Affollato dibattito a Ischia promosso dal Comitato del No di cui fa parte il PMLI
L’avv. Buono: questa riforma non serve. Urge invece abolire il codice fascista Rocco
Dal corrispondente della Cellula “Il Sol dell'Avvenir” di isola d'Ischia
Sabato 14 marzo affollata manifestazione promossa dal Comitato per il NO di cui fa parte anche la Cellula isolana “Il Sol dell’Avvenir” del PMLI, presso il Bar del Sole ad Ischia, dove è prevalso l’entusiasmo non solo degli organizzatori ma anche dei numerosi partecipanti che stanno percependo la vittoria di una battaglia per non stravolgere ulteriormente la Costituzione e la democrazia.
Un interessante incontro moderato dal Direttore scolastico dell’istituto Alberghiero Mario Sironi, cui hanno partecipato gli avvocati Mauro Buono, Mariangela Calise e Luigi Telese.
Nella sua introduzione, il prof. Sironi ha ricordato che il governo ha già messo mano alla riforma della Costituzione attraverso la modifica di ben 7 articoli e a colpi di maggioranza che stanno ridimensionando il potere legislativo e riducendo il parlamento ad un semplice organo passacarte.
Il primo intervento della serata, è stato quello dell’avv. Mauro Buono, cassazionista e docente all’Università di S.M. Capua Vetere. Un intervento incisivo ed applaudito. Per lui il testo della riforma e del quesito è estremamente tecnico e incomprensibile, tipico di un governo fascista. E c’era da aspettarselo da questo governo neofascista. Questo è solo il primo passo compiuto da Mussolini in gonnella, il prossimo sarà il premierato. Ma non dimentichiamo che personaggi come il capo di gabinetto del ministro Nordio, ritengono che la magistratura sia un “plotone d’esecuzione” e sarebbe sufficiente già un’assurda affermazione come questa per spingere l’opposizione a chiedere le dimissioni della signora Bartolozzi. Ma conosciamo bene anche la forza di questa opposizione che non va oltre certe affermazioni e posizioni verbali. Secondo la Bartolozzi bisognerebbe proprio “eliminarla” la magistratura, che in fondo, sarebbe una riforma come quella voluta da Totò Riina. Affermazione allucinante come quella dello stesso ministro Nordio che invita l’opposizione a votare Sì perché in futuro anche altri governi potrebbero aver bisogno di una riforma del genere. Insomma, gli interventi di certi personaggi aiutano a far crescere le forze del NO.
Altrettanto incisiva l’avv. Calise. La vittoria del Si, ha detto, ci libererebbe da pericoli come i liberi stupratori, gli omicidi di Garlasco, le famiglie del bosco. Ma non è la sola assurdità diffusa da chi propaganda il Sì. Quelli che votano Si vogliono che il magistrato paghi ma dimentica che esiste già una legge che impone al magistrato di rispondere delle sue responsabilità. Il cittadino colpito da una cattiva sentenza può richiedere il risarcimento dei danni e non dimentichiamo che l’Italia è il paese in cui si registra il maggior numero di casi di magistrati condannati a pagare. Giustamente l’avv. Calise ha ricordato che bisogna attendere i decreti attuativi per mettere in atto la riforma e che attualmente stiamo facendo solo un salto nel buio.
Ancora una volta la parola è passata all’avv. Telese, che già l’altra sera ha partecipato ad un dibattito televisivo, insieme al Segretario della Cellula di Ischia del PMLI compagno Gianni Vuoso, che li ha visti impegnati con furore a contrastare l’avv. Severino Nappi, leghista sostenitore del Sì.
Telese ha subito affermato che non è una battaglia facile e che la destra ha promosso il referendum sostenendo che si tratta di poca cosa, di una scelta poco significativa, tanto per far passare l’attacco alla democrazia come roba da niente. Noi dobbiamo invece sostenere con forza, ha sottolineato l’ex sindaco di Ischia, che la Costituzione non si tocca, che essa traccia la rotta del nostro Paese, che è nata dalla Resistenza. La Costituzione è come un orologio che si blocca se si mette mano al suo ingranaggio. E voler cambiare anche solo 7 articoli della nostra carta costituzionale significa manomettere l’ingranaggio.
L’avv. Buono ha poi aggiunto che non c’è bisogno di una riforma del genere, sarebbe invece più urgente mettere mano a un Codice penale che è ancora il ben noto Codice Rocco di origine fascista.
Dopo uno scambio di opinioni con il pubblico, il moderatore Sironi ha tirato le conclusioni invitando a leggere un libro di Piero Calamandrei “Elogio dei giudici” dove spicca la famosa affermazione secondo cui “l’avvocato deve sapere in modo così discreto suggerire al giudice gli argomenti per dargli ragione da lasciarlo nella convinzione di averli trovati da sè”. Ma forse quello di Calamandrei era un modo diverso, più intelligente ed umano di vedere la gestione della giustizia, che una visione fascista certamente non concepisce.
Subito dopo i compagni della Cellula ischitana hanno proseguito col volantinaggio del materiale prodotto dal Partito.
18 marzo 2026