Lettere
La coerenza politica antimperialista del PMLI
Su Il Bolscevico
n. 9 è stata pubblicata la posizione dell’Ufficio stampa del PMLI sulla recente aggressione dell’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, dove essa viene senza appello condannata in nome del principio dell’autodeterminazione dei popoli.
Lo stesso principio di autodeterminazione dei popoli il Partito ha difeso quando i Talebani hanno riconquistato l’Afghanistan nel 2021, quando Putin ha invaso l’Ucraina nel 2022, quando Trump ha rapito il presidente venezuelano Maduro lo scorso gennaio e quando lo stesso Trump ha minacciato di invadere la Groenlandia tra gennaio e febbraio.
La stessa coerenza non l’hanno certo avuta i governi dei principali Stati europei, i quali, pur con diverse sfumature, hanno condannato la presa di potere dei Talebani e l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin, hanno salutato il rapimento di Maduro, condannato fermamente le minacce di Trump nei confronti della Groenlandia - un territorio dipendente dalla Danimarca, membro della Ue - e infine sostanzialmente appoggiato il criminale intervento di Stati Uniti e Israele in Iran, nonostante in tutti i casi citati ciò che rileva è il principio di autodeterminazione dei popoli.
Così quando a essere minacciato è un territorio americano dipendente da uno Stato europeo (la Groenlandia) e quando viene minacciato uno Stato del continente europeo (l’Ucraina) questi politicanti borghesi da strapazzo invocano (giustamente) il principio di autodeterminazione dei popoli e di non ingerenza negli affari interni di un Paese sovrano, mentre quando si tratta di regimi politici non affini (Afghanistan, Venezuela e Iran) c’è grande dispiacere quando l’ingerenza straniera viene a cessare (Afghanistan) e c’è esultanza quando un capo di Stato viene rapito e un altro Paese bombardato (Venezuela e Iran).
I governi europei dovrebbero imparare dal nostro Partito la coerenza politica fondata sui principi, mentre invece la classe politica che li compone si rivela un’accozzaglia di miserabili opportunisti.
Giorg - Roma
Il nostro lavoro porterà diritti alla conquista delle masse
Un grazie di cuore a tutto il Partito per la bella lettera che mi ha scritto!
Sono di poche parole, lo sapete, spero e sono convinta che il nostro lavoro porterà diritti alla conquista delle masse per un futuro fatto solo di giustizia.
Buon 8 Marzo a tutti. A pugno chiuso.
W il PMLI!
Elisa - Firenze
In ricordo di Stalin
Vi mando un messaggio di cordoglio per ricordare il 73° Anniversario della morte di Stalin.
Dopo la sua scomparsa prese il via il revisionismo, che restaurò il capitalismo nell'Urss.
Sulla carta dovrei stare col PMLI ancora per altri diecimila giorni.
Giancarlo - Padova
Contro il governo fascista ci vogliono azioni più decise e dirette
Sono un giovane compagno e lettore, amico di un vostro fedele.
Consultando la rete non ho potuto non notare un episodio tanto amaro quanto assurdo, che si è svolto a Torino. Delle attiviste politiche, in vista della ricorrenza dell'8 Marzo, sono state denunciate dal governo neofascista di Mussolini in gonnella per aver affisso in strada dei nomi di alcuni partigiani, in segno di pace, uguaglianza e libertà.
Inutile dire che la propaganda proposta era tutt'altro che nociva: le giovani infatti si erano soltanto dilettate nel ricordare le grandi gesta di questi grandi uomini con acqua, farina e carta; nessuna bomboletta spray o agente inquinante difficile da rimuovere. Che dire, fingiamo di nuovo stupore davanti alla censura, alla segregazione e alla tentata omologazione socio-culturale promossa dal nostro governo fascista. Arrivati a questo punto forse non dovremmo più limitarci a esprimere le nostre opinioni con gli ingredienti della pasta, ma con delle azioni più decise e dirette.
Alessio - Genzano (Roma)
Le storture del governo Meloni per ingannare la popolazione sulla guerra
Sempre diretti e molto efficaci i volantini e condivido pienamente il comunicato del PMLI sull'aggressione Usa-Israele all'Iran. Il governo non perde occasione per blaterare risposte senza senso, convinto che la popolazione sia totalmente imbesuita da TgMeloni, le tv private e i media prezzolati. Dovrebbe sapere che la popolazione, gli "italiani" tanto "aiutati" dai futili decreti, potrà essere cieca o accecata su molti frangenti, ma sulla guerra tendenzialmente non è favorevole.
