Presa di posizione del Comitato studentesco “Linea di Massa” della Federico II di Napoli
Al referendum sulla giustizia del 22-23 marzo vota e fai votare NO!

Il 22 e 23 marzo saremo chiamati alle urne per votare per il referendum popolare confermativo in merito alla riforma della giustizia Nordio. Il governo Meloni si è espresso in tutti i modi in merito al quesito referendario, asserendo che si tratti di un referendum per separare le carriere, o per “snellire” la lentezza burocratica del nostro sistema giudiziario.
Niente di più falso: questa “riforma”, che sarebbe meglio definire come una controriforma vera e propria, non prevede l’assunzione di nuovi magistrati né tratta la separazione delle carriere, che nei fatti è già in vigore a seguito della riforma Cartabia che limita il passaggio di carriera ad una sola volta entro 10 anni dall’assegnazione del ruolo al magistrato, ma tratta della sottomissione del potere giudiziario al potere politico.
Lo stesso ministro Nordio, che in piena campagna elettorale si è espresso con proclami come “Chi controlla la magistratura?”, atti a giustificare l’introduzione, secondo la nuova controriforma costituzionale, di un’“Alta Corte Disciplinare” dai caratteri ancora poco definiti (un nuovo giudice speciale?), che “sorveglierebbe” l’operato del nuovo CSM che risulterebbe “sdoppiato” in uno per i PM e uno per i giudici, che renderebbe ancora più inefficiente l’operato dei magistrati, ha confermato la natura chiaramente politica e reazionaria del quesito referendario.
La riforma Nordio prevederebbe, inoltre, l’introduzione di un nuovo metodo di selezione per i membri del CSM, con un sorteggio arbitrario per quanto riguarda i membri “togati” e un sorteggio farlocco, essendo l’ipotetica lista dei sorteggiati stilata dal parlamento, quindi dal governo in carica, per quanto concerne i membri “laici”, ovverosia provenienti dal mondo politico ed estranei alla magistratura. Da ciò è facile capire quanto questo referendum non preveda nemmeno un “annullamento” delle correnti, come viene proclamato dal governo, quanto piuttosto un rafforzamento delle correnti più vicine alle posizioni del governo in carica, indipendentemente dal suo colore politico.
Questa “riforma” prevede la modifica di ben 7 articoli della Costituzione, rendendo evidente quanto non tocchi i problemi effettivi del nostro ordinamento giudiziario ma vada solo a modificare la sua natura di ente autonomo e indipendente, così come è evidente che, in caso di una vittoria del Sì, il governo Meloni voglia strumentalizzare il risultato come un plebiscito a suo favore, proseguendo e terminando la magistratura con il premierato e una nuova legge elettorale super-maggioritaria. Il fatto stesso che abbia impedito ai fuori sede di votare per questo referendum dimostra il timore che il governo ha nei riguardi di una sempre più probabile vittoria del NO al referendum, considerando soprattutto che, stando ai sondaggi, la stragrande maggioranza degli studenti fuori sede si sarebbe espressa per il NO.
Per tutti questi motivi, il Comitato Studentesco “Linea di Massa” della Federico II invita a votare e far votare NO al referendum sulla giustizia.
 
Comitato studentesco “Linea di Massa” della Federico II di Napoli
Instagram: @comstudentlineadimassa
Sito web: lineadimassanapoli.altervista.org

11 marzo 2026