Le donne in piazza contro il ddl Bongiorno
A migliaia occupano piazza Madama davanti al Senato. Cortei e presidi in oltre 20 città al grido “Senza consenso è stupro!” e “Bongiorno vattene”. Le manifestazioni ignorate dalla stampa di regime

L'8 aprile mentre in Senato si teneva la prima riunione del comitato ristretto, presieduto dalla fascio-leghista Bongiorno e composto da esponenti sia di maggioranza che di opposizione istituito per trovare una mediazione politica sul testo del ddl che modifica il reato di violenza sessuale, le donne chiamate dalle varie associazioni antiviolenza e femministe e transfemministe come Non Una di Meno (NUDM), Donne in rete contro la violenza (D.I.RE), alle quali si sono affiancati anche i sindacati come la CGIL, sono scese in piazza al grido “Senza consenso è stupro!”.
A centinaia le donne, con alla testa le attiviste dei Centri antiviolenza (Cav), hanno dato vita a colorati e combattivi presidi e cortei in oltre 20 città dal Nord al Sud, isole comprese come: Asti, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Cuneo, Firenze, Genova, Livorno, Milano, Novara, Padova, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Siena, Treviso, Trieste, ribadendo e gridandolo ad alta voce: “sul consenso non si arretra”.
È quasi impossibile darne un resoconto completo, colpa del silenzio connivente della stampa di regime col governo di Mussolini in gonnella Meloni, che ha ignorato quasi totalmente le manifestazioni a eccezione del presidio di Roma sotto il Senato in concomitanza della riunione del comitato ristretto dove migliaia di donne hanno occupato letteralmente piazza Madama agguerrite di cartelli e slogan contro il governo e la ministra Bongiorno.
Presidio che poi si è trasformato in corteo arrivando fino a piazza Navona nel quale le manifestanti hanno scandito all'unisono lo slogan “Bongiorno vattene!”, “Senza consenso è stupro!”, “La destra tradisce le donne”.
Significativo lo striscione di NUDM che ha aperto il corteo a Brescia “Ancora un No contro il ddl Bongiorno” volutamente riferito al sonoro Ko della Meloni inferto con la vittoria schiacciante del NO al referendum sulla giustizia.
A Milano le giovani hanno dato vita a un partecipato un flash mob davanti alla prefettura.
La mobilitazione dell'8 aprile si inquadra nella mobilitazione permanente contro il disegno di legge Bongiorno, un ddl come spiega D.I.RE “va fermato... perché la violenza sessuale non può essere regolata da formule ambigue o 'mediazioni' che spostano l’asticella. Il consenso deve essere centrale. E deve essere riconosciuto per ciò che è: libero, attuale e revocabile”. E la volontà è quella di andare avanti nella lotta fintanto che il ddl non verrà affossato.
Anche in questa occasione non è mancato l'abbinamento Bongiorno-Meloni, addossando al governo di Mussolini in gonnella la responsabilità del ddl Bongiorno che riporta indietro di 30 anni la lotta contro la violenza sessuale, facendo ricadere sulle spalle delle donne vittime di violenza l'onere di provare la loro “innocenza” di non aver provocato con la loro condotta, la loro “moralità”, le loro abitudini personali lo stupratore.
Un altro segnale positivo si aggiunge alle rivendicazioni delle donne scese in piazza l'8 aprile: quello di aver chiesto all'unisono le dimissioni della ministra fascio-leghista Bongiorno. Ma ancora non è abbastanza. Bisogna comprendere che la Bongiorno fa il gioco del governo neofascista Meloni, il peggior governo che sia capitato alle masse femminili dopo quello di Mussolini. Che dietro la concezione del suo disegno di legge vi è l’ideologia e la cultura reazionaria, razzista, nazionalista, maschilista, clericale, oscurantista e omofoba che ispirano la Meloni e il suo governo e che se non viene buttato giù dalla piazza continuerà nella sua opera di restaurazione neofascista, patriarcale e antifemminile della concezione della donna e del suo ruolo sociale e familiare.
Ci rivolgiamo soprattutto alle ragazze che anche in questa occasione sono state la punta di diamante delle mobilitazione dell'8 aprile, aprite bene gli occhi, non consentite alle riformiste di sinistra che tirano le fila dei vari movimenti femministi e transfemministi, compreso NUDM, di imbrigliarvi in una lotta che non scalfirà minimamente lo Stato borghese fascistizzato. Come ha scritto nel suo prezioso e illuminante editoriale per il 49° compleanno del PMLI, Giovanni Scuderi, Segretario generale, Maestro e guida del Partito, pubblicato nel n. 14/2026 de “Il Bolscevico” che vi invitiamo calorosamente a leggere e a farci sapere cosa ne pensate: “Andate avanti con le vostre lotte, schivate le sirene riformiste e parlamentari del capitalismo, picchiate duro contro il governo neofascista Meloni, premete sulle vostre organizzazioni politiche e sindacali per buttarlo giù attraverso le manifestazioni e gli scioperi...
È tempo che riflettiate a fondo su quello che bisogna fare per liberarci da questo regime capitalista neofascista e su come cambiare l'Italia. Parliamone. Tutti i membri del PMLI, compreso il Segretario generale del Partito, sono ben felici di incontrarvi. Basta fissare un appuntamento per e-mail o attraverso il telefono della Sede centrale del Partito n. 0555123164. “Il Bolscevico”, organo del PMLI, è pronto ad accogliere i vostri eventuali interventi ”.

15 aprile 2026