Il tentativo di attribuire all'aggressione dell'Ucraina la scintilla che ha fatto scattare una serie di eventi è ridicolo: quanto sta accadendo è, semmai, una dimostrazione che le superpotenze stanno portando avanti una lotta per il predominio di risorse materiali ed economiche. L'Europa dovrebbe smetterla di essere continuamente leonessa e coniglio al tempo stesso: non si deve cedere in alcun modo al ricatto economico di Trump, è inutile anche perché nulla vieta all'amministrazione di JDT di aumentare i dazi o bloccare il commercio in un futuro non troppo lontano.
Che le basi sul territorio non vengano utilizzate per il delirio salvascandali di Donny & Benny!
Davide - Milano
All'origine del falso di “Repubblica” sul PMLI che ha sfidato Salvini per il No
L'articolo sul falso di "Repubblica" apparso sul n. 9/2026 de "Il Bolscevico" esprime nella sua pienezza la concezione della stampa e la vis polemica delle Penne rosse del PMLI.
Per il Partito marxista-leninista italiano (PMLI), la stampa non è mai un organo neutrale, bensì uno strumento di lotta politica. Tale visione affonda le radici nel pensiero di Lenin, secondo cui i media borghesi selezionano o omettono i fatti per servire gli interessi della classe dominante. Il primo Maestro russo, in particolare, accusava i giornali liberali di “occultare il partito” dietro parole generiche come “operai” o “agitatori”. La stampa dei partiti comunisti, soprattutto nel corso del Novecento, denuncia(va) spesso la “censura politica” quando le proprie iniziative vengono (o venivano) raccontate senza citare il Partito. L’idea di fondo è che la borghesia accetti di parlare della protesta, giammai della sua organizzazione politica.
Nella dialettica del Partito marxista-leninista, esiste una distinzione fondamentale tra il "falso diretto" (l'invenzione di un fatto) e il "falso per omissione". Quest'ultimo consiste nel riportare un evento - il volantinaggio bolscevico per il NO - tacendo però sul soggetto politico che lo ha promosso. Il conflitto tra le due versioni (borghese e proletaria) nasce quindi essenzialmente da una differenza di concezione. Il PMLI contesta l’omissione del Partito quale vero protagonista dell’iniziativa, mentre "la Repubblica" ha fatto passare l'episodio come evento rientrante nella normale cronaca cittadina e nella dinamica della campagna referendaria, senza attribuire rilievo al soggetto politico specifico. Pertanto, quando i media parlano genericamente di "comitato" o "attivisti", il PMLI interpreta correttamente ciò come un tentativo di depoliticizzare un evento. Per i marxisti-leninisti una notizia incompleta è intrinsecamente "falsa" perché nega la direzione politica del proletariato. In questo contesto, la polemica con testate anche nazionali assume un pregnante valore ideologico:
a) Si denuncia il "monopolio dell'informazione" della borghesia che punta ad oscurare l'alternativa rivoluzionaria.
b) L'omissione della sigla PMLI nelle cronache giornalistiche viene a ragion veduta considerata una mistificazione, poiché farebbe apparire, nella fattispecie, una decisione di Salvini come una scelta prudente o neutra.
Ad ogni modo, la critica del PMLI non è meramente giornalistica, ma mira a difendere la visibilità del Partito, quale unica avanguardia capace di portare le masse "dalle tenebre del capitalismo alla luce del socialismo", nonché a rivendicare il carattere di classe del NO al prossimo referendum.
In conclusione, quando "Il Bolscevico" parla di “falso di Repubblica”, usa un concetto tipico della polemica marxista-leninista: non una menzogna inventata, bensì una narrazione considerata politicamente distorta perché omette il ruolo significativo del PMLI in una vicenda specifica.
Cartesio - Napoli
Mando un caro abbraccio a Dario Granito
Un caro abbraccio a Dario Granito,
una delle persone più belle, pazienti e coraggiose che la vita mi abbia fatto l'onore di conoscere.
Mario Di Mauro - Palagonia (Catania)
11 marzo 2026