Le grinfie di Palantir del nazista Thiel sulla sanità pubblica britannica
Associazioni di pazienti e numerose organizzazioni come Amnesty International chiedono di interrompere la partnership
Dal 2023 Palantir è anche partner del Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma

In Inghilterra continua a suscitare proteste l'accordo siglato il 21 novembre 2023 fra la Palantir Technologies, la società del finanziere nero nazi-miliardario Peter Thiel (sodale di Donald Trump e assiduo frequentatore della rete di pedofilia, affari, corruzione e manovre politiche in combutta coi servizi segreti di mezzo mondo ordita da Jeffrey Epstein) e il Servizio Sanitario Nazionale inglese (NHS) per la creazione della Federated Data Platform (FDP).
L'accordo ha un valore di oltre 330 milioni di sterline (circa 415 milioni di dollari) e fino al 2027 permetterà alla Palantir di guidare un consorzio di imprese (che include Accenture, PWC, Carnall Farrar e NECS) con l'obiettivo di implementare una banca dati con le informazioni cliniche di tutta la popolazione provenienti da tutte le varie sedi dell'NHS per “migliorare la gestione delle risorse e la cura dei pazienti”.
Si tratta di una vera e propria schedatura di massa inerente lo stato clinico di tutta la popolazione inglese che di fatto consegna la gestione della sanità pubblica britannica nelle grinfie di Palantir.
Contro l'accordo si sono mobilitate una serie di associazioni di pazienti e organizzazioni umanitarie in difesa dei diritti umani, tra cui Amnesty International, British Medical Association, Corporate Watch e Medact, per chiedere a gran voce al Nhs di interrompere immediatamente la partnership con Palantir e invitando i medici inglesi a boicottare la Federated Data Platform rifiutandosi di fornire i dati dei pazienti.
La protesta ha provocato le dimissioni dell'ex vicedirettore nazionale del Nhs, Matthew Swindells, uno dei principali manager della sanità pubblica inglese nonché presidente dell’azienda sanitaria di Londra Nord-Ovest responsabile di 12 ospedali pubblici.
Un’inchiesta del Financial Times ha rivelato infatti che Swindells da un lato invitava i medici a inserire i dati dei cittadini britannici sulla piattaforma di Thiel e dall’altro, come consulente privato, aveva tra i propri clienti proprio la Palantir. L’inchiesta ha svelato una rete ben più vasta di lobbisti, in buona parte ex-dirigenti del servizio sanitario pubblico inglese come Swindells, che hanno spinto il governo ad affidare alla società di Thiel l’appalto della Federated Data Platform.
Palantir è anche un partner strategico sia dell’amministrazione statunitense che del governo israeliano e si è già resa responsabile di numerose violazioni dei diritti umani sia negli Usa – ad esempio al fianco delle famigerate squadracce dell’Ice – che a Gaza e in Iran, dove ha fornito tecnologie e intelligence alle operazioni militari israelo-statunitensi.
Per questo motivo il 16 marzo scorso il New York Health + Hospitals, che gestisce oltre 70 ospedali pubblici della metropoli statunitense, ha annunciato l’interruzione dei rapporti con Palantir dal prossimo ottobre. Gli ospedali avevano affidato alla società di Thiel la gestione dei pagamenti e dei rapporti con le assicurazioni sanitarie. Anche in questo caso è stata decisiva un’inchiesta del sito di giornalismo indipendente The Intercept in cui si dimostrava che Palantir aveva accesso anche alle schede personali dei pazienti, spesso le stesse persone che proprio i sistemi Palantir indicano all’Ice per le sue retate. Sarà un caso ma il 24 marzo NYC Health + Hospitals ha comunicato di aver subito un attacco informatico (riuscito) mirato a sottrarre proprio quei dati.
Purtroppo i tentacoli di Palantir che avviluppano la sanità pubblica si allungano ben oltre la Manica, gli Usa e Israele e coinvolgono anche l’Italia. Dal 2023, infatti, la società di Thiel è partner del Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma, il più grande ospedale della capitale di proprietà vaticana ma convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. La collaborazione prevede l'utilizzo del software di gestione dei dati Foundry, lo stesso usato per la Federated Data Platform nel Regno Unito per “la gestione e l’elaborazione su larga scala dei dati clinici dei pazienti”. Con tutti i rischi annessi e connessi.
Esperti del settore hanno già denunciato che “l’anonimizzazione dei dati dei pazienti con cui si ritiene di proteggere la loro privacy è molto più problematica di quanto si creda” e che, in numerose occasioni è stato già dimostrato quanto sia facile risalire alle identità individuali dei pazienti incrociando più banche dati “anonimizzate”.
Insomma anche la sanità pubblica italiana foraggia con soldi pubblici Palantir per implementare banche dati che hanno un valore enorme e vengono messe anche a disposizione dei privati che li usano non solo, o forse non tanto, per scopi di ricerca, epidemiologia e controllo dei processi, ma anche per operazioni criminali.

22 aprile 2026