Commenti sull'Appello di Scuderi alle ragazze e ai ragazzi che lottano per cambiare l'Italia
“L'appello di Scuderi ha il respiro dei grandi appelli storici del maxismo-leninismo”
di Cartesio - Napoli
Nel 49° anniversario della fondazione del PMLI - nato il 9 Aprile 1977 da 52 delegate e delegati, molti appena maggiorenni – il Segretario generale Giovanni Scuderi pubblica su “Il Bolscevico" un Editoriale che ha il respiro dei grandi appelli storici del marxismo-leninismo. Piuttosto che apparire un documento burocratico da
anniversario, risulta una chiamata alle armi ideologica rivolta alla generazione che oggi scende in piazza, blocca i cantieri, affronta i manganelli senza arretrare.
La forza del documento
Scuderi parte da una constatazione che molti osservatori borghesi si guardano bene dall'avanzare: i giovani che lottano oggi hanno la combattività, ma non ancora la teoria. Sanno che qualcosa deve cambiare radicalmente; eppure non si sono ancora posti la questione fondamentale di "cosa" deve prendere il posto del capitalismo e "come" arrivarci. L'analisi è lucidamente leninista: la spontaneità delle
masse è necessaria, ma non sufficiente. Le lotte preannunciano la tempesta; tuttavia la tempesta non si fa da sola. Serve la teoria, serve il Partito, serve la linea giusta. Senza questi strumenti, la combattività giovanile finisce inevitabilmente deviata - come negli anni Settanta - verso il terrorismo o il riformismo parlamentare.
Il contributo teorico
Significativo è il passaggio in cui Scuderi distingue nettamente tra socialismo autentico ovvero scientifico - quello di Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao - e le sue contraffazioni: il "socialismo con caratteristiche cinesi" di Xi Jinping, ricondotto senza mezzi termini nell'alveo del revisionismo e del socialimperialismo; il "socialismo del XXI secolo" chavista; le versioni nominali di Potere al Popolo e formazioni simili. La lista di letture consigliata - il "Manifesto del Partito Comunista", "Stato e rivoluzione", "Principi del leninismo” e “Questioni del leninismo", il saggio di Mao “Sulla giusta risoluzione delle contraddizioni in seno al popolo” - non è un elenco accademico: è un percorso formativo che segue la logica stessa dello sviluppo del marxismo-leninismo come scienza della rivoluzione.
Scuderi epigono di Mao
Come Mao si rivolgeva ai giovani della Guardia Rossa non per strumentalizzarli, bensì per formarli come soggetti rivoluzionari coscienti, così Scuderi non si limita ad applaudire le lotte giovanili: le interpella teoricamente, le sfida a fare il salto di qualità dalla protesta alla coscienza di classe organizzata. È il metodo della "linea di massa": partire dalle lotte reali, elaborarle teoricamente, restituirle per l'appunto alle stesse masse in forma di linea politica più elevata. La messa in guardia contro i tentativi borghesi di istituzionalizzare il dissenso - riportandolo nella legalità capitalista come valvola di sfogo - è un esempio concreto: smascherare il riformismo di sinistra non come errore in buona fede, ma come funzione oggettiva del capitale per disarmare il movimento.
Il nodo dell'astensionismo
Coerente con la linea del PMLI è la posizione sul voto: praticare l'astensionismo anticapitalista come atto politico attivo, non come rinuncia. È ciò che distingue il PMLI da tutte le formazioni che si definiscono comuniste, pur partecipando acriticamente alle elezioni ed alimentando l'illusione che il cambiamento possa venire dall'interno delle istituzioni borghesi. Quella strada è già stata percorsa - dal PCI togliattiano in poi - e il suo risultato storico è sotto gli occhi di tutti.
Conclusione
L'Editoriale di Scuderi è un documento di raro rigore. La sua forza sta nell'unità tra analisi concreta - i giovani che lottano, il governo Meloni, la sinistra borghese che cerca di imbrigliarli - e fermezza teorica: nessun cambiamento reale senza abbattimento del capitalismo, nessun abbattimento senza partito rivoluzionario, nessun partito senza marxismo-leninismo-pensiero di Mao come bussola. “La via è tortuosa, l'avvenire è radioso". Non è una formula rituale: è il marchio del pensiero di Mao reinterpretato per l'Italia del 2026 dal suo discepolo più fedele, lo stimato compagno Scuderi.
15 aprile 2026