Perugia: Manifestazioni e Street Parade. La sindaca Ferdinandi esalta la nonviolenza. Diffusi con successo i volantini sul 25 Aprile e con l'Appello di Scuderi

Dalla corrispondente del PMLI per l'Umbria
A Perugia e provincia l'81° Anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo è stato festeggiato con numerose iniziative. Quattro gli appuntamenti in città.
Alle 9 nella centrale Piazza Danti una camminata collettiva per portare un fiore nei luoghi della Resistenza del centro storico e l'intervento della Sezione Anpi presso l'ex carcere femminile all'interno del quale molte donne prevenienti da diverse parti d'Italia furono rinchiuse per la loro opposizione al regime fascista. Una lapide posta sul muro di cinta ricorda 23 donne, in gran parte comuniste, che furono incarcerate e condannate dal Tribunale Speciale fascista.
Alle 11:15 la cerimonia ufficiale del comune di Perugia in Borgo XX Giugno con la consueta deposizione di corone d'alloro sulla lapide in ricordo dei patrioti fucilati dai nazi-fascisti. In quest'occasione è stato ricordato il partigiano Mario Grecchi comandante di un gruppo della brigata “Leoni” che a soli 17 anni fu fucilato dai fascisti. Il primo intervento è stato dell'ultra novantenne partigiana Mirella Alloisio, staffetta, nome di battaglia “Rossella”, che appena diciassettenne era già responsabile della segreteria operativa clandestina del Comitato di Liberazione Nazionale Liguria. Dopo di lei l'intervento della sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi del “centro-sinistra”, che si è limitata a elencare le ingiustizie nazionali e internazionali che sono sotto gli occhi di tutti senza mai attribuire responsabilità al governo neofascista Meloni, mai citato. Ha continuato elogiando le gesta dei partigiani ma ha voluto rimarcare che “oggi ancor di più l'antifascismo deve essere non violento, o non è antifascismo”, esaltando il filosofo non violento Aldo Capitini e affermando che “l'antifascismo non è odio speculare, non è violenza che cambia di segno, non è potere che semplicemente cambia di mano”. Eh no cara Ferdinandi, non sono certo questi gli ideali e i principi che hanno mosso migliaia di operai, contadini, intellettuali e studenti, uomini e donne e tantissimi giovani che hanno imbracciato le armi consapevoli che era l'unica strada per sconfiggere il nazi-fascismo anche a costo della propria vita. La storia che ha raccontato Ferdinandi è una narrazione che non solo non si ispira agli ideali che furono della Resistenza ma che non può sconfiggere il governo Meloni che come un rullo compressore sta cancellando le libertà individuali e collettive e perciò va buttato giù prima possibile dalla piazza.
Al termine della cerimonia ufficiale si è mosso il corteo organizzato da Perugia Antifascista con uno spirito più combattivo e in un'ottica di lotta, come affermato dagli organizzatori: “un corteo che non vuole essere solo una ricorrenza storica ma anche una lotta al neofascismo esistente e di potere, contro l'imperialismo che provoca nuove guerre e a tutela e favore del popolo palestinese, soggetto a genocidio”.
Il lungo serpentone di bandiere rosse, dalla pace, della Palestina, al quale hanno partecipato tantissimi giovani, studenti ma anche famiglie con bambini, si è snodato per le vie del centro fino a piazza IV Novembre intonando più volte Bella Ciao e Fischia il vento. Era aperto dallo striscione di “Perugia Antifascista”, dietro altri striscioni e cartelli tra cui “Contro guerra e patriarcato vogliamo futuro”, “lega Salvini e lascialo legato”, “Studenti antifascisti”, “Voi non potete fermare il vento gli fate solo perdere tempo”.
Al corteo ha partecipato il PMLI.Umbria diffondendo ampiamente i volantini sul 25 Aprile e l'Editoriale di Scuderi per il 49° Anniversario della Fondazione del PMLI. Sono stati ben accolti e anche ringraziati. Qualcuno ha anche detto “Finalmente qualcosa su Meloni”, probabilmente in contrapposizione a quanto emerso alla celebrazione ufficiale.
Nel pomeriggio si è svolta la Street Parade “Resistenza a denti street” organizzata da collettivi indipendenti per protestare contro il restringimento delle libertà, la mancanza di spazi aggregativi, i recenti attacchi ai centri sociali.

29 aprile 2026