Indagato il consigliere regionale campano Zannini (Forza Italia)
Divieto di dimora in Campania. L’accusa è di concussione e corruzione
Redazione di Napoli
Il primo indagato della nuova legislatura campana è Giovanni Zannini, consigliere regionale di Forza Italia tra i più votati in Campania, che nel precedente quinquennio aveva prestato il suo appoggio a Vincenzo De Luca, figurando nella lista civica di appoggio al governatore con l’orbace “De Luca presidente”.
L’accusa mossa dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere - guidata dal procuratore Pierpaolo Bruni, con indagini coordinate dai pm Gerardina Cozzolino e Giacomo Urbano - è di concussione e nasce dallo scontro di potere tra Zannini e Antonio Iodice, direttore sanitario dell’Asl di Caserta, già sindaco di S. M. Capua Vetere e segretario provinciale PD, che non seguiva i suoi diktat, consistenti in promozioni, ammissione di istanze di dipendenti segnalati dal consigliere forzista. Uno scontro che portava Iodice a dimettersi e accettare altro incarico a Benevento: una pressione indebita che, secondo gli inquirenti, determinerebbe il reato di concussione e la richiesta di una misura cautelare avanzata lo scorso 19 gennaio.
Indagato con Giovanni Zannini è l’alto papavero della sanità campana, il direttore generale regionale Antonio Postiglione, al centro di intercettazioni telefoniche che tirano in ballo addirittura l’ex presidente De Luca (in questo momento estraneo alle indagini). Conversazioni risalenti al 2023 tra il manager dell’Asl di Caserta, Amedeo Blasotti, unica figura istituzionale deputata a nominare Iodice, e il cugino Antonio Capasso, che il pubblico ministero procedente definisce “amico personale di De Luca”. Blasotti al telefono la spiega così a Capasso relativamente a Iodice: “Gli hanno detto ci sta questa cosa ed al Presidente farebbe piacere che tu vai là, e quindi gli hanno fatto capire te ne devi andare da Caserta, è semplice”, dove il “Presidente” sarebbe, appunto, De Luca. Un’altra conversazione Capasso-Blasotti afferma chiaramente: “No, no Antò il presidente è stato preciso, ha chiamato a Nino Postiglione e ha detto questo si deve spostare da là, punto”; ossia lo spostamento dev'essere dall’Asl di Caserta a quella di Benevento, mantenendo il ruolo di direttore sanitario.
L’ordine categorico di allontanamento viene così racchiuso nella relazione della Procura: “Dalla telefonata emergeva in modo chiaro che Blasotti fosse a conoscenza che l’'ordine' di allontanamento fosse venuto dal Presidente della Regione, Vincenzo De Luca e 'Nino' ovvero Postiglione Antonio, dirigente della Giunta Regionale della Campania, in quanto Direttore Generale della 'Tutela della Salute e Coordinamento del SSR', il quale non avrebbe mai potuto prendere un’iniziativa del genere senza il parere favorevole di De Luca”.
A seguito dell’interrogatorio cautelare di febbraio, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di S. M. Capua Vetere ha parzialmente accolto le richieste dei pubblici ministeri, disponendo, anziché l’arresto, il divieto di dimora in Campania e nelle regioni limitrofe. Stessa misura per i coindagati, gli imprenditori Luigi e Paolo Griffo, i dominus
dell’azienda di latticini Spinosa spa, per i quali, secondo l’accusa, si sarebbe adoperato per aiutarli a costruire un nuovo stabilimento caseario a Cancello Arnone. Nel motivare la misura, il Gip evidenzia per Zannini “la spregiudicatezza e la disinvoltura con cui il politico cerca di risolvere le problematiche burocratiche” in favore della Spinosa spa, al punto da essere “ampiamente a suo agio nell’implementare all’interno dell’amministrazione pratiche corruttive”.
Sulla vicenda la giunta Fico è silente, al pari dello stesso Zannini, senza chiederne le immediate dimissioni, atteso che rappresenta una vera e propria anomalia avere un consigliere che dovrebbe occuparsi della Campania ma che da una parte dovrà starci lontano e che i comportamenti, penalmente rilevanti evidenziati dalla Procura, non fanno certo il bene delle masse popolari casertane e campane.
18 marzo 2026