Il Prc chiede l'annullamento del dibattito sull'Ucraina al Centro sociale Làbas di Bologna
Nonostante gli sforzi messi in campo dal PRC e in particolare dalla segreteria provinciale di Bologna per impedirne lo svolgimento, il 10 aprile circa duecento persone hanno assistito presso il Centro sociale Labàs di Bologna alla proiezione del documentario “Antiauthoritarians at war” e hanno preso parte al successivo dibattito, introdotto da alcune testimonianze dirette di chi combatte nei territori occupati, sulle atroci conseguenze causate dall'aggressione imperialista dell'Ucraina da parte del nuovo zar del Cremlino e criminale di guerra Putin.
L'iniziativa, organizzata dal Collettivo ucraino “Solidarity Collectives” e promossa dall’influencer Maryana Trofymova per lanciare una raccolta fondi a sostegno della Resistenza ucraina e di altre attività di mutuo-soccorso e di informazione sulle atrocità commesse dagli occupanti russi contro le popolazioni e civili inermi, è stata fortemente ostacolata dai putiniani del PRC che nei giorni scorsi hanno definito l’iniziativa “gravissima” e chiesto al Comune di Bologna di annullare l'evento in nome della “pace, dell'antifascismo e della Costituzione”.
In una nota diffusa il 3 aprile sulla propria pagina Facebook, la Federazione bolognese del PRC fra l'altro si legge: “Riteniamo gravissimo che a Bologna, città medaglia d'oro della Resistenza, un centro sociale, per di più notoriamente vicino a forze politiche di maggioranza in Consiglio comunale e finanziato con soldi pubblici, ospiti iniziative di tale stampo.
A ridosso del 25 aprile, una assemblea di tal genere rappresenta un insulto a chi ha versato il proprio sangue per la liberazione dell'Italia dal nazifascismo e per quei soldati che liberarono l'Ucraina dal giogo delle SS e delle milizie collaborazioniste ucraine, tanto celebrate dal governo di Kiev.
In questo momento in cui nel mondo gli echi della guerra sono sempre più elevati, ospitare organizzazioni che sostengono forze armate straniere, influencer che praticano la discriminazione culturale di interi popoli, è quanto di peggio si possa fare per la pace nel mondo.
Chiediamo che il Comune intervenga a norma del Regolamento sulle forme di collaborazione tra soggetti civici e amministrazione per violazione dell'art. 2 comma 1 lett. i per la natura dell'iniziativa, tutt'altro che promotrice di valori tutelati dalla nostra Costituzione
”.
Noi invece “riteniamo gravissimo” il fatto che un partito come il PRC che a parole si definisce “comunista”, “antimperialista” e “internazionalista” continui a ingannare la propria base ignorando opportunisticamente la contraddizione principale che sta alla base della guerra in Ucraina travisando innanzitutto il fatto che la guerra in Ucraina è stata scatenata da un Paese aggressore (la Russia imperialista di Putin) ai danni di un Paese aggredito (l'Ucraina).
La guerra in Ucraina non è una “operazione speciale” intrapresa da un “Paese minacciato dalla Nato” che ha come obiettivo la “liberazione del Donbass” e la “denazificazione” dell'Ucraina. Si tratta solo di fumo negli occhi dei sinceri antimperialisti per coprire e sostenere la guerra di aggressione imperialista scatenata da Putin con la copertura del socialimperialismo cinese per annettere non solo l'Ucraina fino a ristabilire, come lui stesso ha dichiarato nel discorso del 21 febbraio 2022, i confini e l'influenza della "vecchia madre Russia" e dell'ex impero zarista.
Un sincero antimperialista dovrebbe chiedersi: che differenza c'è fra l'aggressione dell'imperialismo americano e sionista contro i palestinesi, il Libano, l'Iran e il Venezuela, e l'aggressione di Putin all'Ucraina? Perché ad esempio si sostiene la Resistenza del popolo iraniano contro gli aggressori americani e sionisti e si sabòta invece la Resistenza ucraina? Forse il regime degli ayatollah è più “democratico” del governo di Kiev?
Anche l'Ucraina è vittima di un’invasione “illegale e totalmente ingiustificata” che è costata la vita a decine di migliaia di civili, centinaia di migliaia di militari in gran parte giovani da ambedue le parti, oltre che danni materiali per centinaia di miliardi di euro. Milioni di persone sono state costrette a fuggire all’estero e altri milioni sono sfollati all’interno dell’Ucraina. Oggi l’aggressore russo continua a distruggere intere città e infrastrutture civili, reti elettriche e di riscaldamento, scuole, ospedali, ferrovie, porti; il suo esercito di occupazione ha compiuto e continua a compiere massacri di massa di civili ucraini, stupri e deportazioni con la forza, compresi i bambini, in Russia e Bielorussia.
Perciò un sincero antimperialista ha il dovere di battersi non solo contro l'imperialismo sionista e americano ma contro qualsiasi imperialismo, che sia quello dell'Ovest o quello dell'Est. Anzitutto, come ci insegna Lenin, egli deve battersi prima di tutto contro il proprio regime imperialista, l'imperialismo italiano, che in questa fase storica col governo neofascista Meloni al potere sta assumendo un ruolo sempre più importante. Si pensi ad esempio al criminale sostegno offerto al genocidio palestinese, alle complicità con le aggressioni contro l'Iran, il Libano, il Venezuela e l'embargo a Cuba; al Piano Mattei, all'economia di guerra e di riarmo, allo sviluppo delle relazioni con i paesi africani, all'invio della flotta italiana nel Pacifico e così via.
Occorre perciò smascherare l'ambigua posizione “campista” del PRC e di altri partiti e formazioni politiche alla sinistra del PD che si definiscono antimperialisti e lottano contro la guerra solo quando gli torna utile. Non basta condannare solo l'imperialismo dell'Ovest e addirittura considerare un potenziale alleato chiunque si batta contro gli Stati Uniti e la Nato. Bisogna prendere al più presto coscienza del fatto che in questo momento storico si sta sviluppando una lotta senza quartiere tra l'imperialismo dell'Ovest, che dal secondo dopoguerra ad oggi è stato l'imperialismo dominante, e l'arrembante imperialismo dell'Est guidato dal socialimperialismo cinese e di cui fa parte integrante la Russia di Putin per il predominio mondiale.
Avere una posizione opportunista sull'imperialismo, evitare di smascherarlo fino in fondo, in qualunque forma di Stato e di governo e con qualsiasi bandiera esso si presenti: questo sì che “è quanto di peggio si possa fare per la pace nel mondo”.
15 aprile 2026