In Umbria vince il NO con il 51,7%
Festeggiamenti in piazza
Dalla corrispondente del PMLI per l'Umbria
Festeggiamenti in piazza a Perugia e Terni i due capoluoghi di provincia dell'Umbria, per la vittoria del NO al referendum sulla giustizia.
Anche dalla regione verde del centro Italia è arrivata una sonora batosta per le politiche neofasciste, guerrafondaie e retrograde del governo di Mussolini in gonnella Meloni.
L'Umbria è la terza regione d'Italia per il dato affluenza con il 65,1%, registrando rispettivamente il 51,7% (219.751 voti) per il NO e il 48,3% (203.479 voti) per il Sì.
A Perugia i sostenitori del NO si sono ritrovati nella centrale Piazza IV Novembre davanti al palazzo comunale dei Priori cantando “Bella ciao”. A Terni ritrovo in Piazza Tacito per un corteo di vittoria fino a piazza della Repubblica con cori anche contro il sindaco neopodestà Stefano Bandecchi ovviamente schierato per il Sì.
Per la vittoria del NO un grande contributo è stato dato dai giovani e giovanissimi con una percentuale di affluenza del 60% e dagli astensionisti di sinistra che hanno voluto impartire una dura lezione a Mussolini in gonnella e difendere i diritti delle masse e le residue libertà borghesi. In molte città umbre come Terni, amministrata dal “centro-destra”, la vittoria del NO è il segno evidente che, come ben analizzato nell'Editoriale pubblicato da Il Bolscevico,
l'astensionismo viene utilizzato durante le elezioni politiche, regionali e comunali come arma consapevole di dissenso verso la politica delle istituzioni borghesi.
Nel dettaglio la provincia di Perugia registra un'affluenza del 65,4% con il NO al 51,7% mentre nella provincia di Terni affluenza al 64% con il NO al 51,5%. Nei due capoluoghi la votazione è stata: Perugia affluenza al 67,5% con il NO al 55,3%, a Terni affluenza al 64,0% con il NO al 51,5%.
Adesso si tratta di buttare giù Mussolini in gonnella con la lotta di piazza non facendo ingabbiare la protesta nella trappola riformista dell'opposizione parlamentare che si sta già fregando le mani per andare al governo con le prossime delle elezioni politiche.
1 aprile 2026