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Il mondo digitale si muove verso un controllo maggiore degli utenti

di Davide - Milano
Scenari da futuro distopico stanno diventando reali da diversi mesi e la tendenza, purtroppo, è quella di imitare anziché ignorare. Il 2027 (nella maggior parte dei casi) si preannuncia come un anno critico per la libertà degli utenti: dietro il paravento di iniziative per proteggere gli adolescenti diversi governi federali USA e nazioni (nonché la stessa Comunità Europea) hanno introdotto obblighi per le società sviluppatrici di sistemi operativi a introdurre (a partire dal 1/1/2027) un sistema di verifica dell'età, sulla falsariga di quello utilizzato per bloccare i siti "per adulti".
Senza ampliare i dettagli tecnici, un qualsiasi utente dovrebbe verificare la propria età per utilizzare un computer, tuttavia l'obbligo della verifica ricade non sulla persona stessa, ma su chi sviluppa i sistemi operativi. Nessun problema per società multimilionarie come Microsoft, che già utilizzano un sistema di account online e profilazione degli utenti, Apple (anche se da Cupertino sembrano esserci malumori) o Google (la peggiore dal punto di vista della profilazione), ma è tutto il mondo dell'open-source a essere messo in pericolo. Inoltre, ciò che preoccupa gli utenti è che questa presa di posizione di legislatori (sia "progressisti" che conservatori) possa mettere a repentaglio la privacy degli utenti, con dati a rischio di violazione o di controllo. Alcuni giornalisti sostengono inoltre che dietro queste operazioni ci sia lo zampino dei grandi capitalisti dei social: messi in discussione da leggi come l'australiana Zuckerberg&co., stanno esercitando pressioni lobbistiche perché la "colpa" non ricada sui social bensì sui "computer" stessi. Non è del tutto da escludere, poi, che in uno scenario di questo genere i grandi produttori colgano l'occasione per imporre hardware che certifichi l'età (ad esempio prima dell'avvio del sistema operativo stesso) andando a schiacciare i produttori indipendenti, che sarebbero incapaci di sostenere costi di sviluppo o certificazione.
Le possibilità sono diverse, da quelle più apocalittiche a quelle più ottimistiche (che prevedono un nulla di fatto per leggi che sono inapplicabili ad un contesto reale), ma la volontà di politici e grandi gruppi è chiara. Nascondere il tutto dietro "leggi per tutelare l'infanzia e i minori" è tipica ipocrisia del capitalismo.

13 maggio 2026