Tre citazioni di Stalin su: Le elezioni nei paesi capitalisti; Imparare dalle masse; Assimilare il marxismo

Le elezioni nei Paesi capitalisti
Le elezioni universali esistono e si tengono anche in alcuni Paesi, i cosiddetti Paesi democratici. Ma in quale contesto si tengono? In un contesto di conflitti di classe, di pressione sugli elettori da parte dei capitalisti, dei proprietari terrieri, dei banchieri e degli altri squali del capitalismo. Elezioni così, anche se sono universali, eguali, segrete e dirette, non possono dirsi veramente libere e democratiche...
Ora, compagni, vorrei darvi un consiglio, il consiglio di un candidato ai suoi elettori. Se prendete i Paesi capitalisti, troverete che esistono rapporti curiosi, direi alquanto strani, fra deputati ed elettori. Finché le elezioni sono in corso i deputati civettano con gli elettori, li adulano, giurano loro fedeltà e fanno tante promesse di ogni tipo. Sembra che i deputati siano completamente dipendenti dai loro elettori. Ma non appena sono terminate e i candidati diventano deputati, i rapporti subiscono un cambiamento radicale. I deputati, anziché dipendere dai loro elettori, ne diventano completamente indipendenti. Per quattro o cinque anni, vale a dire fino alle successive elezioni, il deputato si sente libero, indipendente dal popolo e dai suoi elettori. Può passare da un campo all'altro, può passare dalla strada giusta alla strada sbagliata, può persino rimanere invischiato in macchinazioni di carattere tutt'altro che desiderabile, può fare tutti i salti mortali che vuole: è indipendente.
Rapporti così si possono considerare normali? Assolutamente no, compagni. Questa circostanza è stata presa in considerazione dalla nostra Costituzione e vi è una legge grazie alla quale gli elettori hanno il diritto di revocare i deputati prima della scadenza del loro incarico, se questi cominciano a giocare degli scherzi, a sbagliare strada, o se dimenticano che dipendono dal popolo, dai loro elettori.
Questa è una legge meravigliosa, compagni. Un deputato deve sapere che è il servitore del popolo, il suo emissario presso il Soviet supremo, e deve seguire la linea tracciata nel mandato conferitogli dal popolo. Se cambia strada, gli elettori hanno il diritto di chiedere nuove elezioni e, quanto al deputato che ha sbagliato strada, hanno il diritto di votare contro di lui.
È una legge meravigliosa. Il mio consiglio, il consiglio di un candidato ai suoi elettori, è di ricordarsi di questo diritto degli elettori, il diritto di revocare i deputati prima della scadenza del loro mandato, di tenere d'occhio i propri deputati, di controllarli e, se dovesse venir loro in mente di deviare dalla retta via, di sbarazzarsene e chiedere nuove elezioni. Il governo è obbligato a indire nuove elezioni. Il mio consiglio è di ricordare questa legge e di ricorrervi qualora si rendesse necessario.
(Stalin, “Discorso all'Assemblea degli elettori del distretto Stalin di Mosca”, 11 dicembre 1937, Opere, vol.14, pagg. 336, 337, 338 – Edizioni Pigreco/Rapporti sociali)

Imparare dalle masse
Che cosa significa la tesi di Lenin “non limitarsi a insegnare alle masse, ma imparare dalle masse?”. Lenin ci obbligava a non fingere di essere persone che posseggono tutto lo scibile umano. Probabilmente, noi dirigenti, vediamo le cose da un'altra prospettiva, mentre i diretti vedono le stesse cose da una prospettiva diversa.
Ciò che noi vediamo, i membri di base del partito potrebbero non vederlo, ma ciò che vedono loro, il più delle volte, non lo vediamo noi. E per poter conoscere le cose per come sono - questo significa essere capaci di vederle da tutti i punti di vista - è necessario combinare l'esperienza dei dirigenti, che hanno una visione dall'alto, con l'esperienza dei membri di base del partito, che hanno una visione dal basso e che imparano dalla vita di tutti i giorni.
La combinazione di queste due esperienze fornisce una conoscenza reale e completa delle cose, delle questioni e dei fatti. Questo significa non limitarsi a insegnare alle masse, ma imparare dalle masse. Alcuni compagni pensano che un commissario del popolo, poiché è tale, allora sa tutto; pensano che il ruolo stesso fornisca una conoscenza molto ampia, quasi esaustiva. Oppure pensano: “se sono un membro del Comitato centrale non è un caso e ciò vuol dire che so tutto”. Non è vero. I vecchi devono studiare fino alla morte, figuriamoci i giovani.
Dirigenti e diretti devono insegnare l'uno all'altro perché l'apprendimento sia completo, al cento per cento.
Cosa significa non limitarsi a insegnare alle masse ma imparare dalle masse? Significa non indebolire o spezzare, nemmeno per un minuto, il legame con le masse, con le masse del partito, con le masse lavoratrici, con le masse contadine, con il popolo in generale; non indebolire o spezzare questo legame nemmeno per un minuto.
Significa ascoltare la voce delle masse o, come si dice, la voce della base, la voce della gente semplice; imparare ad ascoltare la voce delle persone comuni, che non hanno ranghi, né incarichi, ma che stanno al mondo per una ragione e che hanno una ricca esperienza...
Penso che i nostri dirigenti bolscevichi siano come Anteo, dovrebbero essere come Anteo. La loro forza, come per Anteo, sta nel non recidere, indebolire, il legame con la madre che li ha partoriti e nutriti: con le masse, con il popolo, con la classe operaia, con i contadini, con la gente comune. Tutti i bolscevichi sono figli del popolo e saranno invincibili solo se non permetteranno a nessuno di staccarli dalla terra e di guadagnare così, toccando la madre terra - le masse - nuove forze.
Solo i bolscevichi che hanno compreso che è necessario non limitarsi a insegnare alle masse, ma imparare dalle masse, solo i bolscevichi che hanno compreso che in nessun caso, neppure per un minuto, dobbiamo separarci dalla madre - il popolo, la classe operaia, le masse - che ci ha generato e nutrito, solo questi bolscevichi possono essere invincibili, e sono nella misura in cui attuano questo insegnamento, questo principio leninista. Altrimenti, c'è separazione dalle masse, rigido burocratismo, rovina; senza un tale legame con la nostra madre - con le masse, con la classe operaia da cui abbiamo avuto origine e da cui traiamo stimolo - senza questo indissolubile legame, abbiamo il rigido burocratismo, la rovina.
Ecco cosa significa il principio di Lenin “non limitarsi a insegnare alle masse, ma imparare dalle masse”.
(Stalin, “Discorso di chiusura dell'Assemblea plenaria del Comitato centrale del PC(b) dell'URSS”, 5 marzo 1937, Opere, vol. 14, pagg. 290, 291 e 293 – Edizioni Pigreco/Rapporti sociali)
 

Assimilare il marxismo
Quanti sono i segretari dei comitati regionali e territoriali che hanno assimilato il marxismo? Ci vogliono decenni per farlo. Lenin come assimilò il marxismo? Come ha letto le opere di Marx? Non si limitava a leggerle, ma le elaborava. Prendeva appunti, li rivedeva una, due, tre volte; diresse il movimento.
(Stalin, “Discorso di chiusura dell'Assemblea plenaria del Comitato centrale del PC(b) dell'URSS”, 5 marzo 1937, Opere, vol. 14, pag 296 – edizioni Pigreco/Rapporti sociali)

 

18 marzo 2026