796 sono i morti sul lavoro dal 2019 al 2025
Senza fine la strage di lavoratori in Emilia-Romagna

Dal corrispondente del PMLI per l'Emilia-Romagna
Lo scorso 17 marzo si è verificato presso il porto industriale di Ravenna l’ennesimo infortunio che ha visto coinvolto un lavoratore marittimo, rimasto impigliato in un cavo durante le operazioni di ormeggio della nave Pgc Aratus alla banchina Polimeri 1, riportando gravissime ferite.
Ma questo è “solo” uno delle migliaia e migliaia di infortuni sul lavoro denunciati ogni anno in Emilia-Romagna. Nel 2025 sono stati 76.818 quelli denunciati in Regione, con un incremento dell’1,3% rispetto alle 75.868 del 2024. Di questi, 92 sono costati la vita alle lavoratrici e lavoratori coinvolti, 20 solo quelli impiegati nell’agroalimentare, 13 nel trasporto e magazzinaggio. 8.106 le malattie professionali, anch’esse aumentate del 7,5%, (865 quelle a Ravenna, +38,18%), e in questa ecatombe non sono ovviamente conteggiati gli infortuni avvenuti nel lavoro nero, e quelli non denunciati per pressioni e ricatti padronali.
L’incidenza più elevata si registra tra gli ultrasessantacinquenni. Uno su 4 è migrante, che corrono anche un rischio doppio di subire un infortunio mortale rispetto ai lavoratori italiani. Quello delle costruzioni è il settore dove si verifica il maggior numero di infortuni.
Nella provincia di Forlì-Cesena si è registrato l’incremento maggiore con 7.236 infortuni denunciati (+6,1% rispetto al 2024), 17 decessi (più che raddoppiati sul 2024) classificandosi undicesima nella classifica nazionale tra le province per incidenza di morti sul lavoro (il triste primato a Savona), e 1.513 malattie professionali (+10,4).
La Cgil Emilia-Romagna denuncia: "I dati evidenziano anche un’altra costante: spesso a pagare con la propria vita sono le lavoratrici e i lavoratori precari, vittime di sfruttamento e caporalato, impegnati nelle filiere di appalti e subappalti, sono cioè le lavoratrici e i lavoratori più fragili e ricattabili”.
796 sono i morti sul lavoro dal 2019 al 2025 in Emilia-Romagna, una vera e propria strage che nessuno, né la “sinistra” né tantomeno la destra del regime neofascista, vuole e può fermare in quanto dovrebbero frenare il modo di produzione capitalistico che invece sono stati chiamati a far procedere nel modo più spedito possibile in nome del profitto capitalistico.
Giunte comunali di “centro-sinistra” e di destra, giunta regionale di “centro-sinistra”, governo nazionale neofascista, finché perdurerà il capitalismo per i lavoratori ci saranno sempre sfruttamento e oppressione, solo il socialismo può liberare il proletariato delle catene fisiche e mentali con le quali il regime capitalistico lo tiene legato.

15 aprile 2026