Lettere
Mi piace moltissimo “Il Bolscevico”
Sono un cantautore comunista indipendente.
Mi piace moltissimo Il Bolscevico
, soprattutto l'edizione del n. 12/2026.
Alessandro - Cefalù (Palermo)
Un NO di trincea e la tattica sulla Costituzione borghese
Studio, da tempo e approfonditamente, i testi del PMLI, e, nel mio piccolo, cerco di diffondere (argomentando sulla scorta del pensiero elaborato dai grandi Maestri del proletariato e delle ineccepibili analisi del compagno Giovanni Scuderi) la teoria marxista-leninista, pensiero di Mao.
Nel recentissimo passato, però, sono divenuto terminale, se non di critiche, quantomeno di dubbi adombrati in ordine alla posizione assunta dal PMLI rispetto al recente referendum sulla giustizia. Compagni (della cui onestà intellettuale non dubito affatto) mi ponevano il seguente quesito: perché un partito marxista-leninista difende l’immutabilità di una Costituzione che esso stesso definisce “borghese ed antiproletaria”? La qualcosa ha fatto, immediatamente, insorgere, nella mia persona, più di un dubbio, che - dopo attento e lungo studio - ho dipanato con l’ausilio della scienza marxista della tattica. Come insegnava Lenin ne l’estremismo, malattia infantile del comunismo, il proletariato, infatti, deve saper manovrare tra le istituzione nemiche per non restare isolato. Il NO del PMLI (fonte a cui mi abbevero quotidianamente), non equivaleva, pertanto, ad un atto di fede verso la carta del ‘48, ma rappresentava, solo e più semplicemente, un’operazione di sabotaggio contro il governo guidato dalla “ducessa in gonnella”, che si prefiggeva, come obiettivo, in uno ai suoi camerati, quello di rendere l’apparato giudiziario ancora più asservito e repressivo. Andava difeso l’esistente facendo buon governo del principio di Mao: “combattere tutto ciò che il nemico appoggia”
. Se, dunque, le destre reazionarie volevano scardinare quegli equilibri, il dovere di ogni marxista-leninista era quello di impedirglielo. Doveva andare difeso, in altri termini, il terreno su cui poggiamo oggi per poter sferrare l’attacco domani! Il NO del PMLI (ed il mio, evidentemente, indotto dalle preziose, oltreché imprescindibili analisi di quest’ultimo) è equivalso a vigilanza rivoluzionaria, non a conservazione borghese.
Prospero - Reggio Emilia
La faciloneria del governo sull'infrastruttura informatica
Ho letto con interesse il contributo del direttore generale Fondazione AIDR (Il
Bolscevico
n. 11/2026).
Il contributo mette in risalto un grave problema dell'infrastruttura informatica italiana: la mancanza di sensibilità da parte delle istituzioni verso un tema da tempo presente. Come viene fatto notare, non sono le competenze tecniche a livello di "base" a mancare, ma è la pachidermica macchina burocratica ad essere totalmente inconcludente. Purtroppo le competenze a livello di esecutivo sono da sempre mal organizzate o di scarso profilo professionale, unite alla tipica situazione italiana della lentezza di risposta e della tendenza a porre rimedio quando il danno si è verificato.
Il conflitto russo-ucraino dimostra che a fianco di eserciti "sul campo" si snodano spesso reti di hacker o di creatori di falsi contenuti: pretendere di allestire una rete di difesa da attacchi missilistici senza predisporre un'accurata difesa da attacchi informatici è totale mancanza di contatto con la realtà. La scarsa reattività italiana nei confronti di queste minacce è indubbiamente meno tangibile rispetto ad una scarsa rete di "difesa" da presunti attacchi terroristici via terra, ma declassare il rischio dell'etere senza porvi un effettivo rimedio è ulteriore dimostrazione della "faciloneria" di questo governo.
Davide - Milano
16ª edizione del Green Economy Festival a Parma
Si è svolta lunedì 30 marzo, nella suggestiva Sala di rappresentanza di Palazzo Municipale, la conferenza stampa di presentazione della sedicesima edizione del Green Economy Festival, che si terrà a Parma dal 17 al 19 aprile 2026, con la consueta anteprima del “Tour delle Fabbriche della Sostenibilità” dal 14 al 16 aprile. Questa edizione avrà come tema centrale “Il mondo tra 20 anni. Progettare prodotti e servizi per un pianeta a risorse limitate”, un'occasione unica di riflessione e confronto sulle sfide globali della sostenibilità, dell'innovazione e delle politiche economiche per il futuro.
Il Festival rappresenta uno degli appuntamenti più importanti in Italia per promuovere il dialogo tra imprese, scienziati, istituzioni e società civile. La sua direzione artistica è affidata a Filiberto Zovico, che ha illustrato il vasto programma di questa edizione, caratterizzata da incontri, dibattiti e lectio magistralis su temi cruciali come la transizione energetica, le sfide geopolitiche, l'intelligenza artificiale e le materie prime.
Durante il Festival, Parma accoglierà scienziati, economisti, rappresentanti delle istituzioni ed esperti per un confronto sulle grandi trasformazioni economiche e sociali, con particolare attenzione alla sostenibilità.
Green Economy Festival - Ufficio stampa
8 aprile 2026