Continuano gli sgomberi dei centri sociali imposti dal governo Meloni
Sgomberata a Catania la palestra Lupo centro di aggregazione occupato
La giunta comunale del FdI Trantino obbedisce
Dal corrispondente della Cellula “Stalin” della provincia di Catania
Anche a Catania continua lo sgombero dei centri sociali ordinato dal governo neofascista Meloni a livello nazionale.
Martedì 31 marzo è toccato alla palestra Lupo.
La palestra Lupo è una struttura costruita negli anni '50 e '60 come punto di una autostazione di bus, dopo dismessa. Diventa una palestra di scherma e dopo ancora abbandonata e ridotta al degrado. A questo punto la struttura di proprietà del comune di Catania viene occupata, autogestita e rivalutata da giovani e meno giovani, avendo un ruolo sociale, culturale, con diverse iniziative aperte alla popolazione (anche servizi che le istituzioni dovrebbero fornire in spazi pubblici in comodato d'uso, gestiti direttamente, per uso sociale culturale, ricreativo e altro). Il centro sociale Lupo è stata una gestione collettiva, aperta a tutte le realtà politiche antifascisti catanesi. Questa in sintesi la storia di 15 anni di autogestione.
Avviene lo sgombero. Il quartiere viene blindato dalla polizia in assetto antisommossa con ruspe contro la parte dell'infrastruttura di recinzione del centro sociale. Gli occupanti adottano una resistenza passiva per impedire lo sgombero ma vengono ugualmente identificati.
I motivi dello sgombero, che da tempo il comune aveva in programma, starebbero in un progetto con i finanziamenti del PNRR di demolizione della struttura per far nascere un parcheggio e spazi alberati nell'ottica di una città pensata ad accogliere turisti. L'amministrazione del sindaco Trantino, neofascista di Fratelli d'Italia, investe sul terziario del centro storico, per una Catania che guarda al turismo come profitto e clientelare e con l'abbandono dei quartieri periferici, sempre più emarginati, con le disuguaglianze sociali che sono sotto gli occhi di tutti.
Indipendentemente del progetto di trasformazione, il centro sociale "Palestra Lupo" per la giunta Trantino e il governo doveva chiudere, in ogni caso perché il dissenso non è più tollerabile con il decreto sicurezza. Così il governo di Mussolini in gonnella ha aperto una stagione di repressione contro il movimento Propal con la chiusura del Leoncavallo di Milano, di Askatasuna a Torino mentre altri centri sociali sono in lista di sgombero, ma non la sede di Casapound nazifascista che non si tocca.
Grande la solidarietà di associazioni, partiti e singoli nei confronti di chi autogestiva con impegno il centro sociale indipendentemente dal riferimento politico degli occupanti, dove parte della Catania che lotta ha frequentato per riunioni e assemblee unitarie. Una struttura al servizio dei movimenti di massa, con vari obbiettivi di comune interesse. Un reciproco rispetto che vi era anche tra il PMLI e gli occupanti con cui abbiamo abbiamo affrontato talvolta le contraddizioni con dialettica.
8 aprile 2026