Durante un convegno a Città della Scienza
Contestati a Napoli il rettore Lorito e la Leonardo Spa
Studentesse e studenti partenopei ribadiscono la loro opposizione alla militarizzazione dell’università
Redazione di Napoli
Come già preannunciato a seguito della stipula del trattato di cooperazione “scientifica” tra l’Università di Napoli Federico II e il comando Nato di Napoli, martedì 14 aprile le studentesse e gli studenti dei diversi collettivi studenteschi e le ragazze e i ragazzi dei Centri sociali partenopei hanno contestato il III Congresso Nazionale del National Quantum Science and Technology Institute che avrebbe visto tavoli di lavoro e collaborazione tra l’ateneo partenopeo e le industrie belliche, prima tra tutte la Leonardo Spa.
Gli universitari hanno contestato, insieme al reazionario rettore, il sionista Matteo Lorito, anche la ministra dell’università Bernini, in particolar modo puntando il dito sui suoi tagli di oltre 1 miliardo alla ricerca (che nei fatti sottomette quest’ultima agli interessi delle industrie belliche e dei privati, oltre che delle “università” telematiche). La contestazione non ha risparmiato il presidente riformista pentastellato della regione Fico e il neopodestà di Napoli Manfredi, definiti i “grandi assenti” a causa della loro defezione a tale iniziativa, evidentemente per evitare di fare chiarezza o dare spiegazioni alle masse studentesche presenti in presidio.
In particolare gli esponenti dei collettivi universitari hanno precisato come il congresso del NQSTI, che si diramava in tre giornate dal 14 al 17 aprile, nei fatti rappresenti l’ennesima passerella delle istituzioni accademiche e locali, vista l’evidenza data dal fatto che durante questo congresso avrebbe presenziato ai “lavori” anche l’amministratore delegato della Leonardo, Roberto Cingolani, smascherando definitivamente l'iniziativa.
Pur condividendo le rivendicazioni dei manifestanti, nello specifico l’opposizione ai tagli all’università e alla ricerca e alla sempre più stretta collaborazione degli atenei con i privati, industrie belliche come la Leonardo e addirittura persino il comando della Nato di Napoli, riteniamo che, se “ferme” solo a questi obiettivi immediati e a breve termine, rischierebbero solo di “limare” le punte più affilate del capitalismo per ciò che concerne l’università, per la quale è necessario lottare affinché sia pienamente e autenticamente pubblica, gratuita e governata dalle studentesse e dagli studenti.
22 aprile 2026