A nome della Cellula della Valdisieve del PMLI
Intervento di Chiavacci all'Assemblea di chiusura della campagna unitaria per il NO
Rufina (Firenze), giovedì 19 marzo
Per chi non mi conosce, sono Enrico Chiavacci, delegato CGIL, componente dell’Assemblea Generale Nazionale della FISAC CGIL ed RSA in BCC Pontassieve, ma in questa occasione vi porto il saluto della Cellula “F. Engels” della Valdisieve del PMLI e del Comitato provinciale di Firenze del Partito del quale sono Segretario.
Come accade sempre dal 1994 (allora avevamo l’Istanza a Rufina), abbiamo sempre partecipato attivamente, in un modo o nell’altro, con tutte le nostre forze alle battaglie referendarie, dall'Acqua pubblica a quelli dello scorso giugno con i 5 quesiti, 4 dei quali promossi dalla CGIL.
Stasera vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno collaborato in questa campagna, dalle ANPI agli altri partiti, ed in particolare la Camera del lavoro di Pontassieve, che è stato il perno organizzativo di questa battaglia.
Credo che tutti noi insieme abbiamo dato un importante contributo affinché tutti gli antifascisti, i progressisti ed i sinceri democratici della Valdisieve fra pochi giorni siano capaci di bocciare con un secco NO la legge Nordio. Noi ce l'abbiamo messa tutta per tagliare le gambe al tentativo, purtroppo sostenuto (va detto) anche da diversi parlamentari, politici e intellettuali della cosiddetta “sinistra” liberale e riformista, di modellare il sistema giustizia come già fu durante la dittatura mussoliniana e come fortemente voluto dal “piano di rinascita democratica” della P2 di Gelli e Berlusconi.
Personalmente invito - per chi non lo avesse ancora fatto - a leggere quello “schema R” sequestrato alla moglie di Gelli per capire quanto poco manca a livello istituzionale alla realizzazione di quel piano; in pratica il presidenzialismo e l’applicazione della controriforma Nordio costruita per sottomettere il potere giudiziario a quello esecutivo, in un contesto nel quale il parlamento è ridotto ormai a organo di semplice ratifica, mentre l'esecutivo va avanti e a colpi di fiducia ai decreti legge sui temi che tocca, inclusi quelli palesemente incostituzionali che neanche Mattarella blocca nonostante la facoltà che avrebbe.
In questo modo abbiamo visto sdoganati anche in tempi recenti i decreti “sicurezza” da dittatura fascista, e perfino quelli che stravolgono pesantemente a destra la stessa Carta costituzionale dei quali anche questa controriforma della giustizia fa parte e che - non ci sfugga - è già passata attraverso quattro votazioni senza che il parlamento abbia cambiato nemmeno una virgola al testo firmato da Nordio e Meloni.
Se dovessero vincere i Sì, Meloni - una vera e propria Mussolini moderna in vesti femminili - trasformerebbe il risultato in un plebiscito a suo favore, per spianarsi la strada non solo verso la sua riconferma a Palazzo Chigi con la legge elettorale fascista super maggioritaria già pronta, ma anche completando il già citato “piano di rinascita democratica” con l’ultimo ingrediente mancante che è proprio il premierato di stampo mussoliniano.
Per quanto ci riguarda, in questa campagna noi ci siamo rivolti in particolare alle astensioniste e agli astensionisti di sinistra, invitandoli ad andare ai seggi e votare NO. Se astenersi alle elezioni locali, regionali, politiche o Europee secondo noi (e probabilmente anche per l'oltre 50% degli italiani che non si sentono rappresentati e che evidentemente pensano che turarsi il naso non sia la soluzione) rimane una scelta legittima, è altrettanto giusto partecipare ai referendum abrogativi e costituzionali, perché si tratta di decidere sì o no a specifiche questioni che riguardano la vita quotidiana di tutti e non contengono deleghe programmatiche in bianco che a “sinistra” vengono spesso disattese, a partire dalle questioni fondamentali e per noi irrinunciabili come il diritto alla casa, al lavoro, alla sanità universale e gratuita e all'istruzione per tutti. Ciò a maggior ragione quando la posta politica in gioco come in questo caso è così alta.
In questa battaglia, l’impegno e il voto degli astensionisti sarà decisivo. Noi ce l’abbiamo messa tutta, qui ed in ogni altra città o comune dove siamo presenti e attivi. L’auspicio è che questa sorta di Fronte Unito in Valdisieve sia oggi vittorioso e possa essere rilanciato anche sui tanti altri temi che ci trovano d’accordo, su tutti l’antifascismo, che credo sia un valore trasversale a tutti coloro che sono qui presenti, ma anche nella stragrande maggioranza dei giovani o meno giovani che incrociamo per le nostre strade, nonostante le recenti scritte apparse a Rufina che devono far riflettere.
Tornando al tema referendario, noi ci auguriamo che se questa vittoria arriverà, essa dia uno stimolo ai partiti più grandi, ai sindacati (in particolare al mio), ed alle masse popolari antifasciste in generale affinché scendano in piazza e diano la spallata decisiva al governo per cacciare Meloni ed i suoi gerarchi immediatamente, prima che facciano altri danni irreparabili.
Anche perché questa è l’unica alternativa, dal momento in cui il governo non si dimetterà di certo da solo se prevarrà il NO, essendo blindato al potere da una maggioranza parlamentare decisiva e senza appello ma che rappresenta soltanto poco più di un quarto degli aventi diritto al voto, frutto fra l’altro di una legge elettorale promulgata da un governo del cosiddetto “centro-sinistra”.
In questo quadro, aspettare le elezioni del 2027 per consegnare alla storia il governo più a destra degli 80 anni di Repubblica rappresenterebbe a mio modesto parere un vero e proprio crimine politico. Dopo averli cacciati da Palazzo Chigi, ognuno di noi si rimetterà sulla propria strada; chi inseguirà il suo sogno elettorale, chi continuerà nella sua attività sindacale, magari assieme a quella antifascista, e chi come noi lavorerà ogni giorno in queste ultime due, cercando anche di dare ai lavoratori, alle lavoratrici, alle studentesse e agli studenti, una prospettiva anticapitalista per costruire quando ce ne saranno le condizioni, una nuova società socialista.
Grazie ancora della collaborazione e buon finale di campagna a tutte ed a tutti.
18 marzo 2026