49° Anniversario della fondazione del PMLI
Appello alle ragazze e ai ragazzi che lottano per cambiare l'Italia
di Giovanni Scuderi*
Nel 49° compleanno del PMLI, fondato il 9 Aprile 1977 da 52 delegate e delegati, in maggioranza giovani, alcuni appena maggiorenni, ci piace rivolgerci a voi, ragazze e ragazzi che lottate per cambiare l'Italia, invitandovi ad aprire un dialogo col PMLI.
Nel compleanno dell'anno scorso ci siamo rivolti alle operaie e agli operai, le due componenti del proletariato, la classe su cui pesa principalmente il compito di cambiare l'Italia a sua immagine e somiglianza.
Voi potete svolgere un ruolo fondamentale per realizzare questa opera grandiosa, da cui dipende anche il vostro avvenire. La vostra combattività è in grado di imprimere un forte impulso alla lotta per il cambiamento sociale e di far girare più velocemente la ruota della storia. Le vostre lotte preannunciano la tempesta.
Noi abbiamo una grande fiducia in voi. Non a caso il Comitato centrale del PMLI, nel suo documento strategico del 17 febbraio 2021, lanciando l'appello alle forze anticapitaliste affinché si uniscano per “elaborare assieme un progetto per una nuova società, si è rivolto anche a voi: “alle ragazze e ai ragazzi di sinistra del movimento studentesco e in ogni altro movimento, compresi quello ecologista e del clima”.
È una gioia per gli occhi e per il cuore di noi marxisti-leninisti vedervi combattere con tanto ardore e determinazione nelle piazze, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle università contro il governo Meloni, Mussolini in gonnella, il genocidio del popolo palestinese, lo Stato nazisionista di Israele, l'aggressione dei criminali di guerra Trump e Nethanyhau contro l'Iran, il fascismo, il razzismo, l'omofobia, i decreti fascisti sicurezza, le ingiustizie sociali, le idee retrograde e oscurantiste, il cambiamento climatico, il caro vita e bollette, la scuola mussoliniana di Meloni e Valditara, la violenza di genere, il disegno di legge antifemminile di Bongiorno e così via. Senza temere la persecuzione, la repressione ed anche la morte per tenere fede ai vostri ideali sociali.
Ammiriamo il vostro coraggio, in particolare delle ragazze, con il quale affrontate le provocatorie cariche delle “forze dell'ordine”. Vi siamo profondamente grati per il vostro voto che, unitamente a quello delle astensioniste e degli astensionisti di sinistra, è stato decisivo per affossare la controriforma piduista e fascista della giustizia.
Giustamente voi volete “cambiare tutto”, ma non vi siete ancora posti la questione di cosa occorre fare per “cambiare tutto” e instaurare una nuova Italia. Una questione fondamentale e imprescindibile che invece le ragazze e i ragazzi dei grandi movimenti storici del Sessantotto e del Settantasette si erano posti di fronte all'autosmascheramento del PCI revisionista e sotto l'influenza del pensiero di Mao e della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria in Cina. Essi avevano capito che non c'era altra strada che abbattere il capitalismo e instaurare il socialismo per via rivoluzionaria, abbandonando ogni illusione elettorale, governativa e costituzionale. Anche se poi sono stati spinti fuori strada dai falsi comunisti attraverso il terrorismo di Renato Curcio e il riformismo di sinistra di Nicola Fratoianni e simili.
Purtuttavia la questione si ripropone ancora una volta: quale società ci vuole per cambiare l'Italia? Il capitalismo o il socialismo? Naturalmente per socialismo si intende quello indicato da Marx ed Engels e realizzato da Lenin, Stalin e Mao, non certo “il socialismo con le caratteristiche cinesi” del revisionista e socialfascista Xi Jiping, il “socialismo del XXI secolo” del socialdemocratico Chavez e quello fasullo e puramente nominale di Potere al popolo e altri.
La storia mondiale e i fatti attuali, anche del nostro Paese, dimostrano che se non si abbatte il capitalismo e non si distrugge interamente e radicalmente il suo ordinamento economico, statale, istituzionale, giuridico, culturale e morale non è possibile abolire lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, le classi, la proprietà privata, le disuguaglianze sociali, di genere e territoriali, la disoccupazione, la povertà, la discriminazione e la subalternità delle donne, i femminicidi, la violenza di genere, l'emarginazione sociale dei giovani, degli anziani e dei più deboli, l'omofobia, la lotta all'immigrazione, la corruzione, il malcostume, la droga, la mafia e la massoneria, nonché l'imperialismo, le guerre imperialiste di aggressione e di dominio, il colonialismo, il fascismo e il razzismo.
In più il capitalismo nega a voi giovani il diritto di vivere con gioia la vostra gioventù, il diritto alla studio, il diritto al lavoro, il diritto al futuro.
E una volta raso al suolo il capitalismo quale società dovrà prendere il suo posto? Non c'è altro che la società socialista, perché fin qui nessuno è stato capace di creare una società diversa da quella capitalista. D'altra parte il socialismo è l'unico sistema che permette al proletariato di assumere il potere politico e che crea le condizioni necessarie per l'autogoverno del popolo e l'estinzione dei partiti e dello Stato.
