Valdisieve: Militante e qualificata partecipazione della Cellula “F. Engels” del PMLI

Dal corrispondente della Cellula “F. Engels” della Valdisieve
A Pontassieve (Firenze) si è svolto il consueto corteo per celebrare la Giornata Internazionale dei Lavoratori e delle Lavoratrici, organizzato da CGIL, CISL, UIL , e patrocinato dai comuni di Pontassieve, Pelago e Rufina.
Rilevando purtroppo l'assenza dei giovani, il corteo composto da qualche centinaio di manifestanti, si è concentrato in Piazza del comune di Pontassieve, ed ha proseguito il suo percorso attraverso Pontassieve e San Francesco a Pelago, concludendosi nella piazza antistante il Circolo “Rinascita “ dov'era stato allestito il palco per il comizio finale.
Il tema confederale dato al Primo Maggio era il “Lavoro dignitoso”. Ha aperto il comizio la Segretaria della Camera del lavoro di Pontassieve della CGIL, Giancarla Casini, che ha denunciato le condizioni sempre peggiori del lavoro dipendente, in particolare per quanto riguarda le generazioni più giovani. A seguire ha preso la parola il sindaco di Pontassieve in rappresentanza delle amministrazioni locali con il solito discorso di circostanza, ed a tratti ipocrita nel rivendicare con forza la necessità di un significativo miglioramento delle condizioni di lavoro e dei salari per i i lavoratori, come se negli ultimi decenni la compagine politica di “centro-sinistra” borghese e neoliberista alla quale appartiene, non avesse responsabilità nell’aver attaccato, quando al governo, il diritto al lavoro stabile a tempo pieno e sindacalmente tutelato, precarizzandolo e mercificandolo, facendo arretrare gran parte dei diritti più importanti che con tanti sacrifici le lotte operaie avevano conquistato negli anni Sessanta e Settanta.
Come ciliegina sulla torta, per ultimo ha preso la parola Claudio Gaudio, segretario Cisl di Firenze e Prato, rappresentante di un sindacato che oramai si dimostra effettivamente complice delle politiche economiche, fiscali ed antipopolari del governo neofascista Meloni, e che non a caso ha sostenuto in pieno il decreto sul lavoro varato strumentalmente proprio per il Primo Maggio dall'esecutivo guidato da Mussolini in gonnella che sostanzialmente concede la grossa fetta delle risorse alle aziende e nessuna per i lavoratori. La CISL, al pari della UIL che stavolta ha anch'essa fatto un ulteriore passo verso la cogestione padronale, lo considera un passo in avanti (sic!).
Presente e apprezzata da molti dei partecipanti al corteo la Cellula “F. Engels” della Valdisieve del PMLI, unico partito presente e che come tutti gli anni continua a dare un’impronta di classe anche al Primo Maggio. I compagni della Valdisieve hanno sfoggiato le proprie bandiere ed i manifesti per il Primo Maggio e contro il governo neofascista Meloni e, non appena il segretario CISL ha preso la parola, in segno di protesta di fronte a cotanta ipocrisia hanno deciso di dismettere i propri vessilli e abbandonare la piazza insieme ad alcuni amici del Partito.
 
6 maggio 2026