Tramite Francesco Giubilei consigliere di Meloni
“Il Giornale" segnala a Mussolini in gonnella e alla magistratura l’editoriale “eversivo” de “Il Bolscevico” per il 25 Aprile
Chiaro tentativo dei neofascisti di coinvolgere il PMLI e “Il Bolscevico” nell’indagine sui Carc per terrorismo

Significativamente per il 25 Aprile e all’indomani dell’approvazione in via definitiva della Camera del decreto legge n.23/2026, meglio noto come “decreto sicurezza”, il quotidiano "Il Giornale" nella sua versione online, coacervo neofascista fondato da Indro Montanelli, attuale Direttore Responsabile Tommaso Cerno (navigato voltagabbana transitato da Alleanza nazionale a ex senatore PD fino all’attuale Fratelli d’Italia) che da direttore del fascista “Il Tempo” ha attaccato il nostro Partito in maniera velenosa e bugiarda, tramite la pennivendola filo Israele Giulia Sorrentino (vedi: https://www.pmli.it/articoli/2025/20251029_39_IlTempoAttaccaPmli.html), direttore editoriale Vittorio Feltri, firme Alessandro Sallusti e Nicola Porro, è tornato a lanciare un velenoso attacco al PMLI e al suo Segretario generale, compagno Giovanni Scuderi, per segnalarli all'attenzione del governo come un pericolo “eversivo” immediato da reprimere. Nel mirino neofascista è finito l’Editoriale de “Il Bolscevico” per il 25 Aprile, definito un “documento choc” a partire dal titolo ““Uniamoci per buttare giù il governo neofascista Meloni, Mussolini in gonnella”.
A firma del pennivendolo Francesco Giubilei, consigliere della Meloni e già dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, giovane trumpiano, presidente della Fondazione Tatarella, editore di “Historica”, fondatore della rivista “Nazione Futura”, direttore scientifico della Fondazione Alleanza Nazionale, inserito da “Forbes” tra i 100 giovani under 30 più influenti d’Italia, si legge: “Con la scusa del 25 aprile la sinistra radicale si prepara a mettere in atto un disegno eversivo per provare a far cadere il governo Meloni. Non solo i CARC finiti nel mirino delle procure con perquisizioni e indagini ma anche il PMLI (Partito Marxista Leninista Italiano) che ha pubblicato un documento inquietante per sovvertire l’ordine democratico. Per questo vengono riportate le parole di Giovanni Scuderi, il Segretario generale e fondatore del PMLI secondo cui: ‘Il governo Meloni è una dittatura neofascista in contrasto persino con la democrazia borghese. Va quindi combattuto e abbattuto senza esclusione di colpi, usando tutte le forme di lotta, legali e illegali, parlamentari e extraparlamentari, pacifiche e violente di massa. Una lotta che va portata avanti fino alle estreme conseguenze, alla guerra civile, se risponde alla volontà delle masse’”.
Dichiarazioni giudicate dal neofascista Giubilei “inquietanti (già pronunciate durante il congresso del partito) che vengono però rilanciate a pochi giorni dell’inchiesta nei confronti del partito comunista dei CARC a cui, non a caso, il Partito Marxista Leninista Italiano ha espresso solidarietà per le perquisizioni. Parole da non sottovalutare anche alla luce della storia del PMLI fondato a Firenze nel 1977 e con alle spalle numerose vicende giudiziarie e processi. Anche perché sta sempre di più emergendo una saldatura tra i mondi della sinistra radicale, i centri sociali, i collettivi e i pro Pal”.
Un malcelato invito al governo e alla magistratura a intervenire proprio alla vigilia del 25 Aprile, quando è il governo della Mussolini in gonnella a essere sul banco degli accusati per la fascistissima “Sicurezza”, che prevede tra l’altro il fermo preventivo fino a 12 ore per chi durante una manifestazione sia ritenuto un potenziale pericolo, il rafforzamento del DASPO urbano, la possibilità per i prefetti di istituire nuove aree a vigilanza rafforzata, e per il loro fascismo storico. Evidentemente è un attacco pianificato ai piani alti governativi e dei servizi, mettendo anche noi nell’inchiesta in corso contro il partito dei Carc. Cercano di intimidirci, ma non ci riusciranno perché i marxisti-leninisti sono della stessa pasta di Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao. Cercano di processarci e incarcerarci, facciano pure, rafforzeranno e allargheranno le fila del PMLI. La lotta di classe e la ruota della storia non si possono fermare. Come dice Mao: “La via è tortuosa, l’avvenire è radioso”.
A conferma di tutto ciò, la pubblicazione online dell’articolo de “Il Giornale” ha dato lo spunto poche ore dopo al noto blogger nazionale reazionario Luca Vincitore su Tele Italia di rincarare la dose. “Abbiamo parlato recentemente dei famosi CARC finiti nel mirino delle procure con perquisizioni e indagini, ma anche il PMLI, Partito Marxista leninista italiano, che ha pubblicato un documento per sovvertire l’ordine democratico. Naturalmente queste organizzazioni sono sotto stretto controllo dei servizi segreti e degli organi inquirenti delle procure. Quindi queste organizzazioni verrebbero fermate solo nel momento dell’azione o poco prima dell’azione, quando veramente stanno pianificando, non solo a parole la presa del potere in Italia, quindi un obiettivo eversivo, sovvertire l’ordine democratico costituito con le elezioni e con la Costituzione della Repubblica Italiana. Quindi, quando io vi racconto di queste organizzazioni che parlano di sovversione, state tranquilli che sono assolutamente monitorate dai servizi segreti, militari e civili, quindi non vi preoccupate di nulla. Non, evidentemente questi non possono arrivare ad alzare un dito perché sarebbero bloccati immediatamente. Quindi voi direte, perché gli inquirenti non intervengono? Intervengono quando sono sicuri che quell’organizzazione sta veramente cercando di portare a compimento un disegno eversivo per provare a cambiare l’ordine democratico costituito in Italia”. All’indice del blogger neofascista finiscono anche le parole del Segretario generale del PMLI, compagno Giovanni Scuderi, “quello che dice questo segretario è assolutamente eversivo. Gli inquirenti potrebbero già fermarlo subito. Con queste dichiarazioni c’è già il tentativo eversivo, di organizzazione di un fatto eversivo. Probabilmente gli inquirenti aspettano un ulteriore passo per prenderli tutti”.
Questi ultimi episodi, provocati e incoraggiati dal governo Meloni, di repressione nei confronti degli organismi e delle masse popolari impegnate nel contrastare le politiche neofasciste dell'esecutivo, e il criminale imperialismo degli Usa e di Israele, la dicono lunga anche sulla condotta provocatoria e squadrista delle “forze dell'ordine”, contro la quale non si può che rispondere in maniera compatta ed unitaria, senza distinzioni di sorta. Per salvaguardare almeno i brandelli di democrazia borghese rimasti, occorre mobilitare le masse per buttar giù il governo Meloni, Mussolini in gonnella. Per questo invitiamo tutti, le conseguenti antifasciste e antifascisti, a costruire un fronte unito che deve essere più largo possibile, senza alcuna preclusione, che rilanci con forza la lotta per buttare giù con la piazza il governo Meloni, i suoi gerarchi e lacchè, spazzando via con esso tutti i provvedimenti di politica interna e estera che ha approvato.
In ogni caso la nostra lotta continuerà perché l’Italia esca dalle tenebre del capitalismo e della dittatura della borghesia e entri nella luce del socialismo e del potere politico del proletariato.
 

29 aprile 2026