Contributi
Quello che penso di Stalin e dell'Appello di Scuderi alle operaie e agli operai

 
Soprattutto in questa fase contraddistinta dalla più nera reazione a livello globale (pur con le dovute sfumature tra un Paese e l'altro) è necessario tornare ai fondamentali. Servono un intransigente antirevisionismo e una comprensione profonda del socialismo scientifico.
Stalin, a mio avviso, rappresenta una delle figure più alte di questo approccio. Non solo perché ha guidato la costruzione del socialismo in URSS e la vittoria sul nazismo, ma perché ha saputo difendere teoricamente e politicamente il marxismo-leninismo dall'opportunismo trotzkista e dalle deviazioni piccolo-borghesi di destra e di sinistra.
I suoi testi sono chiari, diretti, e hanno la forza di chi non teme di chiamare le cose con il loro nome. Studiarlo significa anche comprendere le difficoltà e le contraddizioni del socialismo reale, ma senza cadere nell'agiografia anticomunista né nella liquidazione superficiale.
Ho letto l'Editoriale di Giovanni Scuderi “Operaie e operai, parliamoci!” con attenzione.
Credo che sia importante alimentare un dibattito politico nel suo complesso, e che "parlarsi" sia fondamentale - a patto che ci sia l'ambizione di portare il confronto a un livello ben più alto rispetto al recente passato.
Indubbiamente, un certo malcostume è alimentato dall'uso quasi ossessivo di piattaforme come i social network, che servono solo a dare l'illusione di un protagonismo effettivo alle masse. In realtà, è vero il contrario: frammentano, spettacolarizzano e neutralizzano la lotta di classe.
Lo dico perché noi siamo parte integrante di questa società, moltissimi compagni coscienziosi purtroppo si perdono in trappole del genere e non solo quelle.
In ogni caso, trovo utile il vostro sforzo di riportare al centro la questione del potere politico del proletariato, che è troppo spesso assente.
Su alcuni punti specifici - come la definizione di "socialimperialismo cinese" - devo ancora approfondire prima di esprimere un'opinione.
Ma la direzione di marcia mi sembra condivisibile: ricostruire una cultura rivoluzionaria seria, senza scorciatoie.
Roger, operaio metalmeccanico - provincia di Brescia
 

29 aprile 2026