Napoli: 10 mila in piazza. Tante bandiere rosse e palestinesi. Contestata Mussolini in gonnella, ma anche il neopodestà Manfredi. Il manifesto del PMLI superfotografato, a ruba i volantini sul 25 Aprile

Redazione di Napoli
10 mila manifestanti a Napoli hanno reso vivo il ricordo della vittoria della Resistenza partigiana contro il nazifascismo 81 anni dopo. Una giornata che si è aperta a Porta Capuana e che ha portato il corteo per i quartieri popolari del centro storico per confluire a piazza del Plebiscito. Una manifestazione colorata, rumorosa, fortemente antifascista, con slogan contro il governo neofascista di Mussolini in gonnella, ma anche durissime critiche al neopodestà e amico della Meloni, Gaetano Manfredi, tanto che dal corteo si annunciava che il Primo Maggio partenopeo quest’anno verrà svolto a Bagnoli contro il “Pacco per Napoli”, l’America’s Cup e la mancata riqualificazione della zona Ovest.
Il corteo veniva aperto dai ragazzi e dalle ragazze antifasciste di Napoli e provincia con un bello striscione e slogan che ricordavano i partigiani; tantissime le bandiere palestinesi sventolavano o ricoprivano a mo’ di mantello i giovani antifascisti. Di seguito si vedevano diversi centri sociali della città, in prima fila il Laboratorio Iskra, seguito dal sindacato Si Cobas, e dopo Potere al Popolo, l’Usb Campania con alla testa la sua direzione provinciale e regionale, il centro sociale “Je so Pazz”, poi diversi militanti di “Officina 99”, cui seguiva uno folto e qualificato spezzone della Comunità palestinese, quello del Partito dei Carc, a cui abbiamo direttamente portato la solidarietà per le perquisizioni orchestrate dalla Procura napoletana, e poi altre formazioni politiche e associazioni antifasciste presenti sul territorio napoletano, come quella significativa e contro la giunta antipopolare “Napoli non si vende, riprendiamoci la città”.
Un piccolo ma qualificato spezzone veniva costituito dalla Cellula “Vesuvio Rosso” di Napoli del PMLI, guidata dal Segretario, compagno Luigi, che partecipava con indosso i “corpetti” che riportavano la locandina e i volantini, andati letteralmente a ruba, riproducenti la parola d’ordine del PMLI per il 25 Aprile, la quale coglieva appieno lo spirito dei presenti. La locandina veniva superfotografata dalle diverse testate giornalistiche, fatto che probabilmente non è andato a genio alla cricca de “Il Giornale” di Cerno e camerati vari.
Non sono mancate le provocazioni al corteo che sono state rigettate al mittente: all’altezza di via Foria, vicino alla vecchia sede del MSI con un vano tentativo di alcuni fascisti, ben protetti dalle “forze dell’ordine” governative, di disturbare le masse antifasciste, ma troppo pochi per impensierire; all’altezza di via Poerio alcune bandiere sioniste venivano poste provocatoriamente e subito rientrate sulla protesta delle antifasciste e degli antifascisti; la sede centrale di Fratelli d’Italia presente su Rettifilo completamente ignorata dai manifestanti protetta provocatoriamente dalla polizia in assetto antisommossa; alcuni diffusori del fogliaccio “Lotta Comunista” che provocavano portando le loro idee antipartigiane venivano duramente contestati da un nostro compagno assieme a un altro di “Officina 99” invitando i bordighisti a lasciare il corteo.
Nella mattinata molto partecipata è stata la classica parata istituzionale di piazza Carità con il “centro-sinistra” in primo piano con Giuseppe Conte, il governatore Roberto Fico e il neopodestà Gaetano Manfredi. Significativo che verso la conclusione dell’inno italiano, le masse antifasciste partenopee intonavano “Bella Ciao” che surclassava l'inno nazionalista e patriottardo.

29 aprile 2026