Comunicato del PMLI sulla mobilità in Mugello e Valdisieve
No alla riattivazione della strada provinciale 107 Vaglia-Calenzano e alla variante alla SS67
Mettere in sicurezza la viabilità attuale e potenziare il trasporto pubblico
In Mugello in queste settimane si è acceso il dibattito sulla riqualificazione e messa in sicurezza della strada provinciale 107, ormai inutilizzabile da decenni e di proprietà della città metropolitana di Firenze. Una strada che unisce la località ponte del Carlone sulla via Bolognese nel comune di Vaglia al comune di Calenzano ed il cui ripristino vedrebbe anche la realizzazione di un nuovo tratto per ricongiungere la strada provinciale Barberinese n° 8 a Le Croci di Calenzano, per poi convogliare il traffico verso la Piana. L'obiettivo dichiarato dell'opera è realizzare un collegamento stradale diretto dal Mugello alla piana fiorentina e pratese evitando Firenze e “alleggerendo” il traffico sulla via Bolognese nell'ultimo tratto metropolitano.
A favore dell'opera si sono dichiarati Confindustria Mugello, i sindaci a trazione PD di Vaglia e di Scarperia e San Piero, mentre contrarietà all'opera è stata espressa da alcuni organismi calenzanesi quali “Sinistra per Calenzano”, che ha lanciato una petizione, e dal sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani.
In Valdisieve invece tutte le amministrazioni comunali del territorio continuano a rilanciare la necessità impellente di realizzare la variante alla SS 67, unica via su gomma che collega la valle alla città del giglio, definita come l'unica risoluzione possibile di tutti i problemi di viabilità. In Valdisieve anche i partiti della destra sponsorizzano l'opera, criticando il sedicente immobilismo delle maggioranze.
In entrambi i casi però il “motore” trainante della cordata dei favorevoli è senza dubbio il presidente piddino della regione Toscana Eugenio Giani che, dopo aver garantito la realizzazione della variante alla 67 in campagna elettorale, anche sulla questione mugellana è partito in quarta. Senza il minimo coinvolgimento della popolazione, Giani ha già stanziato la bellezza di 3,2 milioni di euro solo per lo studio di fattibilità, e tuonato alla stampa: “il No e basta non lo accetto, io vado a diritto”, sottolineando che per la Regione la riqualificazione della SP 107 è un'opera prioritaria.
Per noi invece il progetto nasconde anche enormi criticità, iniziando dall'impatto che l'opera avrebbe su di un ambiente naturale fatto di boschi incontaminati, attraverso allargamenti di carreggiata e consolidamenti, in un territorio fragile sottoposto a frane e smottamenti. Con il ripristino della 107 si andrebbe anche ad aumentare di gran lunga il traffico sulla SP 8 ordinariamente congestionata dal traffico nelle ore di punta e per di più vettore di assorbimento del flusso autostradale in caso di interruzioni. Insomma, a nostro avviso la vivibilità sulle colline a nord-est di Calenzano verrebbe ulteriormente compromessa.
Tutto ciò fra l'altro in un'area interessata negli anni da numerosi scempi ambientali, a partire dai lavori della terza corsia autostradale, alla Variante di valico autostradale, per estendersi a tutto il Mugello con i danni dei lavori dell'Alta velocità ferroviaria, fino agli impianti eolici di Villore-Corella e di Londa in Valdisieve in fase di realizzazione.
Analogamente, sulla variante alla statale 67 che da Pontassieve attraversa Rufina e Dicomano, è paradossale che in questi anni di forte dibattito, nulla (o davvero poco) sia stato fatto per metterla in sicurezza limitando innanzitutto la velocità di transito nei centri abitati e nelle frazioni dove il rischio è effettivamente significativo, ed allargandone i tratti più stretti sfruttando gli spazi del fondovalle.
La soluzione dei problemi legati al traffico e al rischio ad esso collegato nel comune di Rufina, non è certo la variante alla SS 67. Certamente, se fosse costruita, il centro abitato ne trarrebbe un certo beneficio. È pur vero però che anche quest'opera, costosissima in termini sia finanziari che ambientali visti i progetti presentati finora, spazzerebbe via in un istante tutti quegli obiettivi ai quali anche la stessa “sinistra” istituzionale dice di puntare, e cioè la mobilità sostenibile, collettiva, a basso costo economico, di rischio ed energetico. Infatti con una nuova infrastruttura del genere, il traffico stesso si moltiplicherebbe - in particolare quello commerciale - e il rischio di incidenti si sposterebbe solo da una strada ad un'altra.
In conclusione, su entrambe le questioni noi marxisti-leninisti non siamo assolutamente d'accordo né sul merito né sul metodo come esposto né tantomeno sulla logica che porta a quest'opera, perché essa ha come sua colonna portante il non più sostenibile e inquinante trasporto privato su gomma. L'aggravante è poi che questi progetti si vogliono realizzare in zone come il Mugello e la Valdisieve, servite da due importanti e strutturate linee ferroviarie. A nostro avviso bisogna cogliere la risorsa che queste rappresentano e migliorarne il servizio rendendole efficienti, potenziando il servizio ferroviario integrato ai trasporti pubblici su gomma rendendolo capillare e frequente, e su vetture dignitose e ben manutenute. Le persone, soprattutto i pendolari, vanno tolte dalle loro auto offrendo loro un'alternativa efficace e a basso costo; spenderebbero meno, rischierebbero meno, ed inquinerebbero anche meno.
La soluzione che proponiamo non solo non è impossibile, ma in fin dei conti è sempre stata proposta alle masse popolari, in particolar modo nelle campagne elettorali. Non dimentichiamo di certo che è stato lo stesso Giani ad affermare che l'entrata in funzione del passante Alta Velocità a Firenze avrebbe liberato binari di superficie in misura tale da portare i treni regionali dai 416 ai 616 al giorno. Una contraddizione senza mezzi termini, dal momento in cui da una parte il governatore annuncia questa opportunità per il 2028, e dall'altra si continua ad investire fior di milioni su nuove strade e sul traffico privato su gomma per la stessa scadenza invece di puntare sul trasporto pubblico regionale e migliorarlo. In generale, e nei nostri territori in particolare, impiegare milioni e milioni di euro sul trasporto privato su gomma, è senz'altro una misura opportunistica di breve periodo e marcatamente di carattere elettoralista, ed allo stesso tempo sterile e controproducente nel medio e lungo periodo. Dopo investimenti del genere dall'altissimo costo ambientale, chi investirebbe più a quel punto in progetti alternativi di mobilità pubblica?
Ecco perché a nostro avviso con i denari che si vorranno investire sulla riqualificazione della 107 e sulla variante alla 67, dovremmo mettere in sicurezza i tracciati stradali in uso e, soprattutto, migliorare il trasporto regionale ferroviario di Mugello e Valdisieve!
Per questi motivi, invitiamo la popolazione dei territori coinvolti incluso quello calenzanese, a partire dai pendolari che ogni giorno sono vittime dei disservizi ferroviari, a farsi sentire e a mobilitarsi unitariamente per opporsi a questi progetti e per rivendicare un servizio di trasporto pubblico efficiente, sostenibile ambientalmente ed a basso costo.
PARTITO MARXISTA-LENINISTA ITALIANO
Cellula “F. Engels” della Valdisieve
Organizzazione di Vicchio del Mugello
Questo comunicato è stato rilanciato, con evidenza e accompagnato da un grande simbolo del PMLI, integralmente da "RadioMugello 99FM" e in ampissimi stralci da "Ok!Mugello".