Per cambiare l'Italia non si può quindi fare a meno di studiare il socialismo e lottare per realizzarlo.
Nel nostro Paese ci sono diversi partiti, gruppi, associazioni e movimenti, per esempio i No Kings, che dicono di volere una “nuova società”, ma non specificano quale carattere debba avere e quale classe debba dirigerla. Alcuni di essi si professano comunisti e si dichiarano a favore del socialismo. Ma sono credibili e affidabili? Per accertarsene non c'è altro modo che verificare se la loro linea politica e pratica sociale sono conformi al marxismo-leninismo-pensiero di Mao. Ma se non si conosce questa teoria rivoluzionaria per trasformare il mondo e se stessi non è possibile fare tale verifica.
Sono innumerevoli gli scritti e i discorsi di Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao. Il nostro Partito consiglia di leggere per prima, nell'ordine, le seguenti opere: il “Manifesto del Partito comunista” di Marx ed Engels, “Stato e rivoluzione” di Lenin, “Principi del leninismo” e “Questioni del leninismo” di Stalin e “Sulla giusta soluzione delle contraddizioni in seno al popolo” di Mao.
Basterebbe solo leggere il “Manifesto del Partito comunista” per capire chi è il vero Partito comunista in Italia e cosa bisogna fare per cambiare l'Italia. Nella celebre intervista rilasciata al giornalista americano Edgar Snow Mao ha detto: “Il ‘Manifesto del Partito comunista’ di Marx ed Engels fu il primo dei libri marxisti-leninisti che si impressero nella mia mente e costruirono in me la fede nel marxismo dal quale una volta che l'ebbi accettato come corretta interpretazione della storia non mi separai mai più”
.
La borghesia fascista al potere è molto preoccupata dalle vostre lotte, e pensa di spegnerle attraverso il manganello. Anche la sinistra borghese ha la stessa preoccupazione, e pensa di arrivare allo scopo con la carota. Sia l'una che l'altra temono che lo sviluppo delle vostre lotte alla fine possa mandare in frantumi il capitalismo.
Per quanto riguarda la sinistra borghese, ne è una prova il lavorio dell'ex magistrato Livio Pepino che da tempo, assieme ad altri intellettuali torinesi, si sta adoperando per istituzionalizzare il centro sociale Askatasuna. Dopo gli scontri di Torino tra la polizia e i manifestanti che protestavano per lo sgombero di Askatasuna, ha scritto su “Volerelaluna” quanto segue: “È su questa divaricazione tra conflitto e status quo
e sulla capacità di tenere insieme gli opposti che si gioca la partita dello Stato contemporaneo, il cui livello di democrazia si misura con la sua capacità di incorporare il dissenso e la protesta anche la più radicale, dando
un posto al dissenso
e così riportandolo nella legalità altrimenti – come la storia ha ampiamente dimostrato – le città si trasformano in polveriere
”.
Ragazze e ragazzi anticapitalisti aprite bene gli occhi, non consentite a questo riformista di sinistra, come ai suoi simili che spacciano la Costituzione borghese, liberale e anticomunista come la stella polare per cambiare l'Italia, di imbrigliarvi nello Stato borghese fascistizzato. Andate avanti con le vostre lotte, schivate le sirene riformiste e parlamentari del capitalismo, picchiate duro contro il governo neofascista Meloni, premete sulle vostre organizzazioni politiche e sindacali per buttarlo giù attraverso le manifestazioni e gli scioperi.
In vista delle prossime elezioni politiche, già le varie forze borghesi sono in gran movimento per riuscire ad accaparrarsi più posti possibili in parlamento, e magari nel governo, per gestire gli affari della classe dominante borghese e del capitalismo. Non seguitele, non agevolate i loro piani parlamentari e governativi col vostro voto. Anzi, prendetene le distanze col voto astensionista anticapitalista e antifascista, per il socialismo e, se volete per il PMLI.
È tempo che riflettiate a fondo su quello che bisogna fare per liberarci da questo regime capitalista neofascista e su come cambiare l'Italia. Parliamone. Tutti i membri del PMLI, compreso il Segretario generale del Partito, sono ben felici di incontrarvi. Basta fissare un appuntamento per e-mail o attraverso il telefono della Sede centrale del Partito n. 0555123164. “Il Bolscevico”, organo del PMLI, è pronto ad accogliere i vostri eventuali interventi.
Nel dialogo tra chi lotta per cambiare l'Italia non abbiamo nulla da perdere ma tutto da guadagnare. Lavoriamo tranquillamente assieme, auspicando che vi uniate al PMLI come militanti, o simpatizzanti, amici e alleati, per aiutare il proletariato e le masse popolari e giovanili a uscire dalle tenebre del capitalismo e entrare nella luce del socialismo.
Viva le ragazze e i ragazzi che lottano per cambiare l'Italia!
La via è tortuosa, l'avvenire è radioso
(Mao).
Firenze, 6 Aprile 2026
* Segretario generale del PMLI