Giornata Internazionale e di sensibilizzazione per la consapevolezza sul disarmo e alla non proliferazione
Il movimento studentesco si mobilita contro la leva obbligatoria e il riarmo dell'imperialismo Ue
Il 5 marzo, in occasione della Giornata Internazionale e di sensibilizzazione per la consapevolezza sul disarmo e alla non proliferazione, migliaia di studentesse e studenti sono scesi in piazza in varie città italiane per protestare contro la reintroduzione della leva obbligatoria e in solidarietà con lo sciopero delle studentesse e gli studenti tedeschi che dal 5 dicembre si sono mobilitati contro il ripristino dell'arruolamento militare obbligatorio.
Cortei, manifestazioni e presidi di protesa si sono svolti a Roma, Bologna, Piacenza, Pisa, L’Aquila, Agrigento, Verona, Milano, Torino, Venezia, Napoli contro la guerra e il piano di riarmo dell’Unione europea imperialista.
A Torino gli studenti medi e universitari si sono riuniti in presidio sotto la prefettura per dire chiaro e tondo che: “Noi non ci arruoliamo” e per esprimere “Solidarietà ai giovani tedeschi in sciopero contro la leva”.
Il “presidio contro la leva” è stato promosso dai collettivi studenteschi OSA e Cambiare Rotta che fra l'altro in un comunicato diffuso sui social denunciano che: “Il governo tedesco ha già approvato una legge che prevede un ritorno parziale della leva obbligatoria. Anche la Francia e l'ltalia hanno annunciato di voler proporre un ritorno del servizio militare obbligatorio”. In particolare: “il Ministro Crosetto ha già annunciato un piano di 7 miliardi per l'assunzione di 7mila persone nelle forze armate, anche ad alta specializzazione”. Perciò “Oggi più che mai è fondamentale unire le forze e opporsi ai piani di guerra dei nostri governi”. Oltre alla contrarietà alla leva militare tra gli obbiettivi del movimento c'è anche la lotta contro la militarizzazione delle scuole e delle Università e la richiesta al governo neofascista Meloni di non aumentare le spese militari e di finanziare adeguatamente i settori in crisi quali l'istruzione e la sanità pubbliche. “È necessario oggi costruire un'opposizione concreta alle politiche guerrafondaie del governo Meloni che tenta di silenziare le mobilitazioni con il ddl bavaglio sull'antisemitismo, lo Stato di Polizia e col Referendum costituzionale”.
Perciò rilanciano gli studenti, il presidio di oggi è il prologo per un altro importante appuntamento: la manifestazione nazionale del “NoMeloniDay”, che si terrà a Roma il 14 marzo.
La nostra mobilitazione, aggiungono dalla Rete degli studenti medi e dall’Unione degli universitari, è rivolta contro “l’escalation bellica e l’incapacità del governo Meloni è sempre più evidente. Mentre continua il genocidio in Palestina e dopo le varie aggressioni degli ultimi mesi, gli attacchi coordinati di Stati uniti e Israele contro l’Iran hanno aperto un nuovo e pericoloso fronte di guerra in Medio oriente, con bombardamenti, vittime civili e il rischio concreto di un conflitto regionale più ampio”.
Da qui al 2040, secondo quanto trapela dal gruppo di studio istituito dal ministero della difesa, il governo vorrebbe un’espansione graduale dell’esercito, accompagnata da nuove campagne di reclutamento e da una revisione dei meccanismi di arruolamento: si punta a 100 mila soldati in più (attualmente se ne contano circa 170 mila). Accanto ai militari in servizio, la riforma contenuta in un ddl già presentato in parlamento introdurrebbe una riserva stabile di circa quindicimila unità.
L'istintiva avversione delle masse giovanili e popolari italiane alla leva militare, che il governo neofascista di Mussolini in gonnella vuol riesumare per sostenere il massiccio riarmo dell'Italia imperialista, è giusta e noi marxisti-leninisti la appoggiamo e incoraggiamo. Fino a qualche decennio fa, quando esisteva ancora l'esercito di leva nato nel dopoguerra, era giusto e progressista sostenere l'esercito di leva difensivo, in contrapposizione all'esercito professionale interventista, basato sul reclutamento volontario di mercenari per le missioni di guerra all'estero, necessario al nascente imperialismo italiano per la sua proiezione militare internazionale.
Ma oggi non siamo più in quella situazione, e come ribadisce lo stesso Crosetto l'esercito professionale è una realtà incontrovertibile, per cui la leva militare serve solo a superare l'inevitabile mancanza di volontari (anche per l'attuale tendenza al crollo delle nascite) necessari per infoltirne i ranghi e potenziare il suo impiego: come forza armata interventista e neocolonialista in campo internazionale, come forza repressiva interna di ultima istanza del regime capitalista neofascista contro le rivolte di massa, e per fornire la carne da cannone necessaria alla partecipazione dell'Italia ad una sempre più probabile guerra mondiale imperialista.
11 marzo 2026