Genova: L'8 Marzo presidi nelle piazze ed eventi culturali. Il 9, giorno dello sciopero generale, combattivo corteo
Dal corrispondente di Genova de “Il Bolscevico”
Anche nella città di Genova NUDM (Non Una Di Meno), nella ricorrenza dell’Otto Marzo, è scesa in piazza. Alle varie iniziative di lotta hanno aderito le sigle sindacali di base, Cobas, Usb, e per alcuni comparti la CGIL. Tuttavia, e in piena autonomia, hanno partecipato anche tante donne e tanti uomini con famiglie al seguito. Per l’occasione il movimento NUDM ha organizzato una doppia mobilitazione all’insegna dello sciopero transfemminista.
L’8 Marzo è stato dedicato con presidi nelle piazze con azioni di sensibilizzazione; attività davanti alla prefettura come momento di dissenso verso le politiche del governo, eventi culturali con incontri presso la spianata dell’Acquasola con assemblee aperte. Mentre il 9 marzo è andato in atto lo sciopero generale, con corteo, transfemminista dal lavoro produttivo e riproduttivo. “Vogliamo fermare almeno per un giorno la riproduzione di un sistema sociale e violento e autoritario, unire i puntini che connettono le lotte sociali alla salute, all’aborto e all’autodeterminazione - dichiarano dall’associazione NUDM - l’aumento del costo della vita, la privatizzazione dei servizi, contro le guerre e il genocidio, contro il razzismo, l’omotransfobia e la violenza di genere; contro le politiche repressive e di controllo del governo”. Molti slogan sono stati dedicati contro il Ddl Bongiorno sulla violenza sessuale, approvato dalla Camera nel novembre 2025.
Dal sito Usb si legge che “L’8 marzo, oggi più che mai, non è una ricorrenza rituale né una giornata di fiori… È la giornata in cui si denunciamo con forza un sistema economico che continua a fondarsi sullo sfruttamento del lavoro femminile, sottopagato, invisibile e precarizzato”.
L’appuntamento del 9 marzo con corteo è stato fissato in Via Fanti d’Italia (slargo adiacente alla stazione ferroviaria di Genova Principe). La manifestazione transfemminista, colorata, determinata e composta da un migliaio di partecipanti, e gestita da un servizio d’ordine composto da attiviste della NUDM con un nastro fucsia tenuto al braccio, è stata aperta da un lungo striscione con scritto Transfemministe contro le guerre. Presenti molte bandiere della Palestina e altri striscioni di color fucsia con impresse parole d’ordine contro il Ddl Bongiorno.
Il corteo ha preso poi la via per la stazione ferroviaria di Genova Principe, ha proseguito per via Balbi, Largo della Zecca, ha raggiunto, dopo essere transitato in due gallerie, piazza Corvetto per concludere in piazza Matteotti.
“Di fronte alla recrudescenza di una cultura maschilista, misogina e patriarcale, che si traduce in frequenti episodi di violenza e discriminazione - si legge in un sito dell’associazione - intendiamo riaffermare i diritti delle donne, a partire dalla propria autodeterminazione e dalla parità di genere”.
Che NUDM svolga un ruolo determinante nel riappropriarsi della piazza per denunciare la sistematica violenza di genere e lo sfruttamento è un dato di fatto inconfutabile. Tuttavia, se intende realmente trasformare la società, la loro lotta deve collegarsi, saldarsi, con il conflitto di classe, evitando le derive del femminismo liberale che di fatto punta esclusivamente alla parità di genere. La liberazione della donna è indissociabile dall’abbattimento del modo di produzione capitalistico e solo l’unità tra donne e uomini, tra i proletari, potrà trasformare la rabbia di genere con la coscienza rivoluzionaria, abbattendo le strutture che favoriscono la precarietà e l’oppressione.
“L’emancipazione delle donne lavoratrici è inseparabile dalla vittoria della loro classe nel suo complesso. Solo quando la loro classe riporterà la vittoria esse potranno realizzare una reale emancipazione”
(Mao Zedong)
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11 marzo 2026