La sindaca di Genova si dice pronta a candidarsi
Silvia Salis, l’antiMeloni?

Dal corrispondente di Genova de “Il Bolscevico”
L’intervista rilasciata, alla televisione svizzera, dal titolo “Una giornata con Silvia Salis”, dalla sindaca di Genova, rivela le profonde contraddizioni del riformismo borghese e della gestione socialdemocratica del potere locale. Intervista, è bene ricordare, uscita quasi in contemporanea con il reportage redatto dal media americano Bloomberg alla stessa Silvia Salis, che alla domanda diretta, a una sua futura investitura come antiMeloni, rispondeva “Se mi chiedessero di candidarmi contro Giorgia Meloni? Sarebbe una bugia dire che non lo prenderei in considerazione. Quest’attenzione mi lusinga”.
La scelta di rispondere a una serie di domande a una testata giornalistica come Bloomberg, e a un canale televisivo nazionale come quello della Svizzera (patria delle banche), non può essere casuale e non fa che pensare alla sua intenzione di proporsi, e presentarsi, dopo aver portato la presunta e propria solidarietà per le strade di Genova ai determinati operai dell’ex-Ilva in difesa del proprio posto di lavoro, come prodotto politico affidabile alla grande finanza cercando l’approvazione del Capitale internazionale e rassicurando i mercati, già prima che possa giungere il necessario consenso elettorale. Conferma, se ci fosse ancora bisogno e se qualcuno non l’ha ancora bene inteso, che la possibile candidatura come premier della sindaca di Genova Silvia Salis, è funzionale a una ristrutturazione del campo largo del “centro-sinistra” parlamentare in chiave neoliberista con l’obiettivo mirato di sostituire la coalizione dell’esecutivo neofascista, di Mussolini in gonnella Giorgia Meloni, con una gestione più presentabile dall’agenda dettata dai mercati internazionali.
In attesa che possano giungere reali proposte politiche, la sindaca Silvia Salis si dice impegnata a curare gli interessi della città di Genova, quali siano è ben chiaro; libera circolazione delle merci, maggiore profitto per i padroni, pugno di mosche per il proletariato. In ogni modo un passo che Silvia Salis dovrebbe compiere, siccome sovente si racconta fedele ai valori della Resistenza e quindi per non fare in modo che le sue parole siano come foglie gettate al vento, è accogliere e fare propria la petizione proposta dalle antifasciste e dai antifascisti genovesi, a cui il PMLI e “Il PMLI e “Il Bolscevico” hanno aderito, di chiudere i covi fascisti presenti a Genova, città Medaglia d’oro per la Resistenza, e impedire, in futuro, che nessuna autorizzazione venga data all’utilizzo di passerelle, spazi pubblici e privati a commemorazioni riconducibili al ventennio fascista.
 
15 aprile 2026