Grazie a Meloni e Tajani
La Ue non sospende l'accordo con Israele
Eppure la sospensione di ogni collaborazione con l’entità sionista è vitale per l’Europa e soprattutto per l’Italia
Il ministro degli Esteri italiano lo scorso 23 aprile ha difeso l'alleanza con lo Stato genocida di Israele durante un question time al Senato, confermando da un lato che la sospensione del rinnovo automatico del memorandum bilaterale tra l’Italia e l’entità sionista, annunciato pochi giorni prima da Giorgia Meloni, è “coerente con la gravità della situazione sul terreno
”, e dall’altro difendendo la posizione da lui sostenuta in sede europea contro la sospensione del ben più corposo accordo di associazione tra l’Unione Europea e l’entità genocida, ritenendo che tale risposta non sarebbe “appropriata
” e danneggerebbe, a suo avviso, la popolazione israeliana più che Benjamin Netanyahu.
La posizione del governo italiano, già gravissima sul piano interno, è stata del resto fondamentale, insieme a quella della Germania, per impedire una sospensione, anche parziale, dell’accordo tra Unione Europea e Israele, come certificato il 21 aprile dall’Alto rappresentante per la politica estera europea, Kaja Kallas, durante il Consiglio degli Affari esteri dell’Unione: “alcuni Stati membri
- ha affermato la Kallas - hanno proposto una sospensione totale o parziale dell’accordo di associazione dell’UE e restrizioni al commercio proveniente dagli insediamenti: a causa della mancanza di un sostegno unanime, tali proposte non sono state approvate.
”
Hanno proposto tale sospensione, motivandola con la commissione di crimini intollerabili da parte di Israele, un gruppo di Paesi quali Spagna, Irlanda e Slovenia sostenuti da Belgio e Olanda, ma tale proposta ha incontrato la forte ostilità di un altro gruppo di Paesi capeggiato dalla Germania di Merz e dall’Italia di Mussolini in gonnella, i quali si sono opposti sia alla sospensione dell’intero accordo con l’entità sionista genocida sia alla parte commerciale dell’accordo.
Al di là della proposta di denuncia dei trattati con lo Stato sionista che ha fatto la fine miserabile che si è visto, l’Unione Europea non riesce a mettersi d’accordo nemmeno per eventuali sanzioni individuali contro i coloni sionisti che - con la complicità delle forze armate genocide di Israele, l’impunità fornita loro dalla magistratura del regime sionista e l’incoraggiamento istituzionale fornito loro dai capibanda Netanyahu ed Herzog - si sono resi responsabili nel corso degli anni di decine di migliaia di morti palestinesi in Cisgiordania e di violenze inenarrabili contro la popolazione araba, perché per tali sanzioni individuali serve l’unanimità, mai raggiunta soprattutto grazie al veto dell’Ungheria.
“La decisione dell’Unione
– ha affermato Amnesty International in un comunicato - rappresenta un fallimento morale e dimostra un palese disprezzo per le vite delle persone civili. Un milione di persone in Europa, oltre 75 organizzazioni non governative, quasi 400 ex diplomatici, esperti delle Nazioni Unite, così come Belgio, Paesi Bassi, Irlanda, Slovenia e Spagna, hanno chiesto l’immediata sospensione dell’accordo. Ancora una volta, queste richieste sono state ignorate
”.
In passato l’Unione Europea ha revocato accordi preferenziali di natura commerciale – per fatti incomparabilmente meno gravi rispetto ai conclamati crimini di guerra e di genocidio commessi dall’entità sionista - nei confronti della Cambogia, della Siria e dello Zimbabwe, ma in questo caso c’è di mezzo Israele.
Nelle stesse ore del 21 aprile scorso, nelle quali a Lussemburgo l’Unione Europea decideva di proseguire il rapporto con l’entità sionista, a Gerusalemme il direttore del Mossad, David Barnea, rendeva noto che uno dei quattro morti del naufragio di un’imbarcazione che colò a picco la sera del 28 maggio 2023 sul Lago Maggiore era un ufficiale dello stesso Mossad, che lo stesso Barnea definisce con la sigla “M.
”, il quale stava lavorando in quella circostanza con i servizi segreti italiani per impedire all’Iran di ottenere armi avanzate. “Le operazioni guidate da M.
- ha detto Barnea durante la cerimonia - combinavano creatività, astuzia e tecnologia e hanno influenzato in modo significativo il successo della campagna contro l'Iran. Durante l'Operazione 'Ruggito del Leone', i miei pensieri e il mio cuore si sono riempiti di orgoglio per il carattere e le azioni di M., caduto fuori Israele mentre svolgeva la sua missione
".
A bordo dell’imbarcazione c’erano 21 persone tra italiani e israeliani, tutti agenti impegnati in una missione segreta, come sarebbe emerso successivamente. Secondo la versione ufficiale intorno alle 19 la barca sarebbe stata sorpresa da una bomba d'acqua con vento forte e pioggia battente, che avrebbe capovolto l'imbarcazione nei pressi di Lisanza, una frazione di Sesto Calende, trascinando gli occupanti nelle acque fredde del lago. Morirono così gli agenti segreti italiani Claudio Alonzi e Tiziana Barnobi di 53 e 62 anni, l'agente israeliano M. di 50 anni, a capo della sua missione e la russa Anya Bozhkova, moglie del comandante dell’imbarcazione, Claudio Carminati.
All'epoca del naufragio il governo sionista si era limitato a dichiarare che l'uomo fosse un ex agente del Mossad ormai in pensione, ma ora il capo del più importante dei servizi segreti di quell’entità terrorista ha affermato che già a maggio del 2023, oltre quattro mesi prima dei fatti del 7 ottobre per i quali Israele avrebbe poi tratto pretesto per attaccare militarmente l’Iran a partire dal 2025, nel territorio italiano i servizi segreti del nostro Paese erano coinvolti in iniziative ostili contro la Repubblica Islamica. Lo definisce inoltre “caduto
”, facendo chiaramente pensare che la causa della sua morte non sia riconducibile ad un evento atmosferico bensì ad atti ostili. Gli israeliani, insomma, hanno da tempo esposto le masse popolari italiane, grazie alla sciagurata politica dei governanti italiani, a rappresaglie da parte di avversari di Israele, rappresaglie che sarebbero pienamente giustificabili.
Barnea non parla a sproposito, e se ha dato questa notizia, e l’ha data proprio nelle stesse ore in cui in Europa si discuteva proprio di sospensione o di limitazione di collaborazione tra Unione Europea e Israele, essa ha il sapore di una vera e propria minaccia diretta innanzitutto contro l’Italia, della quale ha smascherato agli occhi del mondo intero il coinvolgimento in attività ostili contro la Repubblica Islamica, e ha parlato alla nuora – ossia all’Italia – affinché la suocera – ossia l’Unione Europea e tutti i suoi Paesi membri – intenda. Il messaggio è chiaro, ovvero che la collaborazione non deve essere interrotta, e non è un caso che l’Italia è in prima fila a sostenere gli accordi con Israele, ed evidentemente la maggior parte dei Paesi della UE, soprattutto quelli che producono armamenti da esportare in Israele, hanno da tempo un asse di acciaio con Israele nazisionista.
6 maggio 2026