L’Onu definisce la tratta degli schiavi africani “il più grave crimine contro l’umanità”
Solo gli Usa di Trump, Israele di Netanyahu e l’Argentina di Milei votano contro, l’Italia di Mussolini in gonnella si astiene
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha stabilito con la risoluzione n. A/80/L.48 approvata il 25 marzo 2026 ha solennemente dichiarato che “il traffico di africani ridotti in schiavitù e la schiavitù razziale degli stessi africani sono il più grave crimine contro l'umanità”
, ossia che il traffico dei neri tra l'Africa e le Americhe e la loro riduzione in schiavitù nei territori di destinazione costituiscono per la durata del tempo (quasi tre secoli) e per la sistematica pianificazione economica da parte degli europei sia della tratta sia dell'organizzazione del lavoro schiavistico la più grave violazione dei diritti umani dell'intera storia umana documentata.
La risoluzione è stata approvata con il voto favorevole di 123 Paesi (tutti i Paesi africani, quasi tutti quelli asiatici e quasi tutti quelli dell'America latina, oltre a Russia e Bielorussia) mentre 52 Paesi si sono astenuti (quasi tutti i Paesi europei compresa l'Italia, quelli dell'Oceania e il Canada) e 3 (Stati Uniti, Israele e Argentina) hanno votato contro.
La risoluzione, presentata dal Ghana, non ha carattere vincolante e ha un valore simbolico ma non necessariamente privo di effetti pratici in futuro, come la possibile istituzione di una giornata all'anno dedicata al tema e iniziative di lotta al razzismo: “abbiamo fatto ciò che era giusto per la memoria di milioni di persone che hanno sofferto l’indegnità della schiavitù”, ha affermato nel suo discorso all’Assemblea il presidente del Ghana, John Dramani Mahama.
La motivazione dei Paesi astenuti e contrari è dovuta al fatto che, a loro avviso, i governi di oggi non possono essere ritenuti responsabili di quello che hanno fatto i governi del passato: in tale ottica si pone, ad esempio, la posizione di Dan Negrea, ambasciatore statunitense all’Onu, il quale ha affermato che a quei tempi la schiavitù non era considerata un crimine per il diritto internazionale e che quindi Washington non può essere chiamata a risponderne oggi, e questo è uno dei due motivi per cui gli Stati Uniti si sono opposti.
L'altro motivo per cui gli Stati Uniti si sono opposti alla risoluzione insieme a Israele e all'Argentina riguarda il fatto che Israele contesta il fatto che la tratta transatlantica dei neri e la loro riduzione in schiavitù debbano essere considerate il più grave crimine contro l'umanità della storia, anteponendovi l'olocausto degli ebrei durante la seconda guerra mondiale: tale posizione è stata sposata anche dagli Stati Uniti e dall'Argentina, Paesi che ospitano grandi comunità ebraiche e sono fortemente condizionati dal sionismo internazionale sull'argomento.
Eppure, senza nulla togliere alla gravità della riduzione in schiavitù e del massacro di civili perpetrato dai nazisti avvenuto in tre anni e mezzo (tra la seconda metà del 1941 e la prima metà del 1945) soprattutto nell'Europa orientale che peraltro riguardò soltanto in parte gli ebrei (oltre 17 milioni di morti secondo lo United States Holocaust Memorial Museum dei quali 6 milioni ebrei di varie nazionalità e il resto in gran parte polacchi, ucraini, bielorussi e russi non ebrei) i tre Paesi non hanno considerato che la tratta transatlantica dei neri dall'Africa verso le Americhe raggiunse il culmine dalla prima metà del XVI alla seconda metà del XVIII secolo terminando completamente soltanto nella prima metà dell'Ottocento e che la schiavitù dei neri nel continente americano, iniziata nella prima metà del XVI secolo, fu abolita negli Stati Uniti solo nel 1865 e in Brasile nel 1890 comportando la deportazione complessiva di circa 12 milioni di persone e la morte di molti altri milioni di individui periti sia in Africa durante le spedizioni per la cattura sia durante la traversata: in entrambi i casi i numeri sono spaventosi, ma la lucida follia criminale del nazismo si esaurì in tre anni e mezzo mentre la criminale e scientifica organizzazione che stava dietro alla tratta dei neri, cuore pulsante dell'economia capitalista dell'età moderna e di parte di quella contemporanea, durò per secoli.
La verità è che la tratta dei neri e la pratica della schiavitù nel mondo moderno e contemporaneo portano alla luce del sole un crimine sistematico del capitalismo, ed è questo il vero motivo per cui, al di là del
voto contrario dei tre Paesi dettato da motivazioni ideologiche e politiche, 52 Stati legati all'economia capitalistica occidentale, tra i quali l'Italia della Mussolini in gonnella, si sono vigliaccamente e ignominiosamente astenuti, anche perché nella tratta degli schiavi una grave responsabilità ricade sul colonialismo di matrice europea e su Paesi come il Portogallo, Regno Unito, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia.
15 aprile 2026