Incoraggianti notizie dal fronte confermano le difficoltà dei nazizaristi russi
La resistenza ucraina sventa attacchi russi e contrattacca
Per la prima volta l’Ucraina ha liberato più territorio di quanto ne abbia perso. Zelensky: “la guerra della Russia contro l’Ucraina continua ed è ancora più feroce di prima. Ecco perché la pressione sull’aggressore è la chiave per la pace, la vera diplomazia e i veri accordi”
Le notizie giunte dal fronte ucraino testimoniano che l’aggressione nazizarista russa non prosegue affatto spedita e che l’esercito aggressore di Mosca si trova tuttora in difficoltà nel tentativo di fiaccare l’eroica Resistenza di Kiev. Il 21 marzo si è appreso che il Terzo corpo d'armata ucraino ha sventato un tentativo di offensiva meccanizzata su larga scala da parte dell'esercito russo nel Donetsk. I russi hanno lanciato un attacco simultaneamente in sette direzioni schierando oltre 500 fanti, 28 unità di veicoli blindati e più di 100 unità di motociclette, buggy e quad. È quanto riportato da Ukrinform, che cita un post su Facebook del Terzo corpo d'armata. "Il 19 marzo - si legge nel rapporto dei militari ucraini - il nemico ha tentato il più grande sfondamento nella direzione Lymansko-Boriv. I russi hanno impiegato le forze della Prima armata corazzata e della Ventesima armata combinata della Federazione Russa, ma il nemico ha iniziato a subire perdite prima di raggiungere la zona di confine". In quattro ore, però, si legge ancora, le unità di Kiev "hanno trasformato la rapida avanzata dei russi in un fallimento su vasta scala". A quanto riportano, i russi avrebbero perso 84 veicoli motorizzati, 11 veicoli da combattimento per la fanteria e veicoli trasporto truppe blindati e 3 carri armati. Un sistema missilistico anticarro Sunset e 5 cannoni sono stati colpiti. Oltre 160 droni nemici sono stati distrutti. "Per un mese e mezzo abbiamo osservato segnali di preparativi per un'offensiva. I russi stavano intensificando gli attacchi contro i nostri valichi attraverso l'Oskil, cercando di tagliare la logistica. Hanno iniziato a costruire i propri ponti e a minare le vie di comunicazione: questo indicava chiaramente i preparativi per un'offensiva meccanizzata su larga scala". "Ci stavamo preparando: sono state effettuate esercitazioni difensive in diverse direzioni, ogni brigata aveva il proprio piano per respingere l'attacco. Il corpo d'armata ha coordinato queste azioni e, di conseguenza, gli attacchi sono stati sventati da tutte le direzioni", ha dichiarato il generale di brigata ucraino Andriy Biletsky. Stando agli ucraini, 405 soldati russi sono stati eliminati. "L'esercito russo non è riuscito a conquistare alcun insediamento o posizione. Continua la distruzione dei resti delle forze che sono riuscite a sopravvivere nella zona di fuoco".
Il 16 marzo era stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ad affermare in una intervista alla Cnn che le Forze di Difesa avevano sventato un'offensiva russa su larga scala, che Mosca intendeva proseguire in primavera. Di fatto l'Ucraina è sopravvissuta all'inverno più rigido mai affrontato durante la guerra su vasta scala, ma ora deve affrontare la primavera. Lungo tutta la linea del fronte, con l'arrivo del caldo, il terreno si indurisce e la vegetazione primaverile ricopre nuovamente le zone boschive e le foreste dell'Ucraina orientale, migliorando così le condizioni per lanciare operazioni d'assalto da parte di Mosca. Nella campagna primaverile del 2026 — la quinta della guerra su vasta scala — non ci sono ormai più molte illusioni, né in Ucraina né sulla scena internazionale, che i “negoziati di pace” con la Russia mediati dagli Stati Uniti di Trump siano una vera via per porre fine ai combattimenti. Ormai è chiaro che l’esito di questa guerra si deciderà sul campo di battaglia.
Per la prima volta dal recente passato l’Ucraina ha liberato più territorio di quanto ne abbia perso a causa dell’occupazione russa nel mese di febbraio, grazie a una serie di operazioni di contrattacco sul fronte meridionale. Nel frattempo, però, le forze russe stanno avanzando a loro volta, anche in alcune parti critiche della linea del fronte, sostenute dalla manna di denaro proveniente dal petrolio grazie alla guerra d’aggressione USA-Israele all’Iran. Nel mese di febbraio, le forze ucraine hanno effettivamente condotto operazioni di contrattacco su un ampio settore della linea del fronte meridionale, in particolare dove l’estremità orientale dell’oblast’ di Zaporizhzhia incontra la vicina oblast’ di Dnipropetrovsk, in cui le forze russe erano entrate per la prima volta alla fine dell’estate. Questa zona — dominata da vaste distese di steppa aperta, attraversata da piccoli fiumi, ma priva di insediamenti di rilievo — ha visto rapide avanzate russe durante lo scorso autunno e inverno, mentre Mosca spingeva contro una parte delle linee ucraine difese in gran parte da brigate di difesa territoriale molto più deboli. In risposta, per arginare l’emorragia di territorio, Kiev ha inviato unità delle sue Forze d’Assalto: grandi unità specializzate in operazioni offensive che sono sotto il comando diretto del Comandante in Capo dell’Ucraina, Oleksandr Syrskyi, e che ricevono il maggior afflusso di uomini mobilitati. Per la maggior parte, questi reggimenti d'assalto sono riusciti a stabilizzare le linee ucraine, ma in alcune aree, come il villaggio di Ternuvate nell'oblast di Zaporizhzhia, le forze russe sono comunque riuscite a infiltrarsi dietro le linee ucraine, a trincerarsi e, così facendo, ad estendere la già ampia zona grigia contesa.
