5 maggio: 208° Anniversario della nascita del grande Maestro del proletariato internazionale
Intervista immaginaria a Marx
di Ugo - Genova
Suonai al portone della sua abitazione alle 10 del mattino. Trovarmi a Londra e al 28 di Dean Street a Soho non fu per caso e neppure per turismo. Ci andai perché me lo chiese il compagno Giovanni Scuderi. È l’Anniversario della nascita del Moro, mi disse, torna con una sua intervista.
Con emozione entrai nel suo studio. Il compagno Carlo Marx era seduto alla scrivania circondato da pile di fogli di carta colmi di statistiche e dati economici. Mi accolse con un sorriso. Mi fece segno di accomodarmi. Tralasciai gli auguri militanti e gli chiesi.
Compagno Marx considerando la crisi contemporanea, le bolle speculative e lo stato di estrema precarietà che vive il mondo, la tua analisi del Capitale è ancora attuale?
Marx: È più che attuale, è l’esatta descrizione del presente. Il capitalismo nella sua vera essenza non è cambiato; è un sistema che per non morire deve espandersi, e lo fa producendo crisi di sovrapproduzione, conflitti, e concentrando sempre di più su di sé i mezzi di produzione. Oggi, più che mai, vedo confermata la mia legge generale dell’accumulazione capitalistica; una ricchezza enorme in pochissime mani da un lato, e ristrettezze economiche - e spesso assolute - delle masse dall’altro. Compagno, che il Capitale sia oggi ‘finanziario’ o ‘digitale', non modifica l’aspetto principale; il denaro è ricavato dal plusvalore rapinato dal sudore della classe operaia, che di suo, è bene ricordare, ha solo la propria forza-lavoro. Finché esiste lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, questa non potrà che essere la regola aurea.
Come dovrebbe muoversi oggi il movimento rivoluzionario per affrontare sfide come la globalizzazione?
Marx: Il principio non cambia, ‘Proletari di tutti i Paesi, unitevi’. Il Capitale agisce su scala globale, quindi la risposta deve essere internazionale. Il movimento rivoluzionario deve guardarsi dagli ammiccamenti, non deve farsi ingabbiare, deve rigettare le illusioni riformiste che da più parti gli vengono proposte, perché non è possibile umanizzare il capitalismo; sarebbe come andare contro natura. Oggi la sfida è unire il proletariato, tutti gli sfruttati e gli oppressi, i disoccupati e gli studenti, sotto un’unica coscienza di classe. Bisogna passare dalla classe in sé alla classe per sé. Passaggio non semplice, ma necessario. E che può avvenire solo attraverso un Partito autenticamente rivoluzionario, che sappia fondere alla lotta economica, alla lotta per la difesa del posto del lavoro, per l’ambiente, la lotta politica per l’abbattimento dello Stato borghese, alternativamente il movimento non potrà che essere riassorbito dal sistema capitalista.
In Italia il PMLI lavora costantemente tra le masse. Secondo la tua opinione il PMLI sta operando bene per diffondere la concezione proletaria del mondo?
Marx: Il lavoro di propaganda e di radicamento è fondamentale. Il PMLI ha il grande merito di mantenere alta la bandiera del socialismo in un periodo, e in un’epoca, in cui dilaga il revisionismo, il riformismo, il parlamentarismo. Come il PMLI è ben consapevole, la prova della verità è sempre la prassi; teoria e azione. La strada per diffondere la concezione proletaria del mondo, in conclusione, non può che essere quella che sta percorrendo il PMLI; studiare il marxismo-leninismo-pensiero di Mao per applicarlo alle condizioni concrete e reali dell’Italia odierna. Trasformare la rabbia spontanea delle masse in un progetto politico cosciente.
Cosa ti sentiresti di dire al compagno Giovanni Scuderi, Segretario generale del PMLI?
Marx: Gli direi, compagno Scuderi, la dialettica rimane la nostra arma migliore. Lo spronerei a proseguire con fermezza la sua lotta contro l’imperialismo e il capitalismo. Gli direi di continuare a individuare con la sua consueta attenzione il cuore pulsante del proletariato, di percepire le sue sofferenze e di tradurle in strategia rivoluzionaria. ‘Il cammino è lungo e tortuoso’, ma come scrivemmo con Engels, i proletari non hanno nulla da perdere se non le loro catene. Continuate a lottare per quel mondo.
13 maggio 2026