Napoli: Occupato il cantiere dell’ex Italsider a Bagnoli, 5 mila in piazza. Contestati il sindaco Manfredi e il governatore regionale Fico. La Cellula “Vesuvio Rosso” del PMLI diffonde centinaia di volantini
Redazione di Napoli
Una bella giornata di sole unita ad un insolito freddo spirato dal vento grecale ha accolto il Primo Maggio a Napoli che si è svolto nella zona Ovest della città, dopo che nella prima mattinata Cgil, Cisl e Uil davano luogo al consueto e rapido presidio presso piazza Municipio, facendo intervenire addirittura il sindaco di Napoli, il barone Gaetano Manfredi, che ribadivano temi sulla precarietà e l’assenza dei diritti, senza entrare nel vivo, ossia che il governo Meloni è un esecutivo neofascista. Presente anche il governatore regioanle Fico assieme alla nuova assessora al lavoro, Saggese, che non rilasciavano dichiarazioni.
Diversamente è andata nella zona Ovest tra i quartieri di Fuorigrotta, Cavalleggeri d’Aosta e Bagnoli dove i manifestanti in migliaia si sono diretti verso l’epicentro del problema ossia le bonifiche, il parco pubblico, la riqualificazione dell’area ex Italsider. Appuntamento nei pressi della Mostra d’Oltremare a Fuorigrotta, non lontano dal cippo dedicato al martire antifascista Vincenzo De Waure, con inizio del corteo che attraversava la zona dei Campi Flegrei e imboccava via Diocleziano procedendo verso Cavalleggeri d’Aosta.
In testa gli organizzatori, ossia i centri sociali Laboratorio politico “Iskra” e Casa del popolo “Villa Medusa”, seguiti dai sindacati di base Si Cobas, Sol Cobas, Usb, e subito dopo i Comitati territoriali della zona Ovest. Presenti anche Potere al Popolo, il PRC, il Partito dei Carc, il PCR e il PMLI che portava con sé il “corpetto” sul Primo Maggio e distribuiva in centinaia di copie il volantino con l’intervento del compagno Andrea Cammilli dal titolo “Alziamo la bandiera del Primo Maggio contro il capitalismo, l’imperialismo, il neofascismo e Mussolini in gonnella”. I marxisti-leninisti partenopei, guidati dal Segretario della Cellula “Vesuvio Rosso”, compagno Luigi Prodomo, tenevano alta la bandiera del PMLI per tutto il percorso e seguivano la manifestazione anche nel momento clou, quando la testa del corteo forzava i cancelli dei presunti “lavori di risanamento” della zona ex Italsider per far vedere direttamente alle masse popolari lo scempio, da una parte, e l’inerzia dall’altra, dell’attuale giunta antipopolare sul tema di Bagnoli che dopo poco più di quattro anni di mandati non ha fatto praticamente nulla di concreto rispetto agli sbandierati progetti per la zona Ovest di Napoli.
Si arrivava poi a ridosso della Città della Scienza, quasi in via Coroglio, dove i manifestanti esprimevano il loro dissenso rispetto alle politiche sia della giunta che del governo di Mussolini in gonnella: “Bagnoli e Napoli non sono in vendita” recitava un cartello; “Manfredi e Fico via da Bagnoli” è scritto su di un altro. A quel punto la tensione con le “forze dell’ordine” cominciava ad allentarsi e il corteo si chiudeva passando per il quartiere operaio di via Enrico Cocchia e dirigendosi presso piazzetta Bagnoli dove, dopo 4 ore.
6 maggio 2026