Il mese scorso, supportati da unità di droni separate e approfittando dell’opportunità offerta dall’interruzione di Starlink per le forze russe, i reggimenti d’assalto ucraini sono passati all’attacco nel tentativo non solo di eliminare le posizioni nemiche più avanzate, ma anche di ridurre la zona grigia e stabilizzare adeguatamente la linea del fronte. A unirsi a loro da nord c'erano le brigate delle forze di assalto aereo, tra cui la 95ª Brigata di assalto aereo, unità d'élite che era stata vista l'ultima volta combattere nelle zone di confine tra l'oblast di Sumy e la regione russa di Kursk. Notizie che probabilmente non sono piaciute al dittatore fascioimperialista Trump e al suo entourage che da tempo vogliono far credere che Kiev sia su una traiettoria perdente, che il tempo giocherà solo a favore della Russia e che l'Ucraina dovrebbe fare concessioni importanti ora per evitare un accordo ancora peggiore in seguito.
E’ un dato di fatto che trapeli molto nervosismo dal Cremlino. Il 17 marzo il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, durante un briefing ha affermato che le forze armate russe continuano la loro “operazione militare speciale” e stanno raggiungendo i loro obiettivi, oltre a proteggere le regioni russe. Il “regime di Kiev”, ha aggiunto il braccio destro del nuovo zar del Cremlino e criminale di guerra Putin, con i suoi attacchi alle regioni russe, non fa altro che proseguire la sua "vana resistenza" anzichè "incamminarsi verso un processo di pace". "I russi non si stanno preparando alla pace – ha ribadito invece Zelensky -. Dobbiamo garantire una protezione completa, ed è esattamente ciò che stiamo facendo. Nel frattempo, non stiamo rimandando i negoziati; nessuno è deluso dalla diplomazia. Non si tratta di una questione di emozioni, come alcuni potrebbero dire. Si tratta di ciò che i nostri partner sono pronti a fare… La Russia opera in modo molto semplice: se ha paura, è disposta a seguire la linea. Se la pressione sulla Russia si indebolisce, la Russia pensa di aver fatto centro e di poter continuare la guerra", ha spiegato il presidente ucraino. "Ecco perché la pressione sull'aggressore è la chiave per la pace, la vera diplomazia e i veri accordi", ha proseguito. "Oggi ho dato nuove istruzioni a Rustem Umerov. È in costante contatto con la controparte americana, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Questa settimana lavoreremo anche con i nostri partner in Europa affinché l'Ucraina abbia maggiori capacità di difesa e i nostri partner siano più disposti a sostenerci", ha concluso Zelensky.
Il 20 marzo l'Ucraina ha rivendicato l'attacco a una raffineria di petrolio a Saratov, in Russia, che rifornisce di carburante l'esercito aggressore. Secondo Kiev, la raffineria di Saratov è una delle più antiche della Russia e nel 2023 il suo volume di lavorazione ha raggiunto i 4,8 milioni di tonnellate. Per il comando delle Forze armate ucraine, un'unità di lavorazione secondaria del petrolio e un serbatoio di stoccaggio verticale sono stati danneggiati nell'attacco. La notizia giunge dopo che la Russia ha affermato di aver abbattuto 283 droni ad ala fissa ucraini in 15 regioni russe durante la stessa notte, dieci volte di più rispetto alla notte precedente, e dopo che l'agenzia di stampa ufficiale Tass ha riferito che due civili nella regione di Saratov sono stati ricoverati in ospedale per le ferite riportate in un attacco ucraino. Sempre il 20 marzo sei persone sono rimaste uccise e 27 ferite nei soliti criminali attacchi russi contro obiettivi civili nelle regioni di Donetsk, Kharkiv e Kherson. Due giorni prima lo stesso Zelensky, in conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo Pedro Sanchez al Palazzo della Moncloa a Madrid, aveva ribadito che "La guerra della Russia contro l'Ucraina continua ed è ancora più feroce di prima. Almeno cinque o sei volte al mese i russi sferrano attacchi massicci contro le nostre infrastrutture. Droni e missili arrivano ogni giorno. Colpiscono il settore energetico e le città ucraine. La Russia si permette di utilizzare più missili balistici rispetto al passato. Si tratta di decine di missili balistici al mese, oltre a un numero significativo di missili da crociera e droni ancora più distruttivi. Pertanto, il rafforzamento della difesa aerea ucraina è una necessità", ha rimarcato il leader della Resistenza di Kiev.

25 marzo 2026