Decisione antimigranti dell'europarlamento
Esultano i reazionari: “L'era delle deportazioni Ue è iniziata”

Lo scorso 26 marzo il Parlamento europeo ha approvato con 389 voti a favore, 206 contrari e 32 astensioni la proposta di regolamento sui rimpatri dei cittadini extracomunitari e ha contestualmente deliberato l’avvio dei negoziati con il Consiglio dell’Unione Europea, dove sono rappresentati i governi dei 27 Paesi membri, affinché tale proposta si trasformi in regolamento e possa entrare in vigore con effetto vincolante per tutti i Paesi membri, fornendo così un nuovo quadro giuridico sulla materia.
Votata compattamente dal Partito Popolare Europeo di “centro-destra” nonché dalle destre fasciste di Conservatori e Riformisti Europei, di Patrioti per l'Europa e di Europa delle Nazioni Sovrane – gruppi ai quali aderiscono rispettivamente, tanto per essere chiari, Forza Italia di Tajani, Fratelli d'Italia della Meloni, la Lega di Salvini e di Futuro Nazionale di Vannacci – questa proposta normativa rappresenta già una svolta razzista e xenofoba dell'Unione Europea per due motivi fondamentali: da un punto di vista politico essa sancisce un accordo tra tutte le destre europee comprese quelle più estreme e da un punto di vista giuridico introduce nella normativa dell'Unione Europea principi che violano i fondamentali diritti dell'uomo riconosciuti dalle Nazioni Unite, ed è opportuno comprendere quali siano queste novità.
La proposta consente innanzitutto agli Stati membri dell'Unione Europea di trasferire persone destinatarie di un ordine di espulsione in centri di rimpatrio situati in Paesi terzi, ovvero in Paesi che non appartengono all'Unione Europea. Finora questo fenomeno era accaduto sporadicamente nel mondo come frutto di accordi bilaterali pubblici tra Stati (si ricordino gli accordi tra Australia e Papua Nuova Guinea, quello tra Regno Unito e Ruanda, quello tra Israele e Uganda, quello tra Italia e Albania) o di accordi parzialmente o totalmente segreti finalizzati non al trasferimento bensì al trattenimento di migranti in un determinato Paese affinché non giungano nel Paese di destinazione (emblematico è l'accordo tra Italia e Libia del 2017, parzialmente segreto, il cui contenuto costituisce un marchio di infamia per l'intera Repubblica italiana, e questo spiega perché quest'ultima con tutti i suoi apparati, prima ancora della Meloni, doveva assolutamente evitare che Almasri, pienamente al corrente dei misfatti delle autorità italiane, deponesse pubblicamente alla Corte penale internazionale). Ora però, con la proposta di regolamento europeo, tale prassi diventa generale in un intero continente, ed è la prima volta che accade nel mondo: ovviamente l'esternalizzazione delle deportazioni comporterà il rischio concreto che le persone siano trattenute in Stati con standard di tutela inferiori e con minore controllo democratico e giurisdizionale, a tacere del fatto che il testo della proposta consente anche di ampliare il numero di Paesi di rimpatrio, ossia di Stati che non hanno mai avuto alcun rapporto con la persona da espellere.
Il regolamento, inoltre, amplia significativamente i casi in cui una persona può essere trattenuta, per cui la mancanza di documenti, la precarietà abitativa, lo status irregolare o il rischio di fuga potranno essere utilizzate come motivo di detenzione fino a 24 mesi, con eccezioni per persone considerate dalle autorità di polizia, con tutta l'intuibile arbitrarietà di simili decisioni prese da organismi svincolati da ogni processo democratico, una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza.
La proposta di regolamento introduce poi un rigoroso sistema di sanzioni per i migranti che non collaborano alle procedure di rimpatrio, e il mancato rispetto di questi obblighi può comportare sanzioni o prolungamento delle misure restrittive.
Si prevede, infine, che gli Stati membri possano immediatamente emettere un ordine di espulsione nei confronti del migrante che abbia terminato, per qualsiasi motivo, il suo soggiorno regolare, senza l’obbligo di valutare prima alternative nazionali di soggiorno come permessi per motivi umanitari, ed è certo che tale meccanismo potrà spingere un notevole numero di migranti in situazioni di irregolarità.
Tali disposizioni, fatto se possibile ancora più grave, si estenderanno anche ai migranti minorenni non accompagnati, i quali saranno privati delle tutele di cui finora avevano goduto.
L’europarlamentare svedese Charlie Weimers del partito politico svedese Demokraterna (in Europa affiliato ai Conservatori e Riformisti Europei ai quali aderisce anche Fratelli d'italia della Meloni, per intenderci) ha salutato così l'approvazione della proposta di regolamento: “l’era delle deportazioni Ue è iniziata” , e tale espressione non è un'esagerazione propagandistica fascistoide, perché di vere e proprie deportazioni di massa si tratterà, del tutto simili a quelle viste negli Stati Uniti di Donald Trump.
Il PMLI e il suo organo, il settimanale Il Bolscevico , condannano senza appello tale gravissima decisione proveniente da un'istituzione di quella Unione Europea che, sovrastruttura politica dell'imperialismo continentale, mostra un volto sempre più reazionario, rendendo impossibile la vita ai migranti e difficile agli stessi residenti europei, deve essere sciolta senza esitazioni.
 

8 aprile 2026