelto come nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei, figlio dell'Ayatollah Ali Khamenei ucciso il 28 febbraio, il primo giorno della guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran. “Serve la nostra approvazione per la Guida Suprema, se non la ottiene non durerà a lungo” commentava il criminale di guerra Trump, “lo uccideremo” sintetizzava il criminale Netanyahu. E mentre i raid sionisti cominciavano a colpire massicciamente anche i bersagli civili, a cominciare dai depositi di carburante vicino a Teheran per colpire la popolazione secondo una tattica criminale già sperimentata a Gaza e in Libano, la neofascista Meloni nell'ennesimo comunicato via social, il nuovo balcone di Piazza Venezia della Mussolini in gonnella, ribadiva la sua vicinanza agli aggressori con un ossimoro, una formulazione furbesca, “Non condanno, né condivido questa guerra”. E Trump, che come lei comunica soprattutto con post e video direttamente sul suo social network, la ringraziava: “penso che sia una grande leader. Cerca sempre di aiutare, è un'ottima leader ed è una mia amica".
Ricevuta l'ennesima benedizione divina nella cerimonia alla Casa Bianca coi telepredicatori evangelici, una immagine vergognosa diffusa e replicata all'ifinito dalla propanda imperialista, il criminale imperialista Trump stilava il bilancio aggiornato della prima settimana della guerra di aggressione all'Iran assicurando che “stiamo vincendo a livelli mai visti prima, e rapidamente". Elencava la presunta distruzione degli armamenti iraniani e concludeva “ogni singolo elemento delle loro forze armate è sparito. La loro leadership è sparita. Non c'è qualcosa che non sia stato eliminato". Un successo frutto di un volume di fuoco spaventoso con l'impiego in pochi giorni di almeno 10 mila tra bombe e missili su 5.500 obiettivi della Repubblica Islamica secondo i bollettini degli aggressori. Altre 20 mila bombe americane arriveranno ai sionisti a breve termine, riportava il New York Times
, dopo che il segretario di Stato Marco Rubio ha invocato la situazione di emergenza e aggirato nuovamente la procedura che prevederebbe un voto del Congresso.
La guerra dei criminali Trump e Netanyahu nega il diritto dell'Iran alla libertà, all'indipendenza e alla sovranità, e il diritto del popolo iraniano all'autodeterminazione, a eleggere i propri rappresentanti, diritti che non possono essere soppressi con la forza delle armi. L'Iran colpito aggredito dagli aggressori imperialisti ha tutto il diritto di difendersi e lo fa rispondendo colpo su colpo. Una resistenza che segue la dichiarazione del presidente iraniano Masoud Pezeshkian del 7 marzo: "l'Iran non si arrenderà mai agli Stati Uniti e a Israele. I nemici devono portare con sé nella tomba il desiderio di resa del popolo iraniano". "Continuiamo a difenderci e difendiamo il nostro territorio, il nostro popolo e la nostra dignità. E la nostra dignità non è in vendita. Quindi non ci arrendiamo mai. Non ci arrendiamo mai. Continuiamo a resistere per tutto il tempo necessario", ribadiva il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) iraniano annunciava l'8 Marzo il lancio di missili di nuova generazione Kheibar contro vari obiettivi militari degli aggressori con la 28a ondata dell'Operazione True Promise 4, l'operazione di risposta agli attacchi imperialisti e sionisti. Colpita anche la raffineria di Haifa in rappresaglia per l'attacco israelo-americano alla raffineria di petrolio di Teheran. L'Iran ha risposto immediatamente con le proprie ondate di attacchi nell'ambito dell'Operazione True Promise 4, lanciando centinaia di droni e missili balistici contro i territori occupati da Israele e obiettivi statunitensi nel Golfo, contro basi e strutture alleate in Bahrein, Qatar, Kuwait, Iraq, Giordania ed Emirati Arabi Uniti.
“Le forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran sono in grado di continuare almeno sei mesi di intensa guerra al ritmo attuale delle operazioni", ribadiva il potavoce del IRGC.
Gli attacchi sionisti ai depositi petroliferi iraniani sono solo una prima escalation alla quale "seguiranno altre escalation nei prossimi giorni", ribadiva il ministro dell'Energia del governo del criminale Netanyahu, “sono nel mirino tutti i bersagli che ci aiuteranno a colpire l'attuale regime iraniano", militari o civili. Per i nazisionisti la popolazione è un bersaglio come un altro, dal genocidio di Gaza ai nuovi massacri in Libano dove si sta allargando l'invasione via terra con l'obiettivo di occupare almeno tutta la regione meridionale sotto il fiume Litani, la nuova linea di confine definita dai carri armati e imposta all'imbelle governo libanese dopo aver costretto alla fuga, tra minacce e bombardamenti, gran parte della popolazione. La stessa criminale tattica usata contro la popolazione della zona sud di Beirut, almeno 500 mila abitanti, “invitati” a lasciare le loro case diventate bersaglio dei bombardamenti. Faremo a Beirut come nella gazawi Khan Younis, rasa al suolo, precisavano i ministri sionisti.
Oggi l'aviazione ha effettuato oltre 100 attacchi aerei in tutto il Libano, magnificava il portavoce militare sionista in una nota dell'8 Marzo, gli ultimi degli oltre 600 complessivi recenti che hanno scaricato sul paese vicino oltre 800 bombe, fra le quali le proibite munizioni al fosforo bianco secondo la denuncia di Human Right Watch; un altro crimine sionista. "Prima di ogni attacco, sono state adottate misure per mitigare i danni ai civili, tra cui la diffusione di allerte preventive”, precisava. Oltre mezzo milione di abitanti sono stati sfollati a causa dei raid aerei israeliani sul Libano, e il bilancio delle vittime dell'aggressione dai primi giorni di marzo è salito a 394, con 1.130 feriti, tra cui centinaia di bambini e donne, precisava il ministro della Salute libanese Rakan Nasser al-Din. Lo stesso giorno scattava anche un attacco sionista via terra nell'Est del Libano, nella zona di Al-Shaara. I media di Hezbollah annunciavano in un comunicato che "i combattenti della Resistenza Islamica hanno rilevato l'infiltrazione di circa 15 elicotteri appartenenti all'esercito nemico israeliano provenienti dalla direzione siriana. Gli elicotteri nemici hanno sorvolato la catena montuosa orientale, in particolare nello spazio aereo dei villaggi di Janta, Yahfoufa, Nabi Sheet, Arsal e Ras Baalbek, dove alcuni di essi hanno fatto atterrare una forza di fanteria nella pianura di Serghaya, la cui avanzata verso il territorio libanese è stata osservata. I combattenti della Resistenza Islamica hanno affrontato gli elicotteri e la forza di infiltrazione con armi appropriate".
Fra le reazioni all'aggressione di Usa e Israele all'Iran, vedremo quali saranno gli effetti della nuova formazione dell'imperialismo europeo definita E4, mutuata dalla E3 a favore dell'Ucraina da cui mancava l'Italia, costruita con la telefonata del 6 marzo tra il britannico Keir Starmer, il francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la neofascista Giorgia Meloni. I quattro non hanno condannato i criminali alleati, cui hanno permesso di usare le basi nei loro paesi e per questo non sono neutrali ma sono coinvolti, e hanno espresso preoccupazioni per gli sviluppi incontrollabili di una possibile estensione della guerra in base ai molteplici meccanismi di alleanze incrociate coi paesi della regione, come nelle guerre mondiali del secolo scorso. Se avete problemi coi rifornimenti di petrolio, li ha sbeffeggiati Trump, compratelo dalla Russia, il contrario di quanto aveva affermato pochi mesi fa e senza contare che la Ue già lo fa e ha deciso di chiudere le forniture entro il 2027. L'unica a prenderla sul serio e appoggiarla è stata la Lega di Salvini che finora aveva taciuto e se non altro evitato di fare figure vergognose come quelle degli alleati governativi in parlamento e sui social.
Registriamo intanto la posizione della Cina appena ribadita dal ministro degli Esteri Wang Yi: “la forza non equivale al diritto e il mondo non può tornare alla legge della giungla". Secondo quanto riportato l'8 Marzo dall'agenzia di stampa statale Xinhua, Wang Yi ha chiesto il rispetto della sovranità dell'Iran e di tutti i Paesi e ha chiesto "l'immediata cessazione delle operazioni militari" in Medio Oriente per prevenire un'escalation ed evitare una diffusione del conflitto. "Questa è una guerra che non avrebbe dovuto verificarsi, ed è una guerra che non porta alcun beneficio a nessuno", ha detto, "la forza non fornisce alcuna soluzione e il conflitto armato non farà che aumentare l'odio e generare nuove crisi". Ha quindi esortato "tutte le parti" a tornare al tavolo dei negoziati "il più rapidamente possibile" per risolvere le divergenze attraverso il dialogo e lavorare per realizzare una sicurezza comune. La Cina, ha aggiunto, è pronta a collaborare con i paesi della regione per "riportare l'ordine in Medio Oriente, la calma per la sua popolazione e la pace nel mondo". Al netto però degli sviluppi dello scontro Usa-CIna per il dominio del globo. I popoli del Medio Oriente sono i veri padroni di questa regione e gli affari della regione dovrebbero essere decisi in modo indipendente dai paesi che la abitano, ha affermato, esortando alla non ingerenza negli affari interni. Una indicazione che vale certo per il bellicista aggressore imperialista americano ma anche per il socialimperialismo cinese che finora ha usato essenzialmente l'arma economica per conquistare posizioni e scalzare il nemico.
11 marzo 2026