Comunicato del PMLI.Biella
Nonostante gli impegni presi da RFI i treni sulla linea Biella-Novara continuano ad andare a gasolio
I lavori per l'elettrificazione dovevano partire nel 2024 ma ad oggi non esiste neppure il progetto
Nel mondo reale, quello in cui vivono operai, impiegati e studenti, esistono regole precise. Se non consegni un lavoro o un progetto, se rimandi per mesi o addirittura per anni i tuoi compiti, vieni richiamato, sanzionato, fino al licenziamento o alla bocciatura. È la normalità per chi vive del proprio lavoro da dipendente. Eppure queste stesse regole sembrano dissolversi quando si sale ai vertici di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), una delle più grandi aziende pubbliche del Paese. Qui i dirigenti, quasi sempre nominati da politici compiacenti, possono permettersi di rimandare all’infinito, di non consegnare nemmeno un progetto preliminare, di disattendere impegni annunciati senza subire alcuna conseguenza.
Da anni RFI prende in giro le biellesi e i biellesi, lasciando nel cassetto il progetto di elettrificazione della linea Biella-Novara. Parliamo di una tratta che collega due importanti capoluoghi di provincia e che ancora oggi viene percorsa da littorine a gasolio, lente e obsolete, che impiegano circa un’ora per coprire appena 50 chilometri. Una situazione indegna nel 2026 che fotografa perfettamente il disinteresse verso un territorio considerato periferico e sacrificabile. Non solo. Quei lavori che, secondo le stesse promesse di RFI, sarebbero dovuti partire nel 2024 non solo non sono iniziati, ma non esiste nemmeno il progetto definitivo. Un ritardo che non è più giustificabile come inefficienza, ma rappresenta una scelta politica precisa che penalizza lavoratori, studenti e pendolari.
Quando noi marxisti-leninisti parliamo di controllo e gestione popolare delle grandi aziende pubbliche intendiamo esattamente questo. Un alto dirigente o un politico che per anni non adempie ai propri compiti deve essere rimosso immediatamente dal suo incarico, senza coperture né privilegi, tanto più quando percepisce retribuzioni elevate pagate con risorse pubbliche.
E i politici piemontesi e biellesi? Dormono sugli allori. Nessun risultato concreto, nessuna pressione reale, nessuna iniziativa all’altezza della situazione. Mentre il territorio resta isolato, loro si limitano a dichiarazioni di circostanza, incapaci o non disposti a entrare in conflitto con i centri decisionali.
Nel frattempo, quando si tratta di servire gli interessi dei grandi gruppi capitalistici, i fondi si trovano eccome. Oltre 4 milioni di euro sono stati stanziati rapidamente per elettrificare la tratta Novara-Agognate fino alle porte del polo logistico della multinazionale Amazon, arrivando perfino a sopprimere le corse domenicali della Biella-Novara. Ecco la gerarchia reale delle priorità. Prima il profitto, poi, in questo caso mai, i bisogni delle masse popolari.
L’Organizzazione di Biella del Partito marxista-leninista italiano (PMLI) denuncia con forza questa situazione e rivendica che entro pochi mesi venga finalmente redatto il progetto di elettrificazione della linea Biella-Novara. È una questione di dignità per le centinaia di pendolari, studenti e cittadini costretti ogni giorno a viaggiare su una linea ferma agli anni ’50, pagando però tariffe da servizio moderno. È tempo di abbandonare ogni atteggiamento indulgente, conciliatorio e concertativo. Queste pratiche non hanno prodotto risultati, hanno solo permesso a chi gestisce il servizio di continuare a prendere in giro i passeggeri. Serve una linea più incisiva e conflittuale, all’altezza della gravità della situazione.
Per il PMLI.Biella
Gabriele Urban
Biella, 12 aprile 2026