Consiglio europeo di Bruxelles
L’Unione Europea condanna l’Iran aggredito anziché gli aggressori imperialisti e sionisti
Chiesto il disarmo di Hamas e Hezbollah. Ribadito il potenziamento della difesa europea atta alla guerra imperialista
 
Riunitisi a Bruxelles il 19 e 20 marzo i governanti dei 27 paesi dell’Unione europea dovevano dare vita ad un summit di definitivo rilancio della competitività della superpotenza europea, definendo le linee guida per riguadagnare una leadership economica nel mondo. E invece l’UE si è trovata costretta ad analizzare l’emergenza in Medio Oriente con la guerra all’Iran in cima alla lista. Nelle conclusioni si legge che “Il Consiglio europeo condanna fermamente gli attacchi militari indiscriminati dell'Iran contro i paesi della regione ed esprime solidarietà ai paesi colpiti. Invita l'Iran e i suoi emissari a porre immediatamente fine a tali attacchi e a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dei paesi della regione”. Nemmeno una parola sull’illegalità dell’aggressione armata di USA e Israele alla Repubblica islamica. Anzi i 27 rincarano la dose ricordando “la necessità di salvaguardare lo spazio aereo regionale e di garantire la sicurezza marittima e il rispetto della libertà di navigazione, e condanna qualsiasi atto che minacci la navigazione o impedisca alle navi di entrare e uscire dallo stretto di Hormuz”. A tal fine “Il Consiglio europeo sottolinea il ruolo delle operazioni di difesa marittima dell'UE EUNAVFOR ASPIDES ed EUNAVFOR ATALANTA e chiede il loro potenziamento con mezzi supplementari, in linea con i loro rispettivi mandati”.
L’UE si è detta altresì “pronta a mobilitare pienamente i suoi strumenti diplomatici, giuridici, operativi e finanziari per prevenire movimenti migratori incontrollati verso l'UE e preservare la sicurezza in Europa. La sicurezza e il controllo delle frontiere esterne dell'Unione europea continueranno a essere rafforzati”.
L’imperialismo europeo si è detto pronto anche a “impedire all'Iran di dotarsi dell'arma nucleare e per porre fine alle sue attività destabilizzanti, compreso il suo programma nel settore dei missili balistici… Il Consiglio europeo ribadisce che all'Iran non deve mai essere consentito di dotarsi dell'arma nucleare e che tale paese deve rispettare gli obblighi giuridicamente vincolanti in materia di salvaguardie nucleari che gli incombono in virtù del trattato contro la proliferazione delle armi nucleari”, cosa tranquillamente abbonata ai criminali di guerra USA e Israele.
Altra bordata imperialista del Consiglio europeo sulla situazione a Gaza e Cisgiordania. Sempre nelle conclusioni l’UE “chiede il disarmo permanente di Hamas e di altri gruppi armati non statali”, insieme, bontà sua, al “totale ritiro delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza e il dispiegamento della forza internazionale di stabilizzazione temporanea, come indicato nel piano globale per porre fine al conflitto a Gaza”. Sul Libano “Il Consiglio europeo condanna fermamente la decisione di Hezbollah di attaccare Israele per sostenere l'Iran e lo esorta a fermarsi immediatamente. Accoglie con favore la decisione delle autorità libanesi di vietare le attività militari di Hezbollah. L'Unione europea sostiene gli sforzi delle autorità volti a rafforzare le forze armate libanesi al fine di assumere il controllo dell'intero territorio libanese”.
In questa situazione l’UE ha ribadito “la sua determinazione a potenziare in modo decisivo la prontezza dell'Europa alla difesa entro il 2030, a ridurre le dipendenze strategiche e ad affrontare le carenze in termini di capacità critiche, con un approccio a 360 gradi”. A tal proposito, calzando l’elmetto in preparazione della guerra imperialista, il Consiglio europeo “chiede di accelerare gli sforzi per conseguire rapidamente la prontezza alla difesa”, sottolineando “l'importanza di intensificare i lavori sui settori prioritari in materia di capacità individuati a livello dell'UE, in piena coerenza con la NATO. Accoglie con favore i progressi già compiuti, con tutte le coalizioni di capacità costituite e operative, e rileva che gli Stati membri stanno già lavorando allo sviluppo congiunto e agli appalti per quanto riguarda i sistemi drone e antidrone. Il Consiglio europeo riconosce i progressi che continuano a essere realizzati nell'attuazione delle iniziative volte a proteggere il fianco orientale dell'Europa. Sottolinea inoltre l'importanza di capacità in materia di allerta precoce, di difesa aerea e di attacco in profondità di precisione, come anche di risorse e servizi spaziali aventi scopi di sicurezza e di difesa”.
Sull’Ucraina il Consiglio europeo ha adottato le conclusioni a 25 su 27 Paesi. Il testo, che include riferimenti all'esborso del prestito UE da 90 miliardi di euro e all'approvazione del ventesimo pacchetto di sanzioni sulla Russia, non è stato sostenuto dall'Ungheria e per la prima volta, dalla Slovacchia. I premier Viktor Orban e Robert Fico si sono rifiutati di dare il loro assenso alle misure di sostegno UE a Kiev finché quest'ultima non renderà nuovamente operativo l'oleodotto Druzhba, che trasporta petrolio russo verso Ungheria e Slovacchia, le quali godono di un'esenzione dal divieto UE di importazione di greggio russo, attraverso l'Ucraina. “È stata una discussione dura, ma abbiamo mantenuto la nostra posizione. Abbiamo il diritto di dire no al prestito per la guerra in Ucraina. Finché Zelensky non revoca il blocco del petrolio, non riceveranno alcun denaro da Bruxelles. Nessun petrolio, nessun denaro" ha ribadito il premier fascista ungherese Viktor Orban. In realtà l’oleodotto Druzhba è stato colpito e messo fuori uso dai droni russi e per questo privo della pressione necessaria per garantire i normali flussi. Zelensky si è impegnato a "ripristinare completamente il flusso di petrolio il prima possibile e a rispettare pienamente il ruolo dell'Ucraina come partner energetico affidabile dell'UE". La riparazione dell'oleodotto dipende "esclusivamente dalla capacità dell'Ucraina di ripararlo e dalla volontà della Russia di non distruggerlo nuovamente", sottolineano all'Europa building.

25 marzo 2026