Fucecchio: Comizi poco incisivi nell'attacco alla politica reazionaria del governo Meloni. Volantinaggio e discussioni da parte del PMLI

Redazione di Fucecchio
La giornata del Primo Maggio a Fucecchio (Firenze) è iniziata davanti al monumento dei Caduti sul Lavoro, ai Giardini pubblici di Piazza XX Settembre, intitolato a Luana D'Orazio. Era presente Emma, la mamma della giovane di 22 anni di Agliana (Pistoia) morta in un'azienda tessile in provincia di Prato, stritolata da un orditoio, un macchinario manomesso nei suoi sistemi di sicurezza per aumentare la produttività e quindi il profitto. Una morte per cui non ha pagato nessuno: il padrone ha patteggiato la pena e non ha fatto un giorno di carcere mentre il manutentore è stato assolto. Per la giovane e coraggiosa madre è stata proposta la cittadinanza onoraria di Fucecchio.
Dalla piazza è poi partito il corteo organizzato dalla Cgil che ha attraversato il centro storico per concludersi in Piazza Montanelli. Un corteo che mantiene ancora alcuni tratti tradizionali come i trattori e la banda musicale.
Militanti e simpatizzanti della Cellula “Vincenzo Falzarano” di Fucecchio del PMLI erano in piazza come tutti gli anni con le loro bandiere rosse e i “corpetti”. Una presenza sempre ben apprezzata dai manifestanti, con cui abbiamo discusso, scambiato opinioni e impressioni. Durante l'iniziativa sono stati diffusi i volantini con l'Editoriale sul Primo Maggio apparso sull'ultimo numero de Il Bolscevico , e alcune copie dell'“Appello alle ragazzi e ai ragazzi che vogliono cambiare l'Italia” di Giovanni Scuderi, Segretario generale del PMLI, ai più giovani, non moltissimi per la verità.
Su questo punto abbiamo ribattuto a chi si lamentava di questa scarsa presenza, ricordando che i giovani sono invece in prima fila contro Mussolini in gonnella Meloni e la guerra imperialista. Piuttosto, le nuove generazioni non sono attratte da quei partiti e sindacati che invece di spronare alla lotta senza quartiere al governo neofascista pensano solo al prossimo appuntamento elettorale, mentre sulla guerra mantengono posizioni ambigue e non condannano in maniera netta Israele.
La manifestazione si è conclusa con gli interventi del rappresentante della Cgil, Fabio Berni, e della sindaca PD Emma Donnini. Entrambi i discorsi si sono incentrati sulla dignità e sicurezza sul lavoro, tema scelto quest'anno per il Primo Maggio da Cgil, Cisl e Uil. Certo la politica antioperaia e reazionaria del governo Meloni meritavano una denuncia molto più forte e coraggiosa che una “semplice”, seppur doverosa, preoccupazione per le condizioni di lavoro in Italia.

6 maggio